L'AUTOSTRADA CHE VOGLIAMO |
L'autostrada che non vogliamo...
Ieri sera, 26 settembre, l’assemblea all’Antella ha messo in evidenza la stragrande maggioranza di cittadini che non vogliono la terza corsia, quanto meno quella che secondo alcuni dovremmo prenderci perché è tutto deciso. Un incontro molto bello e realistico che ha fornito uno spaccato a tutto campo di quello che l’autostrada potrebbe costituire: dai drammi di chi gli abbattono la casa fatta con tanti sacrifici, a coloro che hanno paura di ammalarsi a causa dell’inquinamento passato presente e soprattutto futuro, per i propri figli, a chi si preoccupa dell’impatto generale dell’opera che farà dire ai posteri che Bagno a Ripoli è un Comune sull’autostrada e non viceversa. Sì, perché quello che è venuto fuori ieri sera è del tutto grottesco e da la misura dell’incompetenza di certi amministratori che hanno specificato alla società concessionaria Autostrade, dopo aver abbandonato il progetto bretella del Mugello, che volevano un’autostrada rispettosa dell’ambiente al massimo, ma anche con tutte le ridondanze e sicurezze del caso e che passasse nello stesso punto dell’attuale.
Cosa ne è venuto fuori? I poveri tecnici hanno fatto una bella figura ieri sera, dicendo la verità: cioè che questo progetto nasce unicamente da scelte politiche (miopi diciamo noi) : in pratica hanno voluto dire che sarebbe come se avessero commissionato loro di progettare un’autostrada che passi dal salotto di casa senza sporcare e neppure fare rumore. Per fare questo, nella casa di ciascuno di noi, si dovrebbe realizzare qualcosa di grottesco ed effettivamente il fatto che da Firenze Sud a S. Donato si installino 9 chilometri e mezzo di barriere antirumore con altezza massima di 7 metri e media di 5, e che si debbano sigillare in casa 32 siti abitativi, è il prezzo da pagare per poter passare dal salotto; in pratica come voler vedere per forza la luna nel pozzo. Più realisticamente chi lavora progettando, sa benissimo che se un progetto stravolge se stesso e l’ambiente circostante per rispettare le normative, evidentemente o le normative sono sbagliate o non sono applicabili in quel contesto. Fino ad ora si è scelto di far finta che non ci fossero le normative, almeno da parte delle amministrazioni in quanto non ci risulta abbiano mai chiesto adeguamenti particolari tranne qua e là qualche barriera placebo; questo forse anche perchè chiunque si rendeva conto che la messa a norma di un’autostrada che passa a 300 metri dalla piazza dell’Antella ed a qualche metro da molti degli edifici fatti costruire dissennatamente sull’autostrada ben dopo la sua costruzione, non sarebbe stato possibile, a meno che il rimedio, come oggi vediamo, non fosse peggio del male nel senso di far diventare i ripari necessari quanto meno il contesto principale del nostro paesaggio. Così oggi le barriere che sono necessarie ci ricordano, in tempi più recenti, il muro che gli Israeliani hanno costruito in Cisgiordania con la differenza che noi non abbiamo da difenderci da attentatori dell’Antella o di Osteria Nuova.
Insomma un bel muro che secondo una certa parte dei cittadini, quelli schierati e coperti con la maggioranza, se non ci fosse qualche persona di buon senso a farlo notare ed a fischiare il progetto, sembrerebbero addirittura disposti a subire, in ossequio a decisioni prese in altre stanze del Palazzo come alcuni (due soli, per fortuna), che a conclusione di una serata, nella quale tutti avevano parlato con il cuore, hanno voluto concludere parlando "con la tessera".
Meditate gente, meditate….
Mosè
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