Trasformatore
Macchina elettrica statica destinata a convertire energia elettrica variandone il livello di tensione.
Il funzionamento del
trasformatore è basato sul fenomeno dell'induzione elettromagnetica, opera con
tensioni alternate; la conversione non comporta variazioni nella frequenza.
Un trasformatore è costituito essenzialmente da due (in
qualche caso anche più di due) circuiti elettrici concatenati con un circuito
magnetico. I circuiti elettrici sono avvolgimenti isolati l'uno dall'altro e
avvolti attorno ad un nucleo in materiale ferromagnetico (lamierini magnetici)
che costituisce il circuito magnetico. Un avvolgimento è collegato alla linea
di alimentazione e viene detto primario; l'altro è collegato a uno o più
utilizzatori e viene detto secondario.
Alimentando l'avvolgimento primario di un
trasformatore con una tensione alternata, si produce nel circuito magnetico con
esso concatenato un flusso di induzione magnetica pure alternato. Tale flusso,
concatenandosi con gli avvolgimenti primario e secondario, genera in essi, per
induzione elettromagnetica, delle forze elettromotrici E1 e E2 , si ha che
E1=N1E¢, e E2=N2E¢, dove N1 e N2 sono, rispettivamente, i numeri di spire
degli avvolgimenti primario e secondario e E¢ la forza elettromotrice generata
in una spira di avvolgimento. Risulta perciò E1/E2=N1/N2, ossia il rapporto tra
le forze elettromotrici agenti sui due circuiti è pari al rapporto spire ks=N1/N2.
Poiché le forze elettromotrici differiscono dalle corrispondenti tensioni V1 e
V2 ai morsetti dei due avvolgimenti per le cadute di tensione negli avvolgimenti
stessi, le quali sono di valore relativamente piccolo, si ha che il rapporto tra
il valore della tensione V1 con cui si alimenta l'avvolgimento primario e quello
della tensione V2 prelevabile ai morsetti del secondario è, in prima
approssimazione, pari al rapporto spire. Più precisamente si possono definire
tre rapporti caratteristici, poco diversi l'uno dall'altro: il rapporto spire ks=N1/N2,
il rapporto di trasformazione a carico k=V1/V2 e il rapporto di trasformazione a
vuoto ko=V1/V2o, dove V2o è la tensione che si misura ai morsetti del
secondario quando non è collegato a essi nessun utilizzatore. La differenza tra
tali rapporti dipende dalle perdite di potenza attiva e dalle dispersioni di
flusso nel trasformatore; se si trascurano tali elementi le potenze apparenti
(prodotti dei valori della tensione e dell'intensità di corrente
corrispondente) ai morsetti dei due avvolgimenti sono uguali e risulta, perciò,
V1×I1=V2×I2 e quindi A1=A2.
Trasformatore trifase
Negli impianti elettrici vengono comunemente usati trasformatore trifase e trasformatore monofase. I trasformatori trifasi, i cui avvolgimenti primari e secondari possono essere collegati, in base a diverse considerazioni, a stella o a triangolo, costituiscono la quasi totalità dei trasformatori che fanno parte delle reti di trasmissione e di distribuzione dell'energia elettrica. In particolare, la distribuzione alle utenze a bassa tensione viene realizzata mediante trasformatore trifase, posti in apposite cabine, con l'avvolgimento secondario collegato a stella con neutro accessibile. Sono così disponibili le tensioni tra conduttori di fase (generalmente pari, in Italia, a 380 V) e le tensioni tra conduttori di fase e conduttore neutro (220 V). Per l'alimentazione delle utenze di tipo industriale si utilizza 380 V, mentre le utenze domestiche 220 V.
Trasformatore Struttura
Le parti attive del trasformatore, ossia la struttura
magnetica (nucleo) e gli avvolgimenti, opportunamente isolati, sono spesso
contenuti in un involucro protettivo e i terminali degli avvolgimenti vengono
portati all'esterno di esso.
Il nucleo è costituito da pacchi di lamierino magnetico,
di forma tale da costituire una struttura chiusa che comprende elementi
verticali (colonne) e orizzontali (gioghi). Sulle colonne vengono realizzati gli
avvolgimenti costituiti, nei trasformatori di potenza rilevante, da piattine di
rame di notevole sezione, nei trasformatori di piccola potenza gli avvolgimenti
sono in filo isolato per smaltatura.
I trasformatori vengono detti a mantello (o corazzati) e a
colonne: In un trasformatore monofase a mantello, gli avvolgimenti sono disposti
sulla colonna centrale, e le due colonne laterali sono libere. Nei trasformatori
monofasi a colonne, invece, gli avvolgimenti si trovano sulle due colonne
laterali.
Nei trasformatori trifasi il nucleo è costituito, nella
maggior parte dei casi, da tre colonne verticali; gli avvolgimenti sono sulle
tre colonne; nei trasformatori a cinque colonne, usati di solito per forti
potenze, gli avvolgimenti sono disposti sulle tre colonne centrali.
I trasformatori variano dalle tensioni dei piccoli
trasformatori d'uso domestico (tipicamente 220 V al primario, 12 o 24 V al
secondario) a quelle dei trasformatori in uscita dalle grandi centrali
elettriche (10-12 kV al primario, 750-850 kV al secondario).
Trasformatore Rendimento
Si chiama rendimento del trasformatore il rapporto h=Pr/Pa
tra la potenza Pr fornita al complesso d’utilizzatori alimentati e la potenza
Pa assorbita dal trasformatore; poiché la potenza assorbita è la somma della
potenza resa e delle perdite proprie del trasformatore, il rendimento è tanto
più elevato quanto minori sono tali perdite. Nei piccoli trasformatori, la
considerazione del rendimento non ha grande importanza; viceversa, nei tipi di
media e grande potenza, anche se il rendimento è elevato (viene spesso superato
il 99%), l'entità delle dissipazioni di potenza, date le potenze in gioco, è
elevata in valore assoluto e si traduce in una perdita di energia sensibile sul
piano economico e in uno sviluppo di calore che comporta sempre non indifferenti
problemi di raffreddamento.
I trasformatori di piccola potenza e alcuni tipi speciali
di media potenza presentano gli avvolgimenti e il nucleo esposti all'aria
dell'ambiente, ossia non hanno alcuna protezione e non comprendono alcun sistema
particolare di raffreddamento. In generale però i trasformatori di media e
forte potenza sono contenuti in cassoni di lamiera a tenuta stagna, riempiti di
olio, che ha funzione isolante e inoltre facilita l'asportazione del calore
sviluppato dagli avvolgimenti e dal nucleo. Nei tipi di media potenza, l'olio
circola per convezione all'interno del cassone. Nei tipi più grandi, la
circolazione dell'olio è attivata da pompe, interne al cassone, e l'olio stesso
passa attraverso veri e propri radiatori, raffreddati a loro volta da batterie
di ventole.
Trasformatori speciali di struttura particolare
(I trasformatori speciali sono realizzata in modo tale da conferire al trasformatore caratteristiche che lo rendono adatto a determinati impieghi).
trasformatore a prese, che consentono di variare il numero di spire del secondario collegando le utenze a diverse prese, poste appunto sull'avvolgimento secondario; si usano quando occorre ottenere tensioni secondarie di valori differenti.
trasformatore con variatore di tensione incorporato, che si usano quando occorra ottenere una tensione secondaria sensibilmente costante, in presenza di forti e brusche variazioni del carico del secondario o di fluttuazioni nel valore della tensione primaria; sono muniti di un terzo avvolgimento, dimensionato per una potenza minore di quella relativa ai due principali e di un combinatore telecomandato asservito a un sistema automatico che inserisce o esclude sezioni di spire dell'avvolgimento di regolazione.
trasformatore a corrente secondaria costante, portano un avvolgimento che può scorrere, per l'azione elettrodinamica dovuta alla circolazione delle correnti, lungo una colonna del nucleo, determinando una variazione delle dispersioni di flusso attraverso la quale si mantiene costante il valore dell'intensità di corrente secondaria; sono tipici delle reti di illuminazione stradale.
trasformatore di misura, che vengono sistematicamente inseriti nei circuiti con correnti molto intense o in alta tensione per poter misurare tali grandezze, che non sarebbe possibile misurare con strumenti a inserimento diretto; dal secondario di tali trasformatore si preleva una tensione o una corrente di valore proporzionale a quello da misurare, ma assai più basso, che può essere misurato con strumenti convenzionali. I trasformatore di misura costituiscono anche un efficace isolamento tra i circuiti interessati alla misurazione e gli strumenti di misura, collegati al secondario, con cui possono venire a contatto gli operatori.
trasformatore per audio e video, di piccole potenze, hanno la funzione di trasferire da un circuito a un altro segnali contenenti un rilevante numero di frequenze diverse. Per questi trasformatori occorre un buon concatenamento magnetico tra gli avvolgimenti che può essere ottenuto impiegando materiali magnetici speciali con elevata permeabilità.
