RICORDI OPERATIVI DI UN MARCONISTA

 
     
 

 
     
 

A   distanza   di   tanto   tempo   dal   primo   imbarco   riemergono   i   ricordi   di   una   carriera   sul   mare   con   la qualifica di RT. Essi si sono tramutati ormai in traccia per chi trovandosi in mezzo al Pacifico aveva a bordo equipaggio italiano che voleva fare telegrammi a casa o telefonare (soprattutto sotto le feste tradizionali) e giustamente non gli interessava se vi erano difficoltà a comunicare. Lo so benissimo che oggi tutto è finito, non esistono più i marconisti né tanto meno i problemi dei collegamenti essendo tutto via satellite, ma a quei tempi io ero imbarcato ed io come tanti altri colleghi avevamo gli stessi problemi. Ciò che andro’ ad illustrare non sia di offesa verso gli operatori di Roma PT Radio, giustamente i migliori essendo a IAR, ne se la prendano gli operatori di ICB, IQX ed IQH HF, altresì bravi e disponibili con un decimo degli apparati ed antenne di Roma, senza menzionare tutti gli altri operatori che erano alle stazioni telegrafiche solo della 500KHz o della telefonia 2182 (IDC, ICA etc etc).

Nel primo imbarco effettuato con il brevetto di terza classe, trovai nello schedario della raccolta delle circolari della società radioelettrica per i servizi di bordo, una che diceva testualmente che a far data "X" tutto il traffico in uscita ed entrata doveva fare capo a Roma PT Radio. Si pregava di comunicare ai membri   dell'equipaggio   che   qualsiasi   telegramma   in   partenza   da   terra   e   viceversa   sarebbe   stato appoggiato esclusivamente sulla stazione di Roma/IAR. Con questa circolare IAR diventava, come si dice oggi , l'HUB nazionale per le TLC in MF-HF,VHF.

IAR aveva MF-500Khz telegrafia e HF: 4-8-12-16-22 MHz RTG e RTF e VHF. Le stazioni di ICB, IQH, IQX   venivano   pertanto   tagliate   fuori   dal   servizio   radio.   L'Italia  purtroppo  non  ha  mai  raggiunto la capacità  di  gestione  dello  spettro   HF   di   Portshead   Radio/GKA   oppure  di   tutte   le   altre   nazioni   come Atene/Olympia   Radio/SVA   che   non   solo   negli   anni   70   gestiva   tutto   il   traffico   MF-HF   ma   che   aveva remotato tutte le stazioni VHF della Grecia.   Né Roma si poteva paragonare a   FFL /stLYS o a Berna Radio/HEB. Malgrado la centralizzazione di Roma le stazioni costiere minori sono continuate ad esistere per altri decenni.

 
 

 
 

Il  problema  che  succedeva spesso e  mi  riferisco  solo   alla  telegrafia perchè i  fatti  della  gestione radiotelefonica, dal mio punto di vista di personale RT imbarcato, era criticato da tutti, forse proprio in relazione  al  voler   per  forza   paragonare   IAR   con   i  grandi   centri   radio  stranieri,  che   avevano   uno standard adeguato ai tempi (ad esempio il DIALING diretto da parte dell'operatore senza passare dalla centralinista del,servizio telefonico (SIP per noi).Spesso su 22 MHz prendevo QRY molto alti   in grafia. Lavorava un solo operatore e pertanto, come succedeva in fonia, si aspettavano ore, poi tra una nave e l'altra vi era del silenzio, spesso IAR inseriva la   circolare   quindi   noi   che   si   era   tutti   in   QRX   per  il   QRY   ricevuto,   colti   di  sorpresa   si   ritornava   a chiamare sui canali di chiamata finché si risentiva che IAR chiamava un'altra nave in attesa.

Poche volte ho fatto navi da 1KW ed oltre in CW, per lo più avevo degli HF-400 con circa 230W in grafia e 280W in SSB (per convenzione ITU si usava sempre la USB dalle M-HF alle HF alte, a differenza dei radioamatori   che   hanno   USB   sopra   i   dieci   ed   LSB   sotto   i   10MHz).   Con   le   potenze   basse   i   primi   a passare erano le navi dotate di antenna verticale Nera o Conrad e apparati da 1200W e/o oltre. Poi pian piano quelli che riuscivano a farsi sentire, non oso pensare che negli anni sessanta c'erano navi mercantili   che   andavano   ancora   in   giro   per   il  mondo   con   TX   Marconi   Oceanspan   con   tre   807   come finale!. Spesso   per   testare   l'andamento   e   la   qualità   della   propagazione   chiamavo   GKA   e   SVA   se   queste rispondevano e rispondevano sempre, ero certo che il segnale arrivava perfettamente anche a IAR. Era una prassi che facevo ogni qualvolta la nave si trovava a parecchi fusi orari dal Z.

Era soddisfacente sentirsi rispondere da così lontano con quelle antenne di bordo, con il rame distrutto che ormai era cordina sfilacciata dalla salsedine e dalla carbonella che usciva dal fumaiolo, con un Marconi T-300HF con le sue due 4-125 come finale o il Marconi Command 400W, TX  che usava due 4-400 in parallelo, con   la   potenza   di   uscita   sempre  sui   400W   in   classe   AB,   a   causa   del   servizio   continuo   a   cui   erano destinati gli apparati e pertanto non erano pilotati al limite, come lo può essere un amplificatore lineare in classe C per radioamatori, che lo si usa ad intermittenza nel tempo.

Chiamavo IAR e non ero ascoltato, quando  pochi minuti prima  inglesi e greci avevano risposto subito. Allora non c'era altra soluzione che appoggiarsi a ICB o a IQX ed una delle due rispondeva sempre. Tra ICB   ed   IQX   darei   una   leggera   preferenza   a   IQX   per   l'estremo   oriente,   mentre   a   ICB   per   nord/sud america e parte del Pacifico. Per la fonia ICB superava di gran lunga IAR sia come qualità del segnale che come volume di traffico per banda. ICB aveva solo però due canali RTF in aria per tutte le bande, IAR si poteva permettere di avere due o più canali per banda. ICB aveva la ricevente in via Quartara a Genova, con una superlativa antenna ricevente     per   la  500KHz      (spesso    ascoltavano     WCC     alla  notte),   e   cortine   di  dipoli  e   la  direttiva multibanda per le HF e le MHF fonia.

 
     
 

Il QTH di ICB con il solo mare davanti aveva un orizzonte molto ampio senza alcun ostacolo. IQX     posizionata    sopra    Trieste,   molto    in  alto  non  aveva      bisogno    di  direttive   si  può   dire  che da quell'altezza era aperta per quasi 360 gradi, anche se la configurazione orografica la portava ad essere avvantaggiata verso l'Australia e zone limitrofe, che sappia non ha mai avuto direttive come ICB. Per di più non aveva i ricevitori di IAR. Sopperivano a tutto ciò la grande qualità degli operatori triestini, ben conosciuti   anche   a   ICB,   come   il   mitico   RT   di   ICB  “Bruno   Bassi”   ben   ricordato   da   colleghi   della   srt costiera genovese che da noi naviganti. Per   di   più   sia   ICB   che   IQX   davano   QRX   telegrafici,   pertanto   si   poteva   dire   che   anche   uno   senza  esperienza da bordo poteva venir seguito da una delle due costiere senza eccessivi problemi. Ricordo che nel 1976 anche IAR dava i QRX a chi ne faceva espressa richiesta. Logicamente le navi passeggeri avevano dei loro canali preferenziali, non avendo mai sentito il nominativo di una pax, ne desumo che il loro traffico   era fatto in modalità RADIOTELEX, mentre per la fonia avessero canali RTF a loro dedicati, ma su questo punto dei pax italiani non sono ben aggiornato.

In generale gli operatori italiani erano in tutti i sensi i migliori al mondo. Ai   miei   tempi   non   esistevano   le   “gray   lane charts”,   mi   basavo   sulla   differenza   oraria   e all'esperienza personale o degli altri RT, anche se talune volte il cambio delle stagioni influiva. Generalmente per segnale forte di IAR vi era scarsa probabilità di collegamento a meno che non si era nel periplo dell'Africa, altrimenti per QSA/QRK 3 del segnale ricevuto il collegamento era possibile. Personalmente ero aiutato     molto    da   GKA.    La   stazione    inglese tutte    le  domeniche  alle  10z  trasmetteva  le MUF   e   così   dai   principali   porti   del   mondo   ad intervalli di due ore si poteva sapere quale era la miglior frequenza. Ma tutto questo era inutile per IAR. La cosa che faceva innervosire è che la maggior parte delle stazioni costiere avevano quasi sempre gli stessi apparati riceventi di bordo : RACAL 17, ITT-3026, MARCONI APOLLO, NATIONAL HRO, COLLINS 51s1, o il 651s.

Insomma   perchè   IAR   non   ascoltava?  Con   il   trasmettitore   Marconi   Command (0,4KW), poi  con  il Conqueror (1.5KW) ero rd da tutte le stazioni del mondo da quelle del Golfo Persico a quelle americane, non   ho   mai   avuto   problemi  per contattarle,  per  Roma   era  un  affogarsi  nell'acqua. Siccome tutto il traffico giaceva a IAR spesso rinunciavo al QSP con ICB e IQX perchè i tempi di attesa erano di circa un'ora   e   pertanto   era   più   probabile   che   IAR   nel   frattempo   rispondesse   dopo  lunghissime   chiamate. L'unica frequenza abbastanza stabile di IAR nelle 24  ore è sempre   stata la 8   MHz, anche se talune volte,   essendo   in   parallelo   8656   con   la   8670,   spariva   la   8656   che   era   quella   che  arrivava  con  un segnale poderoso, mentre l'altra 8 telegrafica era sempre immersa nel QRM. 

Quando stavo in ascolto sulla   8656   durante   il   traffico   e   non   sentivo   più   nulla,  all'inizio   rimanevo   spiazzato,   allora   imparai   a tenere il filtro largo e a muovere velocemente il VFO del ricevitore nel caso il silenzio si protraesse oltre il dovuto, certo che con  ricevitori   tipo  Allocchio  Bacchini     AC-16   esistevano  molti  problemi a risintonizzarsi a causa della risoluzione della scala di sintonia. Non ho mai capito ciò e mai l'ho chiesto ai miei amici di ROMA. So che quando ICB o IQX staccavano la circolare su 8649 o 8678, erano in QRX o gli avevano spento il TX per cambio o manutenzione, ma non da Roma. Era un giochetto che quando ad esempio ero sotto le Filippine o la Papua Nuova Guinea, costava parecchie ore di attesa per un altro collegamento, dato che quella zona non  è tanto favorevole la tratta radio.

Tra noi marconisti esisteva una leggenda metropolitana o meglio di radio poppa, che gli operatori di Berna Radio/HEB trovandosi la stazione radio su una montagna, ad ogni turno di guardia la dovessero raggiungere. Un giorno spinto da curiosità durante un collegamento RTF con HEB chiesi all'operatore dove si trovasse realmente la sala RT/RTF, mi fu risposto a Riedern, all'interno di un ufficio postale. Chiesi che tipi di apparato usavano, ma l'operatore mi rispose che tutto era telecontrollato . Ad ogni modo HEB aveva cortine di dipoli orientati e log periodiche direttive, il luogo del sito ricevente molto silenzioso, tutto ciò contribuiva notevolmente a non avere QRM di origine umana e poter ricevere segnali   bassi   che   poi   venivano   amplificati con appropriate antenne  o altri sistemi, i ricevitori   erano Racal e/o Marconi. Comparando a parità di distanza i collegamenti radiantistici tra il mio QTH e l'Australia al mattino su 10 MHz oppure con il Sud America al pomeriggio inoltrato su 14 MHz o verso le 14z con gli Stati Uniti con soli 35-40 Watt ed un'antenna random ad U di 10 + 10 metri e balun 6:1. Quindi bassa potenza, antenna non ideale, collegamento possibile.

Credo molto che la sensibilità dei ricevitori radiantistici e antenna con un certo guadagno da parte di una  delle  due  stazioni  radioamatoriali,  renda   possibile il collegamento telegrafico, molto meno in telefonia, pur se ampiamente possibile. Risultato di ciò: o a IAR a parità di apparati avevano un rumore di fondo infernale tale che solo segnali forti passavano, oppure vi erano altri motivi tecnici. Io   ho   lavorato   spesso   con   Berger   Radio/LGA   quando ancora usavano il Racal   valvolare eppure mi ascoltavano benissimo e sempre . La   conclusione è che gli  apparati  radioamatoriali   sono   molto   più   sensibili   di   quelli   professionali,   ma senza   antenne   ottimizzate   da   parte  di   uno  dei   due  corrispondenti   il   collegamento   non   è   possibile a meno che non vi sia un così alto numero di macchie solari dove né potenza o antenne sono richieste in misura così marcata per realizzare il  collegamento  DX. Non bisogna   ammettere   che   nel   campo professionale era imperativo effettuare in breve tempo il collegamento radio per espletare il traffico in uscita o in entrata, avvalendosi talune volte del QSP.

A   titolo   di   comparazione riporto un collegamento   effettuato   all'altezza  di  Singapore   il   13.11.1977: Roma/IAR non ha risposto per nulla in telegrafia, mi rispose solo ICB (che ascoltavo con segnale molto basso) alle 13.00 GMT sulla 12 MHz, circa le 21 locali. IQX non era in aria. Il mio apparato era un Dancom HF-400 ricevitore Eddistone EC500. Io a casa avevo installato un RX ITT3021 sintonizzato su 16400 SSB con un'antenna verticale ed ero stato ricevuto bene in SSB circa verso le 11.30 GMT ovvero le 1830 locali del QTH nave . Quindi se ben ricordo nel 1977 anche se il numero di macchie solari poteva essere maggiore di oggi era gia novembre pieno, quindi la  frequenza   dei  12  MHz   era   l'ottimale,   anche   se   con   la   16   MHz   si   era   al   limite. Ma considerando   le   potenze   si   capisce  che   in   Europa   dovevo   arrivare  molto   bene,   soprattutto in   centro Italia. Purtroppo in quel viaggio la frequenza più utilizzata per le comunicazioni commerciali, fu proprio la 12 MHz.

Dai miei appunti il giorno 5 dicembre sempre nella stessa zona trovo che dalle 0700 GMT alle 1850 IAR non ha mai risposto mentre hanno risposto IQX due volte sia su 12 che 16 e ICB su 8MHz alle 1830z, IAR rispondeva solo alle 1850z sempre su 8 MHz telegrafia. Quindi a stabilità   di   bande   solo   IQX   e   ICB   mi   hanno   sempre   ascoltato   con   continuità   sulle  HF  alte, mentre su 8 MHz IAR andava molto bene, ora pensandoci bene IAR 8 era per segnale ben superiore a tutte le altre costiere, forse solo di poco inferiore o uguale a WCC o KPH. Desidero ringraziare tutti gli operatori di IAR, ICB e IQX che spesso mi hanno aiutato nell'espletare il traffico radio HF. In questo articolo ho ommesso IRM (il CIRM) perchè solo per IRM ci vorrebbe un libro a parte e non due righe considerando la grande disponibilita’ degli operatori ed il servizio di assistenza che hanno sempre dato.

 
     
 

di Adolfo Brochetelli  - IK1DQW