PIERO MANZONI
Alcune realizzazioni. Alcuni esperimenti. Alcuni progetti.
da: Piero Manzoni, Scheiwiller, Milano, 1962
I miei primi "achromes" sono del '57: tela imbevuta
di caolino e colla. Nel 1959 il raster degli "achromes"
è costituito da cuciture a macchina. Nel '60 ne ho eseguiti
di cotone idrofilo, in polistirolo espanso, ne ho esperimentati
di fosforescenti, ed altri imbevuti di cobalto cloruro che cambiano
colore col variare del tempo. Nel '61 ho continuato con altri
ancora in paglia e plastica e con una serie di quadri, sempre
bianchi, in pallini d'ovatta e poi pelosi, come delle nuvole,
in fibre naturali o artificiali. Ho anche eseguito una scultura
in pelle di coniglio. Nel 1959 ho preparato una serie di 45 "corpi
d'aria" (sculture pneumatiche) del diametro massimo di cm.
80 (altezza con la base cm. 120): l'acquirente, qualora lo voglia,
può acquistare, oltre all'involucro ed alla base (chiusi
in apposito piccolo astuccio) anche il mio fiato, da conservare
nell'involucro stesso.
Nello stesso periodo ho progettato per un parco un gruppo di corpi
d'aria (sempre sferici) del diametro di circa m. 2,50: mediante
un dispositivo di compressione dell'aria, pulseranno con un lentissimo
ritmo di respirazione, non sincronizzato (esemplari sperimentali,
con involucri di piccole dimensioni nel 1959). Basandomi sullo
stesso principio ho anche proposto, per un'architettura, un soffitto
ed una parete pneumatico-pulsante. Ancora per un parco avevo pensato
ad un boschetto di cilindri pneumatici allungati come steli, che
avrebbero vibrato sotto la spinta del vento. (Nello stesso progetto
altri altissimi steli in acciaio per effetto del vento avrebbero
suonato).
Per l'aperto, ho studiato ('59-60) una scultura a movimenti autonomi.
Quest'animale meccanico sarà indipendente, perchè
trarrà il suo nutrimento dalla natura (energia solare)
di notte e si fermerà e si rattrappirà su se stesso:
di giorno si sposterà, emetterà suoni, , raggi,
antenne, per cercare energia ed evitare ostacoli: si potrà
inoltre dargli la facoltà di riprodursi.
Nel 1960 ho realizzato un vecchio progetto: la prima scultura
nello spazio. Una sfera sostenuta sospesa da un getto d'aria.
Basandomi sullo stesso principio ho poi lavorato a dei "corpi
di luce assoluti", sferoidi che sostenuti dal getto d'aria
opportunamente orientato, giravano vorticosamente su se stessi
creando un volume virtuale.
All'inizio del '59 ho eseguito le mie prime linee, prima più
corte, poi sempre più lunghe (m. 19,11, m 33, m 63, 1000
ecc....): la più lunga che io abbia eseguito finora è
di 7200 m. (1960 Herning Danimarca). Tutte queste linee sono chiuse
in scatole sigillate.
Vorrei anche tracciare una linea bianca lungo tutto il meridiano
di Greenwich!
Nel 1960 nel corso di due manifestazioni (Kopenhagen e Milano)
ho consacrato all'arte, imponendovi la mia impronta digitale,
delle uova sode: il pubblico ha potuto prendere contatto direttamente
con queste opere inghiottendo un'intera esposizione in 70 minuti.
Dal '60 vendo le impronte dei miei pollici, destro e sinistro.
Nel '59 avevo pensato di esporre delle persona vive (altre morte
volevo invece chiuderle e conservarle in blocchi di plastica trasparente):
nel '61 ho cominciato a firmare, per esporle, delle persone. A
queste mie opere do un carta di autenticità. Sempre nel
gennaio del '61 ho costruito la prima "base magica":
qualunque persona, qualsiasi oggetto vi fosse sopra era, finchè
vi restava, un'opera d'arte. Una seconda l'ho realizzata a Kopenhagen.
Sulla terza, di ferro di grandi dimensioni, posta in un parco
di Herning (Danimarca 1962) poggia la terra: è la "base
del mondo".
Nel mese di maggio del '61 ho prodotto e inscatolato 90 scatole
di "merda d'artista" (30 g. ciascuna) conservata al
naturale (made in Italy). In un progetto precedente intendevo
produrre fiale di "sangue d'artista".
Dal '58 al '60 ho preparato una serie di "tavole di accertamento"
di cui 8 sono state pubblicate in litografia, raccolte in cartelle
(carte geografiche, alfabeti, impronte digitali...).
Per la musica, nel 1961, ho composto due "Afonie": l'afonia
Herning (orchestra e pubblico), l'afonia Milano (cuore e fiato).
Attualmente (1962) ho in fase di studio un labirinto controllato
elettronicamente, che potrà servire per tests psicologici
e lavaggi del cervello.