LIONELLO VENTURI
Otto Pittori Italiani
L. Venturi, Otto Pittori italiani, Roma, 1952

Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova appartengono alla generazione che giunge ora alla maturità: sono tutti tra i 30 e i 45 anni. Il loro modo di dipingere è attuale e le loro opere possono essere considerate tra le più rappresentative del gusto italiano odierno in pittura. [...]
Essi non sono e non vogliono essere degli astrattisti; essi non sono e non vogliono essere dei realisti: si propongono di uscire da questa antinomia che da un lato minaccia di trasformare l'astrazione in un rinnovato manierismo, e dall'altro obbedisce ad ordini politici che disintegrano le libertà e la spontaneità creativa. [...]
È il linguaggio tipicamente attuale, che essi usano secondo un ideale comune, che è poi quello di valersi di tutte le possibilità che offre loro la pittura senza rinunzie preconcette, con l'occhio attento a eseguire quello che la loro sensibilità detta. Se nel loro arabesco l'immagine di una barca o di qualsiasi altro oggetto della realtà può essere inclusa, non si provano dell'arricchimento che quell'oggetto può dare alla loro espressione. Se essi sentono il piacere di una materia preziosa, di un accordo lirico di colore, di un effetto di tono, essi non vi rinunziano. Non sono dei puritani in arte, come gli astrattisti; accettano l'ispirazione da qualsiasi occasione e non si sognano di negarla.
Eppure essi rimangono fedeli al principio, che è essenziale per l'arte moderna, e cioè che una pittura vale innanzitutto per le sue linee, per le sue forme e per i suoi colori, per quella coerenza di visione che è l'intima forza di ogni opera d'arte dipinta. I piaceri della bella materia o dell'esperienza della realtà devono essere subordinati alla coerenza formale, e possono esserne un accompagnamento opportuno se non pretendono di prevalere.
La visione degli otto pittori non ha quindi mai tagliato i ponti con la vita dei sensi e dei sentimenti, non è mai diventata un semplice gioco dell'immaginazione, e rivela sempre quell'impegno morale, totale, disinteressato, che è necessario all'opera d'arte

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