Ancora una
volta torniamo nella piazza principale del Castello (Hradcanskè namesti),
sediamo sulle panchine dei giardini rivolte a Sud: lo sguardo sarà
catturato dal maestoso Palazzo Schwarzenberg, rinascimentale
con facciate in graffito che ora ospita un Museo di storia militare.
Il 13 ottobre
1601, pochi giorni dopo aver ricevuto l'incarico di realizzare,
con J. Kepler, le Tabulae
rudolphinae, Tychoaccompagnò un amico a cena al Palazzo
di Peter Vok Ursinus Rosenberg (ora Palazzo Schwarzenberg):
all'epoca la cortesia vietava di alzarsi da tavola per qualsiasi
ragione, prima che si fosse alzato il padrone di casa. Così
Kepler descrisse l'evento: "Trattenendo
l'urina più a lungo di quanto fosse sua abitudine, Brahe rimase
seduto. Pur avendo bevuto un po' troppo generosamente e sentendo
la pressione della vescica, era meno preoccupato per lo stato della
sua salute che per l'etichetta. Tornato a casa, non riuscì più a
orinare." Tycho
morirà undici giorni dopo, il 24 ottobre, nella sua casa in
Pohorelec nonostante i rimedi medici da lui stesso
preparati. >>>
leggi
un'altra ipotesi sulla morte <<<
Durante l'ultima
notte di delirio Brahe ripetè varie volte la celebre frase"Ne frustra vixisse videar"
(Affinchè
non sembri di essere vissuto invano o, più liberamente,
Non
lasciate sembrare che io sia vissuto invano) , probabilmente
rivolta a Kepler il quale in un capitolo dell' Astronomia
nova attribuirà alle
parole questo significato: "
pur sapendo che seguo l'opinione di Copernico, mi chiese di dimostrare
tutte le cose in conformità con la sua ipotesi " . La
sua ipotesi era appunto il modello Tichonico del mondo, una specie
di terza via tra Tolomeo e Copernico, nella quale i pianeti
ruotavano intorno al Sole e questo, con la Luna, ruotava intorno
alla Terra, fissa al centro del sistema solare.