L'escursione inizia a Ponte Santa Maria Maddalena (186 mt.), dal parcheggio situato di fronte al ristorante "Da Loretto". Si imbocca la stradina asfaltata nella strettoia a sinistra prima del ponte e si sale verso la borgata Montefotogno. Dopo aver superato tutte le case e la chiesa si sale a destra (punto 1 nella cartina) per la carrareccia ghiaiosa in mezzo a due alte siepi di biancospino e si raggiunge la località Carnaio (punto 2 nella cartina), non molto distante, in direzione del fosso a destra, c'è una sorgente d'acqua molto buona, ma non controllata igienicamente).
Si prosegue per il sentiero ai margini del bosco che è situato sulla sinistra e si raggiunge la località Aione (punto 3 nella cartina), una selletta dove si trovano due villette in mezzo a cipressi ed a pini. Si prosegue per la rotabile bianca fino a Tausano (punto 4 nella cartina), una borgata parzialmente abitata dove c'è una chiesa restaurata di recente. Molto suggestiva è la stradina che scende in direzione Est con case abbandonate dove si notano i segni di vita rurale di un recente "passato".
Qui sbuca il vecchio sentiero proveniente dalla località I Pianacci sulla strada Villa Nuova - San Leo. Si riprende il cammino e si sale per il vialetto di cipressi che conduce al piccolo cimitero, quindi lo si aggira e si sale in mezzo ai pini verso il crinale. Da questo punto inizia una serie di piccole creste che permettono una visione panoramica costante a 360 gradi. Si vede quasi tutta la Valmarecchia, la Valle del Mazzocco, San Marino, parte della Valle del Conca, San Leo ed il Monte Carpegna sullo sfondo. Il sentiero corre quasi sempre sul crinale, transita per il Monte Gregorio (579 mt.) (punto 5 nella cartina) e continua fino alla penultima cresta evitando il ghiaione terminale (nei pressi del quale si trova una piccola palestra di roccia frequentata dai soci CAI di Rimini). Si ritorna quindi sulla rotabile bianca di fronte ad una bella casetta con loggiato "Varco Biforca" (punto 7 nella cartina). Da questa casa si gira a destra per la carrareccia che conduce al Convento di Sant'Igne che dista poco più di un chilometro; (su quest'ultimo tratto si incontra la "Fonte di San Francesco" nascosta in mezzo a folta vegetazione). Sant'Igne fu costruita nell'anno 1244, nello stesso luogo dove San Francesco la sera del 7 Maggio 1213, nel recarsi a San Leo, vide un fuoco "igne" (santo fuoco) che lo confortò.

Dal convento di Sant'Igne si scende in direzione Ovest, seguendo il sentiero che corre di fianco alla siepe, e sbuca sulla rotabile che conduce alla località Gessi (chi non vuole attraversare il campo può allungare e percorrere la rotabile che parte direttamente da Sant'Igne scendendo a destra dopo qualche centinaio di metri). Chi ha voglia di camminare, prima di riprendere la strada che conduce al ritorno, ed ha voglia di fare un'escursione di notevole interesse storico, artistico e paesaggistico, può recarsi a San Leo che dista appena due chilometri. Invece di scendere a destra si prosegue per la rotabile; dopo un paio di curve e dopo aver percorso circa 600 metri si raggiunge la strada asfaltata Secchiano-San Leo. Si sale a sinistra su quest'ultima fino al bivio "località Quattroventi" sotto all'imponente masso calcareo sul quale poggia l'antica ed inespugnabile fortezza di San Leo. Ci si dirige verso l'unica porta d'accesso e si raggiunge la tipica e stupenda piazza. In quest'ultima si trovano gli Uffici della Pro Loco ed il Palazzo Mediceo, ricco di materiale illustrativo. Si riprende la via del ritorno transitando per Gessi, sempre sulla rotabile che riporta sulla Marecchiese, a Ponte Santa Maria Maddalena.
Lino Vici

San Leo, il cui antico nome è Montefeltro, è posta nella Valmarecchia (SS 258), su di un enorme, invalicabile, masso roccioso; è a 589/638 metri slm. Visse, per la sua inespugnabile posizione, importanti fatti di ordine civile, militare, religioso e politico. Nel IV sec. fu evangelizzata da San Leone. Caduto l'impero romano, viene contesa tra Goti e Greci, Longobardi e Franchi; poi passa alla chiesa. Nel 962/964 Berengario II, che la elegge capitale d'Italia, vi sostiene due battaglie contro Ottone I, imperatore tedesco. Vi si eressero: la diocesi, la contea, la repubblica, il vicariato ed infine la provincia feretrana; oggi è comune (PS). Nel 1155, Montefeltrano I da, qui, origine alla casata dei Montefeltro. San Leo fu tenuta poi dai Malatesta, cui fu tolta nel 1441 dal futuro Federico III da Montefeltro; nel 1502/1503 dal Valentino; nel 1516 da Lorenzo de Medici, che la tolse a Francesco Maria I della Rovere (che la riavrà nel 1527); dal 1631 al 1860 dallo Stato della Chiesa, eccezione fatta del periodo napoleonico e dei moti del 1831.
I monumenti sono: il Forte (XV sec.) opera di Francesco di Giorgio Martini (su ordine dello stasso Federico): "Il più bello e grande arnese di guerra della regione" (P. Bembo); oggi è sede di Museo e Pinacoteca; la Pieve (IX-XI sec.); il Duomo, 1173; Sant'Igne 1244. Furono suoi ospiti: Dante Alighieri, "Vassi in San Leo..." e San Francesco, "Tanto è il bene ch'io m'aspetto..." che qui ebbe in dono il Monte della Verna (1213). Cagliostro vi finì i suoi giorni. Interessanti sono il panorama e l'ambiente che si fondono con gli aspetti architettonici.
