I DISAGI
«Sulle strade spesso scippi e furti Ma anche la pulizia
non è perfetta»
Immigrazione e sicurezza: i due temi sono tornati in primo piano nel Sud Milano,
dove le recenti elezioni amministrative hanno premiato quegli schieramenti che
proprio su questo hanno promesso di dare ai cittadini risposte concrete. Basti
un esempio su tutti: Melegnano. In città, dopo oltre 40 anni, il centrodestra è
tornato a trionfare. Il nuovo sindaco, Vito Bellomo (nella foto in basso), ha
incassato oltre il 53% dei consensi, aggiudicandosi la fascia tricolore già al
primo turno. Merito di una campagna elettorale giocata sulla sicurezza. Ma qual
è l’effettiva percezione che i cittadini hanno del problema? Quanto, nel sentire
comune, gli stranieri sono associati alla piccola e media criminalità? Lo
abbiamo chiesto a Massimo Gori, presidente del Comitato della zona
industriale di Melegnano. La vittoria del centrodestra dimostra che il tema
della sicurezza è molto sentito in città, specie nelle aree periferiche. È così?
«Senz’altro ci sono dei problemi irrisolti, ma non più che in passato e nelle
periferie come nel centro città. Melegnano è una realtà piccola, non ci sono
quartieri in balia della microcriminalità e altri dove ci si sente assolutamente
tranquilli». Quali sono gli episodi di delinquenza più frequenti registrati in
città? «I furti in appartamento e d’auto. In seconda battuta vengono gli scippi,
soprattutto ai danni dei pensionati». Poi c’è il problema dei nomadi che spesso,
per accamparsi, scelgono proprio la zona industriale. «Questo è un tema sentito.
Non a caso ha sollevato forti polemiche la proposta di Elettra Sabella,
candidata per Margherita e Ds, d’individuare nel territorio comunale una zona
dove realizzare un insediamento attrezzato per i rom». Dunque, la sicurezza ha
pesato non poco sugli equilibri elettorali. «Sì, ma è sbagliato ricondurre tutto
a questo aspetto. Come Comitato, abbiamo registrato nei cittadini un malcontento
generale verso la precedente amministrazione. Si tratta di una sfiducia legata
anche alle mancate manutenzioni e alla scarsa pulizia delle strade». A Melegnano
l’immigrazione fa paura? «In alcuni persone agiscono suggestioni mentali per cui
straniero è sinonimo di delinquente. Anche questo, però, è un luogo comune da
sfatare: molti criminali sono italiani e la sicurezza è un problema più ampio,
legato alla gestione del territorio». Tra le proposte di Vito Bellomo c’è quella
di reintrodurre il vigile di quartiere. È una buona idea? «Più che il vigile di
quartiere, ci vogliono forze dell’ordine presenti sul territorio, a contatto con
la popolazione. Gli agenti devono farsi vedere, girare per le strade, dimostrare
di essere vicini al cittadino». Cos’altro ci vuole per Melegnano? «Sistemi di
videosorveglianza che funzionino: basta con telecamere rotte, immagini che
nessuno può controllare, programmi di prevenzione spot. Melegnano ha bisogno di
un monitoraggio capillare, attrezzature affidabili e interventi continuativi,
ben dosati nel tempo». È un piano di controllo impegnativo quello che lei
delinea. «È un piano che implica una diversa organizzazione della macchina
amministrativa. Sarà lodevole se la nuova Giunta saprà affrontare la questione
con decisione e competenza, anche a fronte di problemi come l’organico ridotto
delle forze dell’ordine e la mancanza di risorse da destinare a incentivi
economici».
di Alessandra Zanardi
(tratto da "IL GIORNO" edizione
locale di Lodi del 1 giugno 2007)