UMBERTO ECO
L'informale come opera aperta
"Il Verri", 3, 1961, poi in Opera Aperta, 1962

Parlare di una poetica dell'Informale come tipica della pittura contemporanea implica una generalizzazione: "informale", da categoria critica diventa qualificazione di una tendenza generale della cultura di un periodo, così da comprendere insieme figure come Wols o Bryen, i tachistes veri e propri, i maestri dell' action painting, l'art brut, l'art autre, eccetera. A tale titolo la categoria di informale rientra sotto la definizione più vasta di poetica dell'opera aperta.
Opera aperta come proposta di un "campo" di possibilità interpretative, come configurazione di stimoli dotati di sostanziale indeterminatezza, così che il fruitore sia indotto a una serie di "letture" sempre variabili; struttura, infine, come "costellazione" di elementi che si prestano a diverse relazioni reciproche. In tal senso l'informale in pittura si collega alle strutture musicali aperte della musica post-weberniana e a quella poesia "novissima" che di informale ha già accettato, per ammissione dei suoi rappresentanti, la definizione

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