Arti - Nada Pivetta: fra immagini e parole

 

 

       
 
                      
 
                      
 
 

- A quale momento della tua vita risale la scoperta della Scultura? Perché hai deciso di fare una tua Scultura? Raccontami i tuoi ricordi….

Al contrario di altri scultori, non posso dire di essere stata folgorata da un’opera d’arte in particolare , o di aver sempre desiderato di fare scultura. 
E’ stato un graduale avvicinamento verso le arti  “figurative” che mi ha portato  a capire che la scultura è il mezzo che poteva  permettermi di esprimere  meglio la mia  sensibilità verso l’essenza delle cose, dell’ umanità e della natura . Ho osservato infinite volte le svariate opere di cui venivo a conoscenza attraverso i libri, durante le visite ai musei, l’interesse per le vite degli artisti, così affascinanti e complesse ma allo stesso tempo semplici e rigorose; nel frattempo ho avuto la possibilita’ di provare a  modellare disegnare dipingere…Che scoperta  è stata creare una scultura!
Il trasporto, la gioia e la sorpresa di come e di cosa potevo sentire, comunicando un pensiero una riflessione o solo una sensazione, mi ha emozionato e entusiasmato tanto da darmi l’energia di continuare a studiare, sperimentare e cercare.
Tu potresti chiedermi allora perché non farlo con la pittura o con il video …E’ che le caratteristiche della scultura, la presenza di una materia che impone la sua fisicità, la tridimensionalità, la forza di gravità, gli svariati punti di vista, sono per me una sfida, ma allo stesso tempo dialogo . 
Questi sono stati e sono ancora motivo della mia scelta.
 
- Il panorama dell’arte attuale è molto eterogeneo. C’è una tendenza generalizzata a privilegiare forme d’arte come la video arte o la fotografia; salvo rare eccezioni, il lavoro degli scultori non è facilmente presentato ai fruitori d’arte contemporanea. Si tratta, secondo te, di un abbandono di questa tradizionale disciplina artistica a favore di altri media, oppure di una tendenza che più che corrispondere alla realtà dei fatti, mette in evidenza un gusto formatosi  tra i curatori delle mostre, i critici d’arte e gli artisti che in questo clima cercano di inserirsi? 
 
Per quanto riguarda gli artisti spero che in quanto tali non si facciano influenzare dalle tendenze create dai “mercanti d’arte”, e che l’elevato numero di video artisti o fotografi sia dovuto al fascino suscitato dai nuovi mezzi tecnologici, alla necessità di usare un linguaggio diretto, di essere dentro la quotidianità, dentro il nostro paesaggio più di quanto lo può essere un pezzo di legno o una manciata di terra.
Le Gallerie di Arte Contemporanea, a parte qualche rara eccezione, sono guidate dal consiglio di critici d’arte, e dalle scelte di questi ultimi viene creato il mercato dell’arte e la conseguente “cultura”.
Alla scultura è da sempre riservato un piccolo spazio per un problema culturale e di educazione alle  forme d’arte e alle loro applicazioni. La maggior parte delle persone, che non gravita intorno al mondo dell’arte, appena  si parla di scultura,  pensa al Discobolo, ai monumenti equestri o ai monumenti funebri! Effettivamente dalla fine dell' Ottocento non si è più vista molta scultura …
In ogni caso, come c’è un ritorno alla figurazione,  c’è anche un ritorno alla materia, alla forma e alla riflessione: così non  c’è da preoccuparsi.
 
- Quali sono gli artisti che più hanno stimolato la tua fantasia ?
 
Sembra una domanda semplice, quasi di rito…ma…andando per ordine: il primo che mi ha, come dire, “scioccato” e’ stato sicuramente Alberto Giacometti per la sensibilità verso l’umanità e la sua affermazione di essere stato anni  e anni su un ritratto e di non essere mai riuscito a modellarlo così come lo vedeva questo ha dell’incredibile, e poi la sua umiltà…Altri grandi scultori dell’epoca moderna: Rodin così passionale, Brancusi l’esempio di un uomo che ha dedicato tutto alla scultura perche’ solo dentro al suo “ambiente “ era vivo, il grande Arturo Martini, Marino Marini…..Successivamente, ho cominciato un processo a ritroso innamorandomi deli Egizi, dei Greci, quale sogno di bellezza, gli Etruschi così vicini alla vita, Arnolfo di Cambio, Donatello, Michelangelo… e i pittori: Cimabue, Giotto , Piero della Francesca, Klee , Rothko…
La lista sarebbe molto piu’ ampia… Quale stima e condivisione verso questi artisti.
 
- Il nostro sito si occupa in egual misura di Poesia e Arti Visive; che rapporto hai con la poesia scritta? C’è qualche autore, in particolare, che hai trovato in sintonia col tuo ”spirito“ di scultrice ?
 
Leggo  poesia con trasporto. Non mi ritengo una conoscitrice, data la vastità dell’opera poetica …
Trovo che la scultura sia intimamente legata alla poesia  per le possibilità di interpretazione o meglio per le diverse vibrazioni di chiari scuri per la prima e di cadenze accenti, suoni, per la seconda. Mi azzardo anche ad aggiungere: per i silenzi di entrambe.
Leggo poesie di Cesare Pavese, di Octavio Paz, di Pablo Neruda, di Michelangelo, di Alda Merini, di Emily Dickinson, Leopardi…
 
- Ora, vorrei sapere cosa c’è per Nada nella propria scultura? Qual è l’intima visione che hai della tua arte?

Nel mio lavoro ci sono io e quello che mi circonda: dai paesaggi metropolitani agli spazi aperti come le risaie; le colline della Toscana, le montagne… I miei sogni; l’uomo e la donna, i loro limiti e  le  loro debolezze, le tensioni del singolo, la forza dell’esistenza e la sua precarietà. I colori  che riempiono… la luce che modifica… E poi mi piacerebbe sapere cosa ci vedete voi!

Intervista, curata da Cristiano Mattia Ricci