MAURIZIO CALVESI
Gruppi di opere: pitture e sculture
Catalogo della XXXII Biennale Internazionale d'arte, Venezia,
1964
Tutto un nuovo linguaggio ideografico è stato creato,
fino a circondarci, intorno a noi, dagli emblemi, dai manifesti,
dalla segnaletica, dai fumetti, dalle immagini fotografiche e
televisive, e la pittura ha registrato questa realtà interpretandola.
SI è voluto esprimere il senso stesso, diretto e fisicamente
imminente, di questo assedio; la mentale brutalità di immagini
freddamente testimonianti; oppure la metafisica incongruenza dell'emblema
o dell'ideogramma, isolati come candide e ossessive presenze;
o invece traversare nel quadro, avvicinato al cartellone o al
fotogramma, fino a mimare il reportage, il senso veloce
e quantitativamente eccitante di questa informazione visiva. La
fase sperimentale di queste ricerche succedutesi in tutto il mondo,
fase del resto già in via di esaurimento, non ha trovato
un margine esuberante nelle ricerche italiane, che tuttavia hanno
parzialmente assimilato il senso di queste nuove strumentazioni
d linguaggio, adattandole alla personale radice di poetiche tra
loro diverse ed anche divergenti. Una pluralità di strumentazioni
è talvolta nello stesso artista, artificialmente compresente
e volutamente urtante e "scioccante" nella sua contradditorietà.
[...]
In Schifano gli smalti industriali stesi su supporti di carta
(la carta di cui sono fatti i manifesti, i giornali, che è
dunque il tramite abituale delle immagini); il quadro costruito
con pannelli giuntati come un cartellone; le inquadrature frammentarie
che possono alludere ai tagli e ai campioni focali dell'obbiettivo;
lo scalpiccio della folla colto come dal veloce e preciso colpo
d'occhio del reporter. [...]
In Festa, il prelievo fotografico di un'immagine di Michelangelo,
l'iterazione e la frammentazione, l'accostamento di tecnica fotografica
e di pittura a smalto, l'uso ritmico delle scritte che, insieme
alla suddivisione del quadro in conchiusi pannelli contribuiscono
ad alienare l'immagine, per consegnarla come ad una metafisica
ma scettica aspettativa.