GASTONE NOVELLI
[Autopresentazione]
Catalogo mostra personale, Galleria La Salita, Roma 1957.

La creazione di un' opera plastica valida ha le sue origini nell'impulso che spinge ad agire e finisce con l'atto fisico dell'esecuzione. Investe quindi l'individuo intero, dalla capacità intuitiva del suo subcosciente, alla conoscenza intellettuale ed alla preparazione fisica stessa dei suoi gesti. È necessario cercare di capire, più che conoscere, tutto ciò che oggi si dà, sapere utilizzare tutti i mezzi possibili per creare forme ed opere, ed alla fine dimenticare tutto ciò che si è appreso di equilibrio e conoscenza affinché l' atto creativo riacquisti la sua spontaneità, diventi automatico e quindi capace di raccogliere ogni impulso e di esprimere ogni intuizione, conservi quella parte di irrazionale che è sempre fonte di nuovi suggerimenti, possibilità di rappresentare verità primordiali, di trarre qualche cosa dal caos dell'origine.
Noi abbiamo a disposizione nuovi materiali, nuove conoscenze scientifiche, una cultura da divulgare e nuove mete da raggiungere in questo nostro tempo estremamente dinamico.
La speranza è che ogni atto, definitivo o sperimentale che sia, ci avvicini un poco alla verità, alla sintesi, ed abbia soprattutto una sua conseguenza.
È in questo modo che il nostro lavoro non rimane una espressione intimistica ma assume il suo valore umano e la sua funzione sociale.
Un artista non è un uomo differente dagli altri, incomprensibile e sospetto. Un pittore è solamente un intermediario, un individuo che attinge qualche cosa dalla verità più nascosta, più valida, al di fuori di se stesso e nel più intimo del proprio io, e ne fissa l'essere ed il divenire in una immagine che è da guardare.
In questi due atti, del fissare e del guardare, è il rapporto fra colui che crea e colui che gode della creazione, fra l' artista e la società in cui vive. Questo rapporto richiede solo un poco di buona fede, di fiducia, un certo coraggio, anche, di sentirsi liberi e vivi nel proprio tempo.

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