CAMILLO CORVI-MORA, PIERO MANZONI, ETTORE SORDINI, GIUSEPPE ZECCA
Per la scoperta di una zona di immagini
Milano, 9 dicembre 1956.
da: Linee della ricerca artistica in Italia, 1960-1980, Roma 1981

Senza mito non si dà arte.
L'opera d'arte trae la sua occasione da un impulso inconscio, origine e morte di un substrato collettivo, ma il fatto artistico sta nella consapevolezza del gesto, consapevolezza intuitiva, poiché tecnica propria dell'attività artistica e la chiarificazione intuitiva (inventio).
Consumato il gesto, l'opera diventa dunque documento dell'avvenimento di un fatto artistico.
Con la scoperta nasce la chiara coscienza dello sviluppo storico dell'opera d'arte.
Intendiamo dunque l'arte come scoperta (inventio) in continuo divenire storico di zone autentiche e vergini. Il nostro modo è un alfabeto di immagini prime.
Il quadro è la nostra area di libertà; è in questo spazio che noi andiamo alla scoperta, all'invenzione delle immagini; immagini vergini e giustificate solo da se stesse, la cui validità è determinata solo dalla gioia di vita che contengono.

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