AMBROSINI, BURRI, CRIPPA, DELUIGI, DE TOFFOLI, DOVA, DONATI,
FONTANA, GIANCAROZZI, GUIDI, JOPPOLO, LA REGINA, MILANI, MORUCCHIO,
PEVERELLI, TANCREDI, VIANELLO.
Manifesto del Movimento Spaziale per la televisione, 17 maggio
1952
da: Lucio Fontana, Concetti Spaziali, Torino, 1969
Noi spaziali trasmettiamo, per la prima volta nel mondo, attraverso la televisione, le nostre nuove forme d'arte, basate sui concetti dello spazio, visto sotto un duplice aspetto:
il primo, quello degli spazi, una volta considerati misteriosi
ed ormai noti e sondati, e quindi da noi usati come materia plastica;
il fondo, quello degli spazi ancora ignoti nel cosmo, che vogliamo
affrontare come dati di intuizione e di mistero, dati tipici dell'arte
come divinazione.
La televisione è per noi un mezzo che attendevamo come
integrativo dei nostri concetti. Siamo lieti che dall'Italia venga
trasmessa questa nostra manifestazione spaziale, destinata a rinnovare
i campi dell'arte.
È vero che l'arte è eterna, ma fu sempre legata
alla materia, mentre noi vogliamo che essa ne sia svincolata,
e che attraverso lo spazio, possa durare un millennio, anche nella
trasmissione di un minuto.
Le nostre espressioni artistiche moltiplicano all'infinito, in
infinite dimensioni, le linee d'orizzonte; esse ricercano una
estetica per cui il quadro non è più quadro, la
scultura non è più scultura, la pagina scritta esce
dalla sua forma tipografica.
Noi spaziali ci sentiamo gli artisti di oggi, poiché le
conquiste della tecnica sono ormai a servizio dell'arte che noi
professiamo.