Confronto tra i risultati di terapie fisiche
associate o meno a trattamenti chiropratici in due serie di 100 casi
ciascuna.
Estratto da : Atti XVIII Congresso Nazionale S.I.M.F.E.R.,
Firenze, 30 Settembre-3 Ottobre 1990.
Dr. M. Burini-Aiuto Clinica Ortopedica Università di Perugia
Dr. M. Rossi-Fisiatra, Centro Chiroterapico Umbro, Perugia
Nell'ultimo decennio è andato progressivamente aumentando il numero dei pazienti sofferenti per patologie, degenerative e non; a carico del rachide lombare (lombalgie e lombosciatalgie). Nel trattamento di queste è ormai consolidato l'uso della terapia fisica, sia per la sua tollerabilità organica e topica, sia per gli effetti collaterali dei FANS. Le terapie fisiche più utilizzate sono : elettroterapia, sonoterapia, e termoterapia ; meno frequenti la fototerapia, la chinesiterapia, e la chiroterapia. Nel nostro studio si è voluto valutare l'efficacia di queste terapie e la durata nel tempo dei loro effetti terapeutici.
Sono stati inclusi nello studio pazienti, di entrambi i sessi, di età compresa fra 20 e 80 anni, con quadro radiografico evidenziante, nel maggior numero di casi, spondiloartrosi con discopatia (L4-L5 e L5-S1 ; sono stati inclusi anche casi di lombalgia in rachide scoliotico . Sono stati volontariamente esclusi casi di lombalgia e lombosciatalgia in pazienti con ernia discale accertata (TAC o RMNo radicolografia), o chirurgicamente trattata. Sono stati trattati complessivamente 200 pazienti, 134 di sesso femminile e 66 di sesso maschile. Come patologia concomitanti erano presenti 4 casi di diabete mellito (due in trattamento con ipoglicemizzanti orali e due insulino dipendenti) e 21 casi di ipertensione arteriosa (il 66% in trattamento con diuretici). I pazienti sono stati divisi in due gruppi di 100 casi ciascuno ; il 1° gruppo è stato trattato solo con terapie fisiche, il 2° associando a queste trattamenti chiropratici . Per quanti riguarda il 1° gruppo, 70 pazienti erano di sesso femminile e 30 di sesso maschile, con un'età media di53,8 anni ; nel 2° gruppo 64 erano di sesso femminile e 36 di sesso maschile, con età media di 47,4 anni. Ogni paziente è stato sottoposto a più forme di terapia ; le associazioni più frequenti sono state :
-jonoforesi e ultrasuoni -marconiterapia e trazioni lombari -jonoforesi ed elettroterapia diadinamica
Il paziente è stato valutatoclinicamente all'inizio della
terapia, al termine di questa, e dopo 30 e 90 giorni.
Ad ogni controllo sono ststi valutati i seguenti parametri :
-dolore soggettivo (mediante la scala analogica di Scott Huskinson) -limitazione della mobilità del rachide -eventuali segni di irritazione o deficit periferico (segno di Lasegue, Wassermann, e Valleix ; deficit sensitivi e/o dei riflessi)
Ad ogni controllo sono stati rilevati anche eventuali effetti collaterali delle terapie fisiche .
Per quanto riguarda il dolore soggettivo, si possono notare
differenze tra i pazienti trattati senza e con trattamenti
chiropratici. All'inizio del trattamento, 50 pazienti (25%)
riferivano dolore compreso tra 4 e 5 (nessuno era sl di sotto di
tale valore), 110 (55%) tra 6 e 8, 40 (20%) tra 9 e 10 ; questi
venivano equamente distribuiti tra i due gruppi.
Al termine del trattamento si nota che dei pazienti del 1°
gruppo, 70 riferivano dolore compreso tra 0 e 5, 21 tra 6 e 8, 9
tra 9 e 10 ; tra i pazienti del 2° gruppo, 75 riferivano dolore
compreso tra 0 e 5, 17 tra 6 e 8, 8 tra 9 e 10 .
A distanza di 90 giorni, tra i pazienti trattati con sole terapie
fisiche, 83 riferivano dolore compreso tra 0 e 5, 14 tra 6 e 8, 3
compreso tra 9 e 10 ; tra i pazienti trattati anche con i
trattamenti chiropratici, 88 riferivano dolore compreso tra 0 e
5, 9 tra 6 e 8, e 3 tra 9 e 10.
Per valutare la mobilità del rachide si è presa in esame la
flessione in avanti del tronco calcolando i gradi di
miglioramento o peggioramento. Si è notato che, al termine della
terapia, tra i pazienti del 1° gruppo, in 15 la mobilità era
rimasta invariata, in 4 era peggiorata, in 20 era tornata
completa e in 61 c'era stato un miglioramento tra 10° e 30° ;
nei pazienti del 2° gruppo, in 13 era rimasta invariata, in 5
era peggiorata, in 8 era tornata completa, e in 74 era migliorata
(tra 10° e 30°).
A distanza di 90 giorni, la mobilità era rimasta invariata,
rispetto all'inizio, in 23 pazienti (14 del 1° e 9 del 2°
gruppo), peggiorata in 12 (7 del 1° e 5 del 2°), normalizzata
in 143 (69 del 1° e 74 del 2°), e migliorata in 22 (10 del 1°
e 12 del 2°).
Per quanto riguarda i segni di irritazione periferica, anche essi
si sono mostrati sensibili alle terapie, tanto che, al termine di
queste, è stato notato che non erano più presenti in
percentuale superiore al 50% nei due gruppi ; a distanza di 90
giorni, questi segni erano ancora presenti solo nel 15% dei
pazienti, equamente divisi tra i due gruppi.
Non sono stati notati, durante lo studio, effetti collaterali ;
solo in 6 casi è stato necessario sospendere la jonoforesi per
comparsa di eritema cutaneo sulla zona di applicazione degli
elettrodi.
Nel nostro studio abbiamo voluto verificare l'efficacia delle
terapie fisiche nelle patologie, degenerative e non, del rachide
lombare. I risultati da noi riscontrati depongono per un generale
miglioramento ; infatti, al termine delle terapie, risultavano 28
i pazienti asintomatici (9 del 1° e 19 del 2° gruppo), mentre
117 (61 del 1° e 56 del 2°) riferivano dolore ridotto della
metà o più. Dopo 30 giorni i pazienti asintomatici salivano a
40 (16 del 1° e 24 del 2°), mentre solo in un caso si
ripresentava dolore simile a quello iniziale ; solo in 9 casi la
sintomatologia è rimasta invariata rispetto al precedente
controllo ; nel restante numero di pazienti si è notato un
generale miglioramento, e 29 pazienti riferivano dolore solo
sotto sforzo o dopo stazione eretta prolungata. Il controllo a 90
giorni, sia soggettivo che obiettivo, evidenziava 96 pazienti
completamente asintomatici 47 del 1° e 49 del 2° gruppo),
mentre solo 12 (7 del 1° e 5 del 2°) accusavano una
sintomatologia ancora acuta ; nei restanti pazienti tutti i
parametri presi in esame erano nettamente migliorati.
In conclusione, si è notato che la maggior parte dei pazienti ha
tratto beneficio dal trattamento con terapie fisiche ; si è
inoltre messo in evidenza che i trattamenti chiropratici
(chiroterapia, chiropratica) provocano un ulteriore beneficio,
sia durante che dopo la terapia, ottenendo effetti sia più
immediati sia più duraturi rispetto al trattamento con sole
terapie fisiche.
Pertanto riteniamo che, con il limite che questi controlli
clinici hanno sempre, queste terapie sono efficaci e
consigliabili in pazienti con patologia, degenerativa e non, a
carico del rachide lombare sia per la percentuale dei risultati
positivi immediati, sia per il loro effetto duraturo nel tempo e
per gli scarsi effetti collaterali.
Note :
-i dottori in chiropratica che hanno collaborato sono
-G. Daniele Amorini, D.C.
-Jon K. Warnecke, D.C.
-(c)Mauro Burini
-(c)Maurizio Rossi
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