ALBERTO BOATTO
La presenza dell'oggetto
"Il Verri", 12, 1963, p. 107
Se nell'informale il termine di riferimento di ogni operazione
era rappresentato dal cosmo, da una totalità non ancora
discriminata, oggi alla fine di qualsiasi gesto si ritrova immancabilmente
un universo del tutto artificiale. La città insomma ha
preso il posto che era occupato dal cosmo; città nel suo
significato di luogo opposto alla natura, dominio dell'industria
e degli oggetti, ma anche come creazione del volere e dell'intelligenza
degli uomini; città come cultura e storia. [...]
Di fronte ad un mondo "imposseduto", il lavoro che si
deve intraprendere non concerne tanto l'interpretazione, la ricerca
di significati, quanto prima di tutto la conoscenza, il possesso,
l'assunzione. [...]
Accantonata per il momento un'ambizione propriamente interpretativa,
si ha l'impressione che la nostra stagione si accinga ad un'immensa
ed abbastanza sistematica raccolta e censimento di materiali.
Non è pertanto da stupirsi, ma invece è perfettametne
giustificato, se la tendenza dominante è quella d'inglobare
nell'opera la maggior quantità possibile di dati, di elementi,
di accogliere il più alto numero di livelli in cui si offre
il mondo.