Francesco Mandrino - Mail Art

 

 

       

 

Mail Art di massa ma non di mercato

Più che nei suoi aspetti formali è nelle caratteristiche specifiche che la Mali Art (arte postale o posta artistica) non somiglia a nulla di preesistente che io conosca.

Rispondente ad esigenze individuali già manifestate in vari casi, l'esempio più diretto possono essere le lettere di Van Gogh al fratello Teo, corredate di schizzi e riferimenti diretti al lavoro pittorico, la Mali Art è stata razionalizzata indicativamente nel metodo da Rai Johnson (Detroit 1927 - New York 1995) intorno al 1960, e trasformata in uno strumento di comunicazione o intercomunicazione.

Data l'agilità ed il basso costo della produzione e della veicolazione, interventi manuali (in genere collages) su carta comune trasmessi per via postale, l'assenza di rigide normative e selezioni preventive, la difficoltà di controllo o di censura in qualsiasi condizione, insieme all'aspetto autoriproduttivo che le era proprio, con spiccate caratteristiche esponenziali (in questo va registrata una somiglianza con le tristemente famose "catene di S. Antonio”, ma solo per quanto riguarda il meccanismo), il fenomeno non poteva che riguardare fasce larghe ed eterogenee di personalità espressive, seppur marginali ai consorzi istituzionali ed accademici, come a quelli mercantili, che dai primi traggono legittimazioni culturali in cambio di notorietà. Anzi, non di rado i mercanti d'arte avversano questa forma espressiva, cosa del tutto comprensibile poiché, nel caso di artisti ben quotati sul mercato dei collezionisti (Enrico Baj, Shozo Shimamoto ed altri), interventi manuali, diretti e comunque firmati dai maestri vengono scambiati alla pari, per via postale, con i lavori di emeriti sconosciuti che non offrono alcuna possibilità di quotazione.

I messaggi che viaggiano in questo circuito sono per la maggior parte di tipo visuale, il testo ha speso solo una funzione integrativa (ma ciò riguarda il rapporto in cui stanno fra loro, all'interno dell'intuizione, la genialità della concezione e la fatica dell'esecuzione), tuttavia, fra quanti praticano la testualità, è interessante ed apprezzabile l'assemblaggio ottenuto coi titoli di un argomento di spicco o con gli slogan di una campagna pubblicitaria particolarmente martellante, nonché le varie tecniche di accostamento degli stessi.

Nell'insieme dei materiali circolanti nella Mail Art, pure in assenza di correnti minimamente definite, già da un'osservazione superficiale è possibile distinguere due grandi versanti su cui si allinea la produzione internazionale: uno, di cui fanno parte il Nord America, la Gran Bretagna ed il Giappone, che in modo approssimativo ricompone l'area di influenza culturale di lingua anglosassone; l'altro che raggruppa quella di matrice latina, Europa Occidentale, Sud America, con qualche appendice nel Quebec e nei paesi balcanici (l'Europa Orientale non ha un'anima ben definita e l'Islam, che per la sua matrice culturale dovrebbe propendere più per il testo che per l'immagine, è scarsamente presente).

Il primo dei due versanti si caratterizza per l'esaltazione della possibilità di contatto come test della capacità comunicativa, che diventa preponderante e determinante sul messaggio comunicato. Quindi vi si possono trovare assemblaggi costituiti da tickets, adesivi pubblicitari, parti di imballaggio, immagini di vario tipo, in molti casi ritratti del mailartista stesso, ed altri materiali riciclati, i quali vengono riprodotti in fotocopia, a volte numerati ed addizionati del timbro e del logo del mittente, e spediti a decine di destinatari della rete in tutto il mondo, per essere alterati e nuovamente spediti ad altri fino a ritornare al primo, che li espone e quindi li archivia. Ciò che muove la comunicazione e mantiene attivo il circuito, il network, sembra essere dunque il puro desiderio di affermazione della propria esistenza nell'ambito del circuito stesso (in altra sede si potrebbero analizzare le affinità con i graffitisti dello spary).

Il secondo versante, quello latino, privilegia invece il contenuto del messaggio come mezzo per esprimere il concetto. Più strettamente legato al tema, sia esso dato da un progetto comune o scelto in base a criteri individuali, si esprime maggiormente attraverso l'intervento manuale nella composizione di ogni singolo messaggio, ricavandone quindi un originale, il quale, poiché richiede maggiori tempi di esecuzione, viene inviato da un numero più limitato di destinatari scelti con criteri più selettivi. E' in questa particolare accezione che il testo, scritto a mano o riprodotto con varie tecniche, trova maggiori occasioni di inserimento, poiché la velocità di esecuzione diventa meno determinante. Se ne può quindi dedurre che l'affermazione della personalità sia considerata preponderante sulla capacità di comunicazione, e che ciò che muove il meccanismo sia la volontà di stabilire un rapporto di tipo dialettico fra il mittente ed il destinatario. Nel primo caso invece sorge il dubbio che sia ritenuto più importante il perfezionamento del rapporto con il mezzo tecnologico

Qualcuno potrebbe tuttavia avanzare riserve sull'eventualità di considerare la Mail Art come un tipo di scrittura, e se ne potrebbe certamente discutere. In ogni caso si dovrà prendere atto che tali differenziazioni si sono determinate spontaneamente, e che sono riferite, o quanto meno riferibili, a particolari aree linguistiche le quali non possono essere scollegate dall'ambiente nel quale si sono sviluppate, e di conseguenza alla realtà che vi è venuta stabilendosi; il fatto che ciò sia avvenuto fornisce quindi numerosi elementi che possono deporre a favore di un'ipotesi affermativa.