Martedì 10 Settembre 2002

 

Lettere al direttore
Il campo sportivo di Mairano


Mi è difficile tradurre in parole pensieri e le preoccupazioni che mi amareggiano in merito a quanto si verrà a realizzare sulla nostra amatissima Bassa: le Centrali termoelettriche. Si dovrebbe assistere impotenti alla realizzazione di un misfatto di siffatte dimensioni? Le opposizioni sono state tante e serrate. Il «no» alle centrali è stato unanime in tutti i comuni interessati. Dobbiamo dire che il grave pericolo incombente ha trovato uno spirito di rivolta unitario e tutti pronti e decisi a continuare nelle manifestazioni di protesta con qualsiasi mezzo. Pochi giorni fa ho avuto occasione di parlare, a proposito di questo gravissimo problema, con persone addentro a questa minaccia e non hanno nascosto la gravissima preoccupazione che tutti attanaglia. Un grande amaro in bocca l’ho provato quando i miei interlocutori, con garbo e delicatezza si sono cosi espressi: noi tutti siamo più tranquilli, nei nostri territori le Mega-centrali non si faranno, tranne a Mairano. Il sindaco di Mairano non è contrario! anzi è favorevole... Incredula e sconvolta non ho trovato le parole adeguate a rispondere. Amareggiata da precedenti misfatti come la distruzione del «Brolo» che è sotto gli occhi di tutti: con altre opere abnormi è cambiata la fisionomia del paese. Avendo Santi protettori in paradiso, niente lo può fermare. Si parla di vendere il nostro «Campo sportivo» (!) se il nuovo Piano regolatore, già approvato dalla Amministrazione comunale, otterrà l’approvazione anche della Regione. Ero giovanissima quando era stato realizzato. Cintato e con un percorso a ostacoli regolari che i ragazzi di allora si cimentavano a percorrere. Un orgoglio per noi tutti. Diventato anche campo sportivo per le partite di calcio, feste campagnole e tantissime altre manifestazioni; anche i paesi vicini partecipavano. Io credo che tutto il paese insorgerebbe davanti a questo incredibile misfatto. Vedere sorgere altre orrende costruzioni. Ma perché non si pensa a creare un’area verde, un parco, così adiacente al paese? No, perché il sindaco è allergico al verde e lo distrugge.


MARIA

CHIAPPA GHEDA

Brescia

 



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