TEMPO, SPAZIO, DIMENSIONE FISICA

Con la modernità, si afferma "la separazione del tempo e dello spazio e la loro ricombinazione in forme che permettono una precisa delimitazione di ‘zone’ spazio - temporali della vita sociale" (Giddens, 1990). Nel mondo premoderno, tempo e spazio erano collegati e generalmente imprecisi e variabili: "Nessuno era in grado di dire l’ora del giorno senza fare riferimento ad altre connotazioni socio-spaziali: il ‘quando’ era quasi sempre connesso a un ‘dove’ o identificato da ricorrenze naturali regolari" (Giddens, 1990).

Con la modernità, si avvia la standardizzazione e la distinzione di tempo e spazio, ossia la loro misurazione per mezzo di strumenti sempre più diffusi (orologi e nuova cartografia legata alla scoperta di nuove parti del mondo).

Il "dove" fu scisso in luogo e spazio; luogo inteso come collocazione fisica locale delle attività sociali (interazione faccia a faccia); spazio inteso come relazione fra luoghi distanti (interazione tra persone "assenti").

Secondo Giddens (1990), la separazione di tempo e spazio (e la loro standardizzazione) "ha reciso i legami tra l’attività sociale e la sua ‘aggregazione’ nella particolarità dei contesti di presenza".

La portata della separazione tra tempo e luogo è stata notevolmente ampliata da nuovi metodi di coordinamento. Organizzazioni, istituzioni, stili di vita sono stati razionalizzati, estesi e connessi. I mercati e il commercio si ampliarono, e la produttività crebbe via via che la meccanizzazione ed i sistemi di fabbrica divennero sempre più sofisticati. La divisione tecnica del lavoro fu sostenuta attraverso il coordinamento, il controllo e la gerarchia. Il lavoro divenne occupazione e, come la sua remunerazione (salari), venne basato su tempo e luogo di lavoro. Le dimensioni "locale" e "globale" divennero visibili e collegate in un modo che sarebbe stato impensabile nelle precedenti società, influenzando le abitudini quotidiane della vita di intere popolazioni.

Inoltre, il "sistema di datazione unificato, oggi universalmente accettato, consente l’appropriazione di un passato unitario" e, benché "una ‘storia’ siffatta possa essere oggetto di contrastanti interpretazioni", "il passato unitario diventa un passato mondiale; il tempo e lo spazio vengono ricombinati per formare uno scheletro storico di azione e di esperienza davvero mondiale" (Giddens, 1990).

Si potrebbe sostenere che la combinazione dell’orologio con la carta geografica ha aperto ad una sorta di filosofia totale e razionale di società, sviluppatasi gradualmente con la crescita del commercio e della produzione mondiale e basata sulla fiducia nella libertà e nella sicurezza degli individui, nell’ordine e nel buon governo (Smith, 1776).

Oggi, l’aggregazione e la disaggregazione di tempo, spazio e materia portano a nuovi livelli di intensità e nuovi significati.

Secondo E. Morin (1994), la complessa costituzione planetaria di spazio, tempo e materia consente una combinazione interattiva fra almeno tre dimensioni: dimensioni micro (cioè le relazioni interpersonali), dimensioni meso (cioè i gruppi etnici, le comunità) e dimensioni macro (cioè le grandi aree di civiltà ed il pianeta stesso).

Luoghi del mondo differenti, epoche diverse (arcaica, rurale, industriale, post-industriale) e dimensioni differenti (piccole, medie, grandi) sono oggi talmente connessi da poter far concepire una nuova unità tra diversità.

Va, a tal fine, sottolineato il ruolo della realtà virtuale che, per mezzo di sofisticati sistemi esperti, consente diverse modalità di connessione fra spazio, luogo, tempo e dimensione fisica.

L’abbinamento di nuovi strumenti (computer) con sistemi esperti (progettati e gestiti dall’uomo) consente di collegare tempi (passati, presenti e futuri), luoghi (casa, lavoro, etc.) e spazio (dimensione globale fatta di tanti luoghi diversi — si veda il ruolo di reti quali Internet).

Si possono notare almeno tre tendenze interconnesse.

Una riguarda la percezione del tempo. Mentre prima l’attenzione era diretta alla certezza di tre dimensioni temporali (passato, presente e futuro), oggi essa si concentra sulla relatività della percezione che l’essere umano ha di esse (E. Morin, 1994). Si è infatti più consapevoli del susseguirsi di percezioni al "presente" delle tre dimensioni temporali: il presente del passato, il presente del presente ed il presente del futuro (come aveva già fatto notare S. Agostino).

Un’altra tendenza riguarda l’azione della dimensione temporale su quella spaziale. Infatti, locale e globale diventano importanti e contemporanei, e devono essere gestiti in modo integrato. Ad esempio, la loro combinazione serve all’impresa per agire sui mercati, per competere positivamente con altre imprese, per gestire tecnologia ed innovazione, per muoversi nella molteplicità delle economie mondiali.

Per rappresentare chiaramente questo fenomeno è stata introdotta una nuova nozione — glocacità — che può essere definita come la capacità di agire localmente con una prospettiva globale e di essere globalmente efficaci nelle prospettive sia globali che locali. Infatti, se un’impresa opera su più livelli (locale, multiregionale o multinazionale), deve essere in grado di fornire e di coordinare i propri servizi ad un numero crescente di realtà, sia in termini quantitativi che qualitativi. Essa deve essere in grado di bilanciare la desiderata uniformità di interventi, azioni e prodotti, rivolti alla globalità dei suoi mercati, con le esigenze di variazione dovute alle caratteristiche locali di tali mercati. Ogni cliente ed ogni situazione locale saranno differenti (OECD, 1996).

Infine (terza tendenza), nella misura in cui la dimensione temporale agisce su quella spaziale, entrambe producono effetti sulla dimensione fisica, giungendo alla connessione di interi processi (Hammer e Champy, 1994) che potrebbero rallentare il flusso giornaliero di tempo, energia e materiali, nonché di persone.

Su tali tendenze, che contribuiscono alla dematerializzazione delle società attuali, si possono positivamente basare le strategie finalizzate alla riduzione di domanda ed intensità di energia, di trasporto e di materiale nel ciclo economico (decoupling) con probabili riflessi positivi dal punto di vista del risparmio delle risorse ambientale e della ricerca di nuovi percorsi di qualità della vita umana.