TOTI SCIALOJA
[Considerazioni: Roma, aprile 1955]
Giornale di pittura, Roma, 1991

La volontà di essere originali, in pittura, rappresenta il pericolo, il limite maggiore. Vuol dire amare più se stessi che la pittura. In questo senso più si è nella pittura, cioè nella verità, meno si è originali. La verita prodonda, la realtà profonda delle cose è anonima. Ogni pittura che tocca davvero il fondo della realtà si scancella in essa; più la realtà è grande, più è di tutti, meno vi traspare il nome del pittore. Non ci si esprime attraverso la pittura, non si usa la pittura a questo fine; ma ci si scioglie nella pittura. Bisogna essere unici, cioè semplicemente e fino in fondo se stessi; non "originali". Unici, semplicemente; questo avverrà quando l'intenzione sarà mutata fino all'estremo margine in accoglienza.

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