Giuseppe Capogrossi, Mario Ballocco, Ettore Colla, Alberto Burri
Manifesto del gruppo "Origine"
Roma, gennaio 1951.

Tra le molteplici e spesso divergenti esperienze della pittura e scultura del nostro tempo, limitatamente al suo aspetto "non-Figurativo", il gruppo Origine tende a distinguersi decisamente, muovendo da talune particolari esigenze di espressione.
Di fronte al percorso storico dell' "astrattismo", avvertito ormai come problema artistico risolto e concluso, sia nel suo atteggiamento di reazione contro ogni figuratività contenutistica, sia come sviluppo secondo una direzione, nel complesso, sempre piú orientata verso la compiacenza decorativa e, insomma, in senso manieristico, il gruppo Origine intende rifarsi e riproporsi il punto di partenza moralmente piú valido delle esigenze "non-Figurative" dell'espressione.
In altri termini, nella rinunzia stessa ad una forma scopertamente tridimensionale; nella riduzione del colore alla sua funzione espressiva piú semplice ma perentoria ed incisiva; nella evocazione di nuclei grafici, linearismi e immagini pure ed elementari gli artisti del gruppo esprimono la necessità stessa di una visione rigorosa, coerente, ricca di energia. Ma, primamente, antidecorativa e, in tal modo, schiva da qualsiasi compiacente allusione ad una forma di espressione che non sia quella di un raccoglimento umile ma concreto, proprio in quanto decisamente fondato sul significato spirituale del "momento di partenza" e del suo umano riproporsi in seno alla coscienza dell'artista.

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