Giacomo Leopardi


Canto di "presenze umane", che, "in movimenti di danza, anche nell'imminenza della morte", imitano "nel loro andare i percorsi circolari delle stelle"; canto della vita trasfigurata dalla memoria, ma spoglio di speranze: mondo d'apparenze; canto della memoria e dell'eterno ritorno delle stagioni e della vita, ma non degli individui.

 

 

                                                                                                            

Le ricordanze
Vaghe stelle dell'Orsa, io non credea
tornare ancor per uso a contemplarvi
sul paterno giardino scintillanti,
e ragionar con voi dalle finestre
di questo albergo ove abitai fanciullo,
e delle gioie mie vidi la fine.
quante immagini un tempo, e quante fole
creommi nel pensier l'aspetto vostro
e delle luci a voi compagne! allora
che, tacito, seduto in verde zolla,
delle sere io solea passar gran parte
mirando il cielo, ed ascoltando il canto
della rana rimota alla campagna!
E la lucciola errava appo le siepi
e in su l'aiuole, susurrando al vento
i viali odorati, ed i cipressi
lÓ nella selva; e sotto al patrio tetto
sonavan voci alterne, e le tranquille
opre de' servi. E che pensieri immensi,
che dolci sogni mi spir˛ la vista
di quel lontano mar, quei monti azzurri,
che di qua scopro, e che varcare un giorno
io mi pensava, arcani mondi, arcana
felicitÓ fingendo al viver mio![...]