Arman, Baj, Bemporad, Bertini, Colonne, Chapmans, Colucci, Dangelo, De Miceli, D'Haese, Hoeboer, Hundertwasser, Klein, Koenig, Manzoni, Nando, Noiret, A. e G. Pomodoro, Restany, Saura, Sordini, Vandercam ,Verga
Manifesto Contro lo stile, Milano settembre 1959.
da: Linee della ricerca artistica in Italia, 1960-1980, Roma 1981

Nel febbraio 1952 il primo manifesto nucleare affermava la nostra volontà di voler combattere ogni concessione a qualunque sorta di accademismo. Cosi' si esprimeva la nostra rivolta contro il dominio dell'angolo retto, dell'ingranaggio, della macchina, contro la astrazione fredda e geometrica. Da allora abbiamo proseguito nella sperimentazione di ogni possibile risorsa tecnica, dall'automatismo "tachiste" o oggettivo a quello soggettivo, al grafismo, alla "action painting", al gesto, al cxalligrafismo, alle emulsionim flottages, polimaterismo, sino alle Acque pesanti di Baj e Bertini (1957). Alle sperimentazioni tecniche si accompagnarono, per vicendevoli suggestioni, nuovi linguaggi: dagli spazi immaginari (cfr. Pierre Restany) e "Stati della materia" del 1953 (Baj e Dangelo), alle "Prefigurazioni" del 1953 (Baj, Dangelo, Colombo e Mariani) alle "Nuove flore" (Dangelo) e "Personaggi animali e favole" (Baj e Jorn) del 1956, sino alle "situazioni atomizzate" del 1957 (Baj e Pomodoro), ma ogni invenzione rischia ora di divenire oggetto di ripetizioni stereotipe a puro carattere mercantile: è quindi urgente intraprendere una vigorosa azione antistilistica per un'arte che sia sempre "autre" (cfr. Michel Tapie).
"De Stijl" è morto e sepolto ed al suo contrario - l'antistile - che spetta di abbattere le ultime barriere della convezione e del luogo comune, le ultime che la stupidità ufficiale possa ancora opporre alla definitiva liberazione dell'arte.
Già l'impressionismo liberò la pittura dai soggetti convenzionali; cubismo e futurismo al oro volta tolsero l'imperativo della imitazione oggettiva e venne poi l'astrazione per dissipare ogni residua ombra di una illusoria necessità di rappresentazione. L'ultimo anello di questa catena sta per essere oggi distrutto: noi nucleari denunciamo oggi l'ultima delle convenzioni - lo stile.
Noi ammettiamo come ultime possibili forma di stilizzazione le "proposizioni monocrome" di Yves Klein (1956-1957): dopo di ciò non resta che la "tabula rasa" o i rotoli di tappezzeria di Capogrossi. Tappezzieri o pittori: bisogna scegliere. Pittori di una visione sempre nuova e irripetibile "commedia dell'arte".
Noi affermiamo l'irripetibilità dell'opera d'arte: e che l'essenza della stessa si ponga come "presenza modificante" in un mondo che non necessita più di rappresentazioni celebrative ma di presenze.

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