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Verso ponente vi è un altissimo monte detto Mongerbino |
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Scosceso,
"altissimo" nonostante la sua vetta più alta
non superi i 400 m s.l.m., il gruppo delle colline
ricadenti sotto il nome di Monte Catalfano si estende in
gran parte in territorio del Comune di Bagheria e per la
restante parte orientale, di non minore valore
paesaggistico, con il promontorio di Capo Zafferano, ed
archeologico, con i resti dell'antica Solunto, in
territorio del Comune di Santa Flavia. Dalle sue alture
si scorgono, oggi come nel Settecento, "i ruinati
monumenti" di un'altra città, la città di Bagheria
con le sue celebri ville. I disegni dei viaggiatori del
passato così come le foto "storiche" degli
Alinari, dei Cappellani, hanno colto spesso, molto più
che la letteratura sulle ville, la relazione tra le ville
e la montagna. Quella montagna dalle forme bizzarre, di
casa, di cammello addormentato, compare in gran parte
della iconografia locale come sfondo, come paesaggio che,
tingendosi dei colori della splendida natura siciliana,
ha attratto diverse generazioni di viaggiatori, artisti,
poeti. Oggi la montagna, come le ville, si presenta in uno stato di degrado avanzato. L'attività estrattiva dei decenni trascorsi ha lasciato ampie e dolorose ferite, ben visibili anche a grande distanza; discariche di rifiuti solidi urbani hanno modificato la morfologia naturale del terreno creando veri e propri rilievi artificiali, mentre l'opera di rimboschimento avviata dal corpo forestale procede, tra un incendio e l'altro, con notevoli difficoltà. Il progetto per un parco a Monte Catalfano si presenta dunque con forti motivazioni culturali e si inserisce nel quadro delle iniziative per il risanamento ambientale, il restauro urbano e territoriale. I mutati rapporti spaziali tra il centro abitato e le aree non edificate del territorio, l'accorciarsi delle distanze grazie alla diffusione del mezzo privato di locomozione, hanno avvicinato la montagna alla città facendo scaturire due istanze primarie e correlate: la protezione e la valorizzazione dei tesori che la montagna racchiude in termini di flora, fauna e di altri aspetti naturalistici; il recupero delle parti degradate (cave e discariche) e il loro riuso per attività socioculturali, educative, ricreative. |
Il progetto
L'area interessata dal progetto si sviluppa su un
promontorio tra i golfi di Palermo e Termini Imerese, comprende
il complesso montuoso di Monte Catalfano con i monti Catalfano,
Irice, San Pietro, Città, ed è caratterizzata dalle propaggini
di Capo Mongerbino e Capo Zafferano. L'area, proprietà di
privati, è in parte sottoposta ad opere di rimboschimento da
parte del Corpo Forestale.
Il progetto prevede la realizzazione di un parco esteso 314
ettari in cui potranno svolgersi attività ricreative,
turistiche, educative e di ricerca, in un contesto ambientale di
notevole valore paesaggistico: a nord e ad est il Mar Tirreno, a
sud-est le rovine di Solunto, a sud Bagheria e Santa Flavia con
le Ville settecentesche, ad ovest la Valle dell'Eleuterio ed il
Golfo di Palermo.
L'opera espletata dal Corpo Forestale e la presenza di una sola
carrabile di accesso al monte, hanno fortunatamente limitato
l'antropizzazione delle aree in quota, cosa che invece è
avvenuta, in modo spesso disordinato e caotico, per la rimanente
parte del territorio circostante. Il versante sud di Monte
Catalfano è caratterizzato da cave di pietra coltivate fino alla
fine degli anni '70 e da una discarica comunale impiantata nel
passato e da tempo inattiva
Esistono numerosi sentieri che, attraversando la macchia
mediterranea e zone rimboschite, costituiscono percorsi
panoramici, collegano grotte naturali ospitate nelle falesie a
nord, raggiungono le imboccature degli zubbi (cavità naturali a
sviluppo prevalentemente verticale).
Linee generali del
progetto
È possibile schematizzare l'area del parco in cinque zone: la
zona delle pendici; la zona delle discariche, della cava e del
pianoro di Portella Vignazza; la zona di Portella Trabia; le zone
in quota; la zona di Capo Zafferano.
Nella zona delle pendici l'esistenza del tracciato di una
condotta di distribuzione di acqua irrigua, offre la possibilità
di attivare lungo il perimetro del complesso montuoso, a quota
100 slm, un suggestivo percorso panoramico con numerosi
collegamenti pedonali con le aree abitate a valle.
La zona di Portella Vignazza è attualmente caratterizzata dalla
presenza di una discarica di RSU da anni inattiva che verrà
bonificata per ospitare sulla sua superficie un parcheggio a
servizio del parco ed il Centro di Educazione Ambientale. Il
parcheggio sarà realizzato nella parte inferiore della discarica
e collegato alla Statale 113 tramite una strada carrabile già
esistente; il manufatto che ospiterà il Centro sarà ubicato
nella parte superiore della discarica e farà da ponte tra
l'ultima testimonianza di antropizzazione e l'accesso ai sentieri
per l'ambiente naturale. A fianco, sulle pendici ovest di Monte
Catalfano e sul pianoro di Portella Vignazza tra le alberature
esistenti, troveranno posto le aree attrezzate per picnic ed
attività motorie. Una costruzione rurale verrà recuperata a
servizio di un esistente area alberata che sarà utilizzabile per
il campeggio con tende a supporto dei visitatori del Centro di
Educazione Ambientale. Lungo la carrabile comunale prima detta,
nei pressi di Portella Vignazza, si incontra una cava non più
coltivata che, dopo le necessarie opere di risanamento, ospiterà
uno spazio gradonato utilizzabile anche per spettacoli
all'aperto.
La zona di Portella Trabia ospiterà un'area attrezzata con
piazzole picnic, un'area gioco bimbi, uno spazio gradonato da
allestire per manifestazioni temporanee, un parcheggio, servizi
igienici. Le aree attrezzate saranno attraversate da sentieri in
terra battuta articolati in maniera "libera" evitando
lunghi tratti rettilinei e verranno arredate con manufatti
realizzati con materiali recuperati nell'area stessa.
Le zone in quota saranno visitabili attraverso una serie di
percorsi e sentieri che consentiranno agli escursionisti di
raggiungere i siti più naturali del parco.
La scelta dei tracciati dei sentieri è il frutto dell'esame
combinato delle caratteristiche del luogo, della sua morfologia e
dalla individuazione di particolari punti di vista. I sentieri
verranno appena tracciati ad alta immagine naturalistica,
facendoli "scomparire" nel paesaggio circostante ed
evitando l'inserimento di elementi costruiti, essi saranno
realizzati con materiali recuperati sul posto e verranno dotati
di segnaletica e tabelle illustrative.
La zona di Capo Zafferano è caratterizzata dalle rovine della
Torre Zafferana, ormai ridotta in rudere, dalla quale si gode un
magnifico panorama a 360 gradi e dal Faro. Il recupero
dell'impianto edilizio del Faro consentirà la creazione di un
Osservatorio Naturalistico dove svolgere attività legate sia
alla terra che al mare. L'impianto ospiterà dei laboratori
didattici di botanica e di biologia marina, degli spazi
espositivi ed un aula di cui avvalersi per allestire programmi
specifici di ricerca e di formazione con l'obiettivo di suscitare
una maggiore consapevolezza sui problemi dell'ambiente. A
supporto del settore botanico sarà realizzato un giardino
didattico con le essenze presenti nel parco, giardino da
utilizzare come vivaio e per consentire al visitatore di
riconoscere le specie arboree che incontrerà durante le
passeggiate. Il settore della biologia marina troverà il suo
naturale laboratorio nello specchio di mare antistante il faro e
negli acquari che saranno ubicati all'interno degli spazi
espositivi.