Lo zaino.

La scelta di uno zaino da montagna è cosa tutt'altro che facile e muoversi nella giungla di proposte degli ultimi anni è davvero una impresa non facile. Partiamo, in questo caso, dalla dalla capienza e distinguiamo:

Uomo:
alpinismo extraeuropeo: 80-110 lt.
trekking di più giorni con tenda e fornelli: 70-90 lt.
trekking di più giorni senza tenda e fornelli: 55-70 lt.
ascensioni rapide con base in rifugio: 30-40 lt.

Donna:
alpinismo extraeuropeo: 65-80 lt.
trekking di più giorni con tenda e fornelli: 55-65 lt.
trekking di più giorni senza tenda e fornelli: 55-60 lt.
ascensioni rapide con base in rifugio: 25-35 lt.

Il mercato offre una gamma così ampia di capacità (25, 30, 35, 50, 55, 60, 65, 70, 75, 80, 90, 110) che si può scegliere proprio quello che ci occorre. Consiglio uno zaino comunque un tantino più capiente del minimo necessario per non essere costretti a difficili e lunghe operazioni di compressione non sempre possibili. Proprio a riguardo della compressione del contenuto dello zaino consiglio la compressione dell'abbigliamento che tipicamente occupa molto volume, la maggior parte costituita da aria. Il modo migliore per ridurre al minimo l'aria è riporre, rigorosamente alla rinfusa, non piegare nulla, tutto l'abbigliamento ed i ricambi in un sacchetto di compressione, meglio conosciuto come Stuff Sack.
Una volta riempito, si tira il laccetto che viene chiuso con un Tanka, ci si siede sopra e si fanno un paio di balzelli. Poi si tirano le 4 cinghie di compressione e contemporaneamente si fanno altri balzelli per aumentare la compressione.
Lo stesso sistema è naturalmente utilizzabile anche per i sacchiletto.
Sacchetti di compressione ve ne sono in commercio di diverse case, quelli della Lowe Alpine e The North Face sono indubbiamente tra i migliori. Se il fattore impermeabilità è predominante l'unica scelta ricade allora sui sacchi stagni Ortlieb oppure Cascade Design.

1. Dorso.
Questo può essere fisso o mobile. I secondi permettono di regolare la distanza cinghia ventrale-attacco degli spallacci e costituiscono quasi il 90% dei prodotti in commercio. La motivazione è chiara: uno stesso zaino può essere adattato ad un notevole numero di persone, indipendetemente dalla loro altezza.
A mio parere sono meno stabili degli zaini a dorso fisso e sono soggetti a maggiori rotture. Per contro gli zaini a dorso fisso, hanno gli spallacci ad una altezza fissa rispetto alla cinghia ventrale e sono prodotti solo da un ristrettissimo numero di case. Sono generalmente molto più costosi dei precedenti ma offrono una elevata stabilità del carico ed un peso totale minore. Sono anche più robusti in quanto non ci sono parti meccaniche in movimento o da regolare. Anche in questo caso vale la regola: "quello che non c'è non si può rompere". La maggior parte degli zaini a dorso fisso o mobile, possiedono, al loro interno delle stecche in lega di alluminio che, dietro apposita modellazione, permettono al dorso dello zaino di seguire la curva naturale della schiena.

2. Chinghia ventrale.
Deve essere ben imbottita, con una consistenza corposa, tendente al duro. Deve possedere una zona di generose dimensioni che possa poggiare sulle anche, al fine di scaricare il peso sul bacino, sgravando le spalle dal carico. E' questa una delle parti dello zaino spesso sottovalutata ma che aiuta parecchio ad alleviare le fatiche ed i dolori di schiena. La cinghia ventrale viene chiusa da una fibbia, in materiale plastico, che deve essere grande e facilmente slacciabile.

3. Bastino.
Il bastino è l'anima dello zaino e determina la rigidità della struttura. Questo, che può essere in lega di alluminio o in materiale plastico, deve essere interno, inglobato nel tessuto. Deve essere possibile l'asportazione (tipi in alluminio) per la regolazione o la sostituzione. Le forme del bastino sono diverse, ad X, a T, ad H, solo per citarne alcune. Le case più prestigiose, in genere, fanno progettare questa parte a cliniche ortopediche o centri specializzati.

4. Tessuto.
La Cordura della DuPont è tra i materiali più utilizzati dall'industria dello zaino da montagna negli ultimi anni. Nuovi è leggeri materiali sono comunque alla ribalta, basati su fibre di nylon con rifinitura ripstop che promettono delle performance simili alla Cordura con un peso molto minore. Personalmente non sono molto d'accordo con questa cosa, non penso sia possibile paragonare un tozzo e anche pesante tessuto in cordura con i leggerissimi e esili tessuti in ripstop. Si, è vero, sono molto più leggeri, rimane una questione di scelte. Se vuoi uno zaino leggero devi anche aspettarti che si possa bucare, cosa decisamente impensabile per uno zaino ad esempio Berghaus di qualche anno fa.

5.Tasche esterne.
Varie filosofie sono emerse negli ultimi anni su questo argomento di discordia. Personalmente ne consiglio di piccole ed a scomparsa (Wand). In ogni caso tieni presente che, più grandi sono le tasche esterne, minore è la stabilità del carico. Questo perchè allontaniamo il baricentro dello zaino verso l'esterno il nostro corpo è costretto ad assumere posizioni innaturali per rimettere il baricentro del sistema uomo-zaino in posizione di equilibrio. Sono comunque da evitare assolutamente zaini con tascone centrale come alcuni Invicta di qualche anno fa.

6. Scompartimenti.
Uno zaino della capacità di 60 lt per uso in montagna dovrebbe essere dotato di: 2 scompartimenti interni separati da un cordino con tanka. Questo è utile per separare il contenuto. In genere nella parte inferiore si mette il saccoletto e la ferramenta per arrampicata, nella parte superiore tutto il resto. Una tasca superiore fa sempre comodo ed è presente nella quasi totalità dei modelli.

7. Cinghie di compressione.
Per quanto sottovalutate sono, a mio avviso, la prima cosa che bisogna guardare in uno zaino prima di acquistarlo. Le chinghie di compressione possono essere verticali e/o orizzontali. Gli zaini di qualità le hanno entrambe. Sono costituite da fettucce che corrono intorno allo zaino chiuse da fibbie e da regolatori in plastica che permettono la compressione ottimale del contenuto. Vale comunqua la regola Zaino compresso = zaino stabile = meno fatica.

Fig.1

Fig.2

Fig.3

L'arco elastico, inglobato nel tessuto dello zaino (Fig.1), scarica una parte del peso dello zaino, in direzione della cinghia ventrale. Appositi tiranti permettono di comprimere il contenuto dello zaino (Fig.2) aumentando notevolmente la stabilità (Fig.3).

8. Fibbie portaattrezzi e taschine esterne aperte.
Sono sempre presenti ma accertati che siano sufficienti per quello che ti può servire: sci, piccozze, bastoncini, paleria tenda, corpo morto, sonda, ramponi...
Alcuni zaini sono dotati di patte esterne porta-attrezzi. Queste, spesso dotate di robusti lacci elastici o fibbie di regolazione e chiusura, sono utili soprattutto in condizioni invernali in cui c'è bisogno di pala, sonda o di un posto sicuro ove riporre ramponi bagnati. In questo caso accertati che la patta sia di robusto materiale e la parte a contatto con gli attrezzi sia gommata o comunque resistente alle sollecitazioni imposte dalle punte dei ramponi o dagli spigoli della pala.

9. Cerniere.
Devono essere di generose dimensioni, in modo da essere facilmente apribili col freddo, con i guanti o i sovraguanti, non devono permettere il passaggio della neve e devono essere dotate di patte di tessuto che le coprano. Nella parte superiore o comunque nella parti più esposte agli agenti atmosferici devo essere copribili con tessuto e velcro. La cerniera dello scompartimento inferiore che è quella soggetta a maggior stress meccanico deve essere a denti grandi, sovradimensionata rispetto a tutte le altre. La maggior parte delle aziende utilizza cerniere YKK.

10. Modo di portare lo zaino.
Uno zaino pesante deve essere portato nella maniera più efficiente: il carico deve appoggiare soprattutto sui fianchi. Questo evita il sovraffaticamento dei muscoli della spina dorsale e della schiena senza impedire o limitare la respirazione. Per mantenere la stabilità, però, parte del peso va portato sulle spalle. Quando si sceglie uno zaino, è meglio provarlo completamente carico e valutare sia la stabilità dello zaino che il modo in cui il peso viene distribuito tra fianchi e spalle. Siccome la distanza tra le spalle e i fianchi varia da persona a persona, l'importante è che lo zaino si adatti bene allo schiena del portatore. Per questo motivo per alcune marche sono disponibili più misure di dorso.
Gli zaini a lunghezza fissa piacciono molto grazie ai propri vantaggi di stabilità, resistenza e buona aderenza. Gli zaini regolabili consentono una totale regolazione al corpo della persona e sono ideali per giovani che crescono o per persone di diversa costituzione ed altezza che usano lo stesso zaino.Tutti gli zaini per la portata di carichi devono quindi essere necessariamente anatomici, cioè sono progettati per adeguarsi alla anatomia del corpo consentendo alla spina dorsale di funzionare in maniera efficente e sicura e consentendo alle vertebre di mantenere la loro curvatura naturale. Questi zaini anatomici hanno il telaio interno di alluminio che può essere piegato per adattamento alla forma della schiena pur supportando bene il carico. Siccome la scelta dipenderà da una combinazione di tutti questi fattori, gli zaini possono essere suddiviisi in due categorie; zaini per la portata di carichi e zaini da giornata.
E' estremamente importante assicurarsi che uno zaino sia indossato bene prima di acquistarlo.Tutti gli zaini sembrano comodi quando non vi è alcun oggetto all'interno e quindi bisogna chiedere al commesso di riempirlo (due corde da 60 m sono eccezionali come carico).
1) Allentare tutte le cinghie, indossare lo zaino e stringere la cintura ventrale abbassandovi legermente in avanti in modo da posizionare il peso a centro schiena. E' importante notare che uomini e donne indossano la cinghia ventrale in posizioni diverse. Molti modelli dai 30/40 lt in su hanno due regolazioni che consentono una facile regolazione anche con carichi pesanti.
2) Stringere poi gli spallacci quanto basta per equilibrare il carico e tenere il peso sui fianchi. Regolare poi cinghietti compressori superiori per portare il carico il più vicino possibile al collo. Questo conferirà maggiore stabilità allo zaino. Se lo zaino ha la giusta lunghezza di dorso, le cinghie saranno ad un angolo di circa 30° rispetto agli spallacci. Se l'angolo è maggiore significa che il dorso è troppo lungo. Provare una misura di dorso più grande se lo zaino e’  regolabile sullo schienale, oppure scegliendo uno zaino piu lungo. Se l'angolo è inferiore a 30° il dorso è troppo corto.


La corretta regolazione degli spallacci.

Se lo zaino è dotato di telaio rimovibile, questo può essere piegato per adattarto alla forma della propria schiena rendendo lo zaino più comodo (rimuovere semplicemente il telaio o mettere il ginocchio contro il dorso dello zaino con il telaio ancora in posizione). Se lo zaino ha una cinghia pettorale questa va attaccata in modo da essere da 2,5 a 4 cm sotto la clavicola per tenere bene lo zaino in posizione senza limitare la respirazione. Questa regolazione non influisce sul modo in cui si indossa lo zaino ma ne aumenta la stabilità (se allacciata) quando lo zaino è pieno consentendo di portarlo in maniera più agevole.

Come vedi la scelta di uno zaino è cosa tutt'altro che facile e la scelta va fatta soprattutto in base all'utilizzo che se ne vuole fare. Per me lo zaino è uno "strumento" per andare in montagna ed il costo, se possibile, deve andare in secondo piano.