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"(...) Verso ponente vi è un altissimo monte detto Mongerbino
sotto le cui radici batte il mare, lungi da Solanto come un miglio,
il quale per la sua altezza è scopo e scorta de' naviganti li quali navigano verso Palermo ..."
[FILOTEO degli OMODEI, Descrizione della Sicilia nel secolo XVI°, vol.1°, pag. 178]


Poster2fig.jpg Scosceso, "altissimo" nonostante la sua vetta più alta non superi i 400 m s.l.m., il gruppo delle colline ricadenti sotto il nome di Monte Catalfano si estende in gran parte in territorio del Comune di Bagheria e per la restante parte orientale, di non minore valore paesaggistico, con il promontorio di Capo Zafferano, ed archeologico, con i resti dell'antica Solunto, in territorio del Comune di Santa Flavia. Dalle sue alture si scorgono, oggi come nel Settecento, "i ruinati monumenti" di un'altra città, la città di Bagheria con le sue celebri ville. I disegni dei viaggiatori del passato così come le foto "storiche" degli Alinari, dei Cappellani, hanno colto spesso, molto più che la letteratura sulle ville, la relazione tra le ville e la montagna. Quella montagna dalle forme bizzarre, di casa, di cammello addormentato, compare in gran parte della iconografia locale come sfondo, come paesaggio che, tingendosi dei colori della splendida natura siciliana, ha attratto diverse generazioni di viaggiatori, artisti, poeti.
Oggi la montagna, come le ville, si presenta in uno stato di degrado avanzato.
L'attività estrattiva dei decenni trascorsi ha lasciato ampie e dolorose ferite, ben visibili anche a grande distanza; discariche di rifiuti solidi urbani hanno modificato la morfologia naturale del terreno creando veri e propri rilievi artificiali, mentre l'opera di rimboschimento avviata dal corpo forestale procede, tra un incendio e l'altro, con notevoli difficoltà. Il progetto per un parco a Monte Catalfano si presenta dunque con forti motivazioni culturali e si inserisce nel quadro delle iniziative per il risanamento ambientale, il restauro urbano e territoriale.
I mutati rapporti spaziali tra il centro abitato e le aree non edificate del territorio, l'accorciarsi delle distanze grazie alla diffusione del mezzo privato di locomozione, hanno avvicinato la montagna alla città facendo scaturire due istanze primarie e correlate: la protezione e la valorizzazione dei tesori che la montagna racchiude in termini di flora, fauna e di altri aspetti naturalistici; il recupero delle parti degradate (cave e discariche) e il loro riuso per attività socioculturali, educative, ricreative.

Il progetto
L'area interessata dal progetto si sviluppa su un promontorio tra i golfi di Palermo e Termini Imerese, comprende il complesso montuoso di Monte Catalfano con i monti Catalfano, Irice, San Pietro, Città, ed è caratterizzata dalle propaggini di Capo Mongerbino e Capo Zafferano. L'area, proprietà di privati, è in parte sottoposta ad opere di rimboschimento da parte del Corpo Forestale.
Il progetto prevede la realizzazione di un parco esteso 314 ettari in cui potranno svolgersi attività ricreative, turistiche, educative e di ricerca, in un contesto ambientale di notevole valore paesaggistico: a nord e ad est il Mar Tirreno, a sud-est le rovine di Solunto, a sud Bagheria e Santa Flavia con le Ville settecentesche, ad ovest la Valle dell'Eleuterio ed il Golfo di Palermo.
L'opera espletata dal Corpo Forestale e la presenza di una sola carrabile di accesso al monte, hanno fortunatamente limitato l'antropizzazione delle aree in quota, cosa che invece è avvenuta, in modo spesso disordinato e caotico, per la rimanente parte del territorio circostante. Il versante sud di Monte Catalfano è caratterizzato da cave di pietra coltivate fino alla fine degli anni '70 e da una discarica comunale impiantata nel passato e da tempo inattiva
Esistono numerosi sentieri che, attraversando la macchia mediterranea e zone rimboschite, costituiscono percorsi panoramici, collegano grotte naturali ospitate nelle falesie a nord, raggiungono le imboccature degli zubbi (cavità naturali a sviluppo prevalentemente verticale).


Linee generali del progetto
È possibile schematizzare l'area del parco in cinque zone: la zona delle pendici; la zona delle discariche, della cava e del pianoro di Portella Vignazza; la zona di Portella Trabia; le zone in quota; la zona di Capo Zafferano.
Nella zona delle pendici l'esistenza del tracciato di una condotta di distribuzione di acqua irrigua, offre la possibilità di attivare lungo il perimetro del complesso montuoso, a quota 100 slm, un suggestivo percorso panoramico con numerosi collegamenti pedonali con le aree abitate a valle.
La zona di Portella Vignazza è attualmente caratterizzata dalla presenza di una discarica di RSU da anni inattiva che verrà bonificata per ospitare sulla sua superficie un parcheggio a servizio del parco ed il Centro di Educazione Ambientale. Il parcheggio sarà realizzato nella parte inferiore della discarica e collegato alla Statale 113 tramite una strada carrabile già esistente; il manufatto che ospiterà il Centro sarà ubicato nella parte superiore della discarica e farà da ponte tra l'ultima testimonianza di antropizzazione e l'accesso ai sentieri per l'ambiente naturale. A fianco, sulle pendici ovest di Monte Catalfano e sul pianoro di Portella Vignazza tra le alberature esistenti, troveranno posto le aree attrezzate per picnic ed attività motorie. Una costruzione rurale verrà recuperata a servizio di un esistente area alberata che sarà utilizzabile per il campeggio con tende a supporto dei visitatori del Centro di Educazione Ambientale. Lungo la carrabile comunale prima detta, nei pressi di Portella Vignazza, si incontra una cava non più coltivata che, dopo le necessarie opere di risanamento, ospiterà uno spazio gradonato utilizzabile anche per spettacoli all'aperto.
La zona di Portella Trabia ospiterà un'area attrezzata con piazzole picnic, un'area gioco bimbi, uno spazio gradonato da allestire per manifestazioni temporanee, un parcheggio, servizi igienici. Le aree attrezzate saranno attraversate da sentieri in terra battuta articolati in maniera "libera" evitando lunghi tratti rettilinei e verranno arredate con manufatti realizzati con materiali recuperati nell'area stessa.
Le zone in quota saranno visitabili attraverso una serie di percorsi e sentieri che consentiranno agli escursionisti di raggiungere i siti più naturali del parco.
La scelta dei tracciati dei sentieri è il frutto dell'esame combinato delle caratteristiche del luogo, della sua morfologia e dalla individuazione di particolari punti di vista. I sentieri verranno appena tracciati ad alta immagine naturalistica, facendoli "scomparire" nel paesaggio circostante ed evitando l'inserimento di elementi costruiti, essi saranno realizzati con materiali recuperati sul posto e verranno dotati di segnaletica e tabelle illustrative.
La zona di Capo Zafferano è caratterizzata dalle rovine della Torre Zafferana, ormai ridotta in rudere, dalla quale si gode un magnifico panorama a 360 gradi e dal Faro. Il recupero dell'impianto edilizio del Faro consentirà la creazione di un Osservatorio Naturalistico dove svolgere attività legate sia alla terra che al mare. L'impianto ospiterà dei laboratori didattici di botanica e di biologia marina, degli spazi espositivi ed un aula di cui avvalersi per allestire programmi specifici di ricerca e di formazione con l'obiettivo di suscitare una maggiore consapevolezza sui problemi dell'ambiente. A supporto del settore botanico sarà realizzato un giardino didattico con le essenze presenti nel parco, giardino da utilizzare come vivaio e per consentire al visitatore di riconoscere le specie arboree che incontrerà durante le passeggiate. Il settore della biologia marina troverà il suo naturale laboratorio nello specchio di mare antistante il faro e negli acquari che saranno ubicati all'interno degli spazi espositivi.



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