La Semina

 

- Il periodo

A parte alcune varietà nostrane (quasi tutte di genere Capsicum Annuum, compreso i famosissimi Cayenna e il calabrese Suverato) e quelle incrociate dall'uomo per sopravvivere al freddo delle alte quote (Rocoto) i peperoncini sono piante che temono molto le basse temperature e il clima secco.
Prendiamo in esame la specie Habanero: questa pianta vive e prospera nelle regioni tropicali e sub-tropicali, famose per avere un clima con temperatura minima sempre maggiore di 20°C e umidità relativa piuttosto alta.
Nel caso la temperatura scenda a 10°C la pianta reagisce arrestando i suoi processi di germinazione/crescita/fioritura, ecc. in attesa che la temperatura risalga. Possiamo dire che 10°C sono il limite per il quale la pianta entra in "stand-by", senza peraltro subire danni degni di nota.
Il limite inferiore di temperatura però, quello per il quale la pianta comincia a subire danni irreversibili è di 5°C, peggiorati da eventuale vento di bora/tramontana. Questo limite (come vedremo) può essere valicato con sufficiente tranquillità solamente dopo una opportuna potatura che precede la messa a riposo invernale delle piante.
Dato che l'Italia è molto "lunga" - moltissimo...specie se la si percorre in scooter ;-) - non è possibile stabilire un periodo preciso per la semina, visto che i siciliani saranno i più fortunati potendo iniziare la semina da febbraio, seguiti via via da napoletani, romani, fino ad arrivare ai "nordici".
Possiamo dire che ognuno, essendo pratico della propria zona, sarà in grado di capire il periodo giusto della semina, e cioè quello successivo all'ultima gelata prevista.
Per fare un esempio in zona GE: l'anno scorso ho iniziato la semina a inizio aprile, quindi un po' in ritardo perché mi sono deciso all'ultimo momento e poi faceva ancora piuttosto freddo e, nonostante ciò il risultato è stato più che ottimo.
Diciamo che quest'anno, se il meteo lo permetterà, conto di seminare una decina di piantine intorno a metà marzo.
A metà aprile, sempre che tutto sia andato per il verso giusto, le piantine saranno alte 2-3cm ed avranno due foglie. Sarà possibile metterle all'aperto di giorno salvo poi ritirarle di notte se la temperatura dovesse scendere sotto i 10°C.

- Il terriccio

C'è una discreta diatriba sui siti specializzati su quale dovrebbe essere la composizione ottimale del terreno per una crescita rigogliosa delle piante, ma l'opinione che va per la maggiore (e che personalmente condivido) è quella che consiglia un terriccio molto "leggero", con una buona percentuale di sabbia.
Terricci torbosi, magari utili per gerani e piante ornamentali, non vanno bene perché tendono a compattarsi e ad impedire una crescita regolare delle radici.
Il consiglio di un vivaista esperto (mai escludere a priori i consigli di un professionista) saprà senz'altro indicarvi quale terriccio comprare. A me hanno consigliato un terriccio molto leggero, con scaglie di corteccia d'albero, una buona percentuale di sabbia e arricchito con Cornunghia, che è un concime organico naturale a lenta cessione
.
I risultati sono stati ottimi.

- La "nursery"

Per far germinare delle piantine forti e in salute, con un'ottimo rapporto piante/semi, occorrono inizialmente alcuni accorgimenti.
Per prima cosa dobbiamo fornire ai semi le condizioni di sviluppo quanto più simili possibile a quello che troverebbero nei lontani paesi tropicali, quindi calore e umidità.
Non esiste un metodo perfetto: ci sono metodi "casalinghi", "professionali" o, più semplicemente "costosi" in quanto prevedono l'utilizzo di tappeti riscaldanti ed incubatrici per la crescita dotate di lampade speciali.
Per darvi uno spunto vi posso dire come ho fatto io.
Avete presente quelle confezioni da 25 CD o DVD vergini, vendute nel contenitore cilindrico in plastica trasparente? Beh, ne avevo un po' e ho pensato di usarli allo scopo.
Ho usato la parte trasparente come vaso, avendo l'accortezza di praticare tre buchi (diametro 3 mm circa) sul fondo per il drenaggio dell'acqua.
Successivamente sono stati riempiti per metà di terriccio e coperti con un foglio di pellicola trasparente tipo Domopak (forata anch'essa), tenuta in sede da un elastico. La pellicola dovrà essere forata in 4-5 punti per permettere lo scambio gassoso con l'esterno.
Per ogni contenitore ho messo dieci semi.

Ma credo che una foto valga più di un sacco di parole:


(Clicca sull'immagine per ingrandire)

Nulla vieta di utilizzare altri tipi di contenitori, come nulla vieta di seminarli direttamente in giardino (in questo caso però la resa potrebbe essere decisamente più bassa).

- Il luogo

Per la germinazione non è importante la quantità e la qualità della luce, che invece sarà importantissima in seguito: l'importante è che il luogo sia il più caldo possibile.
Uno dei vantaggi di seminare i peperoncini ad inizio primavera è quello di poter sfruttare il calore prodotto dai termosifoni, visto che dovrebbero essere ancora accesi, per il tempo utile a far spuntare i primi germogli.
Quindi sfruttiamo questa opportunità e lasciamo senza timore i contenitori direttamente sopra il termosifone.

- L'annaffiatura

Eccoci alla parte un po' delicata....quella nella quale bisogna prestare la maggiore attenzione.

Quanto e quando: una siringa senza ago da 5cc d'acqua per ogni contenitore. L'acqua viene introdotta attraverso i 4 o 5 fori presenti nella pellicola trasparente.

Se i contenitori verranno lasciati sopra il termosifone caldo noterete che dopo alcune ore si creerà al loro interno un clima decisamente umido, testimoniato dalla presenza di goccioline sotto la pellicola trasparente: la mancanza di goccioline significa che l'ambiente è troppo secco e che bisogna provvedere subito ad immettere acqua nel terreno.

- Si parte !!

OK! Prendete i semini dal sacchetto e piantateli ad una profondità non oltre i 6 mm. NON annaffiateli prima e NON metteteli nel frigo o nel freezer.
Fate in modo che ogni semino abbia almeno 2-3 cm di spazio con quelli vicini e soprattutto mettete insieme semini della stessa specie, possibilmente scrivendo con un pennarello indelebile la specie alla quale appartengono.
Sembra una precauzione eccessiva però, dato che sono tutti "cugini" della specie Habanero rischiate di fare come il sottoscritto che di qualche pianta ha potuto capirne il tipo solo ad inizio maturazione... :-D
Dato che è la prima volta annaffiate abbondantemente, fino a che l'acqua comincerà ad uscire dai fori inferiori praticati nel contenitore, mentre successivamente sarà sufficiente controllare, una volta al giorno, che la terra sia umida (NON fradicia, repetita...juventus).
Una volta piantati i semini e data loro l'acqua, copriteli con la pellicola trasparente forata e mantenete in posizione il tutto con un elastico o con un pezzo di spago.
Ora non vi resta che metterli "in posizione" e aspettare che qualcosa di tenerissimamente verde faccia capolino (15-20 gg. dipende dalla temperatura).
Non usate fertilizzanti o altre diavolerie. La luce non è necessaria adesso.

Ci leggiamo più avanti, per la crescita. :-)