GIOVANNI ANCESCHI, DAVIDE BORIANI, GIANNI COLOMBO, GABRIELE
DE VECCHI
Dichiarazione, Bellinzona, ottobre 1959
da: Linee della ricerca artistica in Italia, 1960-1980, Roma 1981
Ogni aspetto della realtà, colore, forma, luce, spazi
geometrici e tempo astronomico, è l'aspetto diverso del
darsi dello SPAZIO-TEMPO o meglio: modi diversi di percepire il
relazionarsi fra SPAZIO e TEMPO.
Consideriamo quindi la realtà come continuo divenire di
"fenomeni" che noi percepiamo nella "variazione".
Da quando una realtà intesa in questi termini ha preso
il posto, nella coscienza dell'uomo (o solamente nella sua intuizione)
di una realtà fissa e immutabile, noi ravvisiamo nelle
arti una tendenza ad esprimere la realtà nei suoi termini
di divenire.
Quindi considerando l' "opera" come una "realtà"
fatta con gli stessi elementi che costituiscono quella "realtà
che ci circonda" è necessario che l'opera stessa sia
in continua variazione.
Con questo noi non rifiutiamo la validità di mezzi quali
colore, forma, luce, ecc. ma li ridimensioniamo immettendoli nell'opera
nella situazione vera in cui li riconosciamo nella realtà,
cioè in continua variazione che è l'effetto del
loro relazionarsi reciproco.