Paganico



Paganico è un piccolo centro di origine medievale costruito tra il XIII
e il XIV secolo alla confluenza del fiume Ombrone e del torrente Lanzo,
in una posizione strategica, perché situato nella valle fluviale che consentiva
a Siena lo sbocco al mare. Costruito su delibera e progetto del Comune
senese come borgo franco fortificato, il paese possiede alcuni significativi
edifici medievali e mantiene ancora pressoché intatti e leggibili la cinta
muraria quadrangolare, nonché l'impianto urbanistico a strade diritte e
perpendicolari tipiche di un " borgo novo" pianificato.
Il territorio in cui si trova il paese è caratterizzato da una zona pianeggiante
intensivamente coltivata nelle vicinanze del fiume e da una circostante zona
collinare in buona parte coperta da macchia mediterranea.

LOCALIZZAZIONE

Paganico è situato a circa 20 km a Nord-Est di Grosseto, su un'ansa del fiume Ombrone.
 
Per raggiungere il fiume si deve prendere la strada che dalla porta grossetana
costeggia esternamente le mura, dal lato opposto al campo sportivo.
Dopo poche centinaia di metri si giunge ad una cava di inerti sul retro della
quale è possibile vedere l'ansa del fiume che lambisce le mura di Paganico.
Per una migliore osservazione della sponda fluviale si consiglia di oltrepassare
l'area della cava e di procedere per la strada sterrata che costeggia alcuni edifici
della tenuta di Paganico e poi, a sinistra, procedere per un viottolo che conduce
fino al fiume.

SUGGERIMENTI PER LA VISITA

La visita al paese, per la quale sono sufficienti circa 2-3 ore, è possibile in ogni momento dell'anno.

L'escursione sulle rive del fiume è ugualmente consigliabile
in qualsiasi stagione, anche se nel periodo autunnale ed invernale l'Ombrone
può essere soggetto a momenti di piena. Per questa visita, che richiede circa
2-3 ore, è consigliabile dotarsi di scarpe idonee.

OPPORTUNITÀ CULTURALI

interesse paesaggistico


Il territorio intorno al paese presenta un paesaggio molto vario, in cui
si rilevano sia le forme rotondeggianti delle colline che la regolarità geometrica
delle coltivazioni nella zona pianeggiante. Sulle prime si estendono aree irregolari
di macchia mediterranea, alternate a prati coltivati ed oliveti, in pianura si
estendono coltivazioni erbacee intensive prevalentemente irrigue.

interesse storico


Paganico è stato costruito come "borgo novo" per iniziativa del Comune di
Siena che ne deliberò l'edificazione nel 1262 e fece iniziare i lavori nel 1292,
completandoli nel 1328 con la ristrutturazione del sistema difensivo delle mura.
Il castelfranco di Paganico doveva essere per Siena un'importante sede di
dogana e di scambio commerciale lungo la valle fluviale dell'Ombrone,
che è la via di collegamento naturale tra l'interno e la costa. La pianta
pressoché rettangolare della cerchia muraria e l'assetto urbanistico scandito
a maglie rettangolari intorno ai due assi viari perpendicolari che uniscono
le porte di accesso del paese è ancora oggi il segno evidente del fatto che
Paganico fu edificato su pianificazione.
La visita del borgo di Paganico consente di osservare un tipico centro
medievale in cui, nonostante i numerosi interventi spesso poco attenti
al rispetto del valore storico degli edifici, sono ancora ben individuabili sia
la struttura urbanistica che gli elementi cardine dei borghi di tale epoca:
la chiesa tardo - romanica di San Michele, costruita tra il 1296 e il 1305, che
conserva due cicli di affreschi di scuola senese, tra cui un'annunciazione,
una natività e adorazione dei Magi attribuiti a Biagio di Goro Ghezzi;
la Porta Grossetana (o Porta Franca), con arco gotico senese, preceduta
dal rudere di un antiporto la Porta Senese (sul lato opposto del quadrilatero delle
mura), anch'essa con arco senese, affiancata dalla torre e sovrastata dall'antico
cassero che in epoca medicea fu trasformato in un meno austero palazzo signorile;
il corso centrale con i palazzi che lo affiancano (varie parti originarie sono
andate in parte distrutte durante la seconda guerra mondiale) e in particolare
i portici in laterizi, che in origine si allungavano per quasi tutta la via; recenti
lavori di ristrutturazione della piazza centrale hanno fatto emergere un'interessante
cisterna per l'approvvigionamento dell'acqua.

interesse naturalistico


L'ansa del fiume Ombrone, posta proprio sotto al paese di Paganico, è un
punto di osservazione interessante per esaminare l'opera di trasformazione
del territorio che il fiume compie, in modo particolare si nota l'azione di
erosione che il fiume attua sul lato esterno e quella di deposito sul lato interno
dell'ansa stessa, dove si accumulano ciottoli di varia dimensione.
L'osservazione della diversa struttura e composizione in specie esistente
tra la vegetazione spontanea della campagna intorno al paese di Paganico
e la vegetazione tipica delle rive fluviali consente di evidenziare la specificità
di quest'ultima, che viene totalmente determinata dal regime idrico dell'alveo
del fiume. La frequenza e la portata delle piene ed il superamento della
portata stagionale media sono alcuni dei fattori che determinano una
modificazione, talvolta profonda, dell'ambiente fluviale. Sul greto del fiume,
raramente privo d'acqua, si insediano piante annuali, tra cui numerose specie
pioniere a crescita rapida o piante erbacee particolarmente resistenti,
seguite dal salice a cespuglio e dal salice bianco, la cui base viene annualmente
sommersa per alcuni giorni. L'area di golena è dominata dal pioppo bianco
(Popolus alba), localmente chiamato "alborella". Nei tratti in cui il corso del
fiume rallenta, dando luogo a piccole anse, tendono a formarsi piccoli canneti
di cannuccia palustre (Phragmites australis).
Il fiume Ombrone è, all'altezza dell'abitato di Paganico, poco oltre la metà
del proprio percorso. La corrente qui è mediamente forte e la trasparenza,
a causa di particelle limose in sospensione, risulta già abbastanza ridotta.
In questa porzione di fiume le caratteristiche ambientali si possono considerare
intermedie tra quelle lotiche (caratteristiche del tratto a monte, con acque a
scorrimento veloce e ricche in ossigeno) e quelle lentiche (tipiche, invece,
del tratto terminale del fiume, a scorrimento molto lento e con pochissimo
ossigeno disciolto). Ovviamente ad ogni situazione ecologica diversa
corrisponde un diverso popolamento vegetale ed animale. Nel caso dei pesci,
per esempio, troveremo in questo tratto di fiume sia specie ad ampia diffusione
che specie con esigenze ecologiche tali da impedire la loro presenza in aree
pianeggianti situate più a valle, vicino alla foce. Tra le specie più importanti
troviamo qui l'anguilla (Anguilla anguilla), il cavedano (Leuciscus cephalus),
l'alborella (Alburnus albidus), la carpa (Cyprinus carpio), il persico reale
(Perca fluviatilis), il persico sole (Lepomis gibbosus) ed il luccio (Esox lucius).

 

 

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