Istituto Internazionale di Studi

“GIUSEPPE GARIBALDI”

Piazza della Repubblica, 12 -  00183 Roma - Tel 48.85.195

Direttore Erika Garibaldi

 

 

 

CRONOLOGIA DELLA VITA DI GIUSEPPE GARIBALDI

a cura di

Gen (c.) On Dott. Ambrogio Viviani

 

 

 

1807

4 luglio

Nella città di Nizza, dal 1792 occupata dalla Francia, nasce Joseph Marie Garibaldi in una casa sul porto Luipia (demolito nel 1897) da Domenico capitano di cabotaggio e da Rosa Raimondi, nata nel 1776 a Loano (Savona), trasferitisi da Chiavari a Nizza nel 1780, coniugi che ebbero altri quattro figli: Angelo. Michele, Felice e una toro sorella.

In Europa l’impero di Napoleone è avviato alla sua massima espansione. In Italia alla repubblica Cisalpina del 1802 è succeduto nel 1805 il Regno d’Italia costituito da Lombardia, Veneto, parte dell’Emilia e Dalmazia mentre il Piemonte è annesso alla Francia.

Il giovane Garibaldi risiede in famiglia, studia irregolarmente a Nizza e a Genova, lavora.

Nel 1814, dopo la Restaurazione, con la ricostituzione del Regno di Sardegna che comprende Piemonte, Liguria, Sardegna e Nizza, Garibaldi assume il nome di Giuseppe Maria.

 

1824-1830

Il 29 gennaio 1824 si imbarca come mozzo sulla nave ‘Costanza diretta a Odessa con il capitano Angelo Pesante e ritorna a Nizza (28 luglio). Segue in novembre un viaggio da Nizza a Tolone e ritorno. Della sua ‘vita da marinaio in questi anni, ricordiamo solo alcuni viaggi. 11 12 aprilel82S visita Roma dopo essere arrivato a Fiumicino con la “Santa Reparata” di proprietà del padre. Risale il Tevere con la nave trainata da bufali. Torna a Nizza (1 giugno). Nel 1824 in dicembre è a Gibilterra con il brigantino “Giovanni Francesco”. Nel 1827 salpa da Nizza il 15 gennaio per le Canarie con il “Coromandel” dell’armatore Giacomo Galliano.

 

1831

Ammalato è costretto a sostare a Costantinopoli dove si guadagna da vivere come precettore in casa Timoni

 

1832

27 febbraio

Iscritto al n. 289 del registro dei capitani della Direzione di Nizza. prima come Secondo (capitano di 2a classe) poi al comando della “Nostra Signora delle Grazie”, compie numerosi viaggi nel Mediterraneo e nel Mar Nero, durante i quali ha occasione di ascoltare da esuli di vari Paesi, confusi discorsi di libertà, emancipazione, fratellanza universale e insurrezione.

Le nuove idee liberali trovavano allora facile diffusione per le difficili condizioni di vita di molte popolazioni e negli ideali di libertà e di giustizia delle classi più povere. In Italia dal 1820 si sono succedute dimostrazioni e moti rivoluzionari con conseguenti repressioni, processi e condanne.

 

1833

30  luglio

In Marsiglia si iscrive alla associazione “Giovine Italia” di Giuseppe Mazzini, con il nome di Borel (iscrizione non certa). Continuano i suoi viaggi e il 22 novembre è ancora a Taganrog sul mar d’Azov.

 

26 dicembre

Garibaldi si presenta a Genova per assolvere agli obblighi di leva usufruendo della facoltà concessa ai marinai in navigazione di prestare servizio in un momento a scelta purché prima del 40° anno di età.

 

1834

2 febbraio

Dopo i prescritti quaranta giorni di istruzione a terra, ottiene per i suoi ottimi precedenti, di venire imbarcato come marinaio di 3° classe sulla Fregata ammiraglia “Des Genejs” destinata ad una lunga crociera in Sud America.

 

4 febbraio

Coinvolto in un confuso tentativo insurrezionale collegato ad una tentata invasione della Savoia organizzata da Giuseppe Mazzini, sfugge ai controlli della Polizia e si rifugia in casa di Natalina Cossamiglia cameriera dell’ ”Osteria della Colomba” e poi in casa di Caterina Boskovic proprietaria della stessa osteria.

 

5 febbraio

Trova ospitalità in casa della fruttivendola Natalina Pozzo.

 

6 febbraio

Diserta (il reato cadrà in prescrizione nel 1844) e si dirige verso la Francia. Il giorno 16 si rifugia a Nizza nella casa di una zia.

 

17 febbraio

Passa la frontiera aiutato dal cugino Angelo Gustavini ma iene arrestato dai Doganieri e condotto a Draghignano.

 

25 febbraio

Fuggito (o lasciato fuggire) dalla prigione si rifugia a Marsiglia in casa di Giuseppe Pares. Riprende la vita da marinaio con il nome di Giuseppe Pane.

 

18 giugno

Apprende dal n. 72 del 17 giugno della “Gazzetta piemontese” la notizia della sua condanna a morte per “cospirazione tendente a far insorgere le regie truppe”.

 

25 giugno

Come semplice marinaio fa un viaggio fino a Odessa con il brig4ntino “Union”.

 

1835

22 aprile

Iscritto nel registro della Marina mercantile di Nizza come “assente senza licenza dalla Regia Marina”, perde di conseguenza la patente di capitano e ritorna marinaio semplice.

 

17 maggio

Ufficiale a bordo, consegna al Bei di Tunisi la fregata “Eusserie” (forse “Helene”). ritorna a Marsiglia, con una nave militare turca.

 

17 agosto

Parte da Marsiglia per l’America del Sud con il brigantino “Nautonnier’ del capitano Beaugard, come Secondo o forse come passeggero.

 

25 novembre

Sbarca a Rio de Janeiro (Brasile) (data incerta). Compie numerosi viaggi di carattere commerciale lungo la costa atlantica brasiliana.

Il Brasile era allora un impero resosi pacificamente indipendente dal Portogallo, retto da un triunvirato a causa della minore età del principe Don Pedro di Braganza (poi Pedro II) nipote del re Giovanni del Portogallo. Il 10 settembre 1835 la ricca regione del Rio Grande do Sul si era ribellata al governo centrale, sotto la guida del colonnello Bento Goncalves da Silva, appellandosi alla Costituzione, pur senza l’intenzione di staccarsi dalla comunità brasiliana ma rivendicando una Repubblica federale.

In Rio de Janeiro. come in Montevideo, erano molto attivi esuli italiani affiliati alla “(Giovane Italia” di Giuseppe Mazzini e pertanto simpatizzanti per i rivoluzionari del Rio Grande.

Garibaldi mantiene vivi contatti con la locale colonia italiana e quindi anche con loro.

 

1836

14 novembre

Passato al servizio della giovane repubblica del Rio Grande, il comandante delle forze riograndesi Joao Manoel de Lima e Silva, rilascia a Garibaldi, nominato 1° Tenente, la “patente de corso” per condurre la guerra corsara contro il Brasile.

 

1837

7 maggio

Salpa da Rio con la lancia “Mazzini” di proprietà del panettiere genovese Giacomo Gris.

 

8 maggio

Primo scontro navale all’isola di Masica, nei pressi di Rio e cattura della lancia brasiliana “Marinbondo”.

 

11 maggio

Secondo combattimento all’isola Grande a sud di Rio e cattura della nave “Luiza” che battezza “Mazzini”, lasciando la vecchia lancia.

 

28 maggio

E’ a Maldonado che lascia il 5 giugno per continuare la guerra corsara.

 

11 giugno

Tocca Punta de Jesus e Maria dopo Punta del Este.

 

15 giugno

A ovest di Punta de Jesus è attaccato da due navi uruguayane alleate dei brasiliani. Nell’ aspro combattimento Garibaldi viene ferito al collo e il “Mazzini” si ritira.

 

18 giugno

Il “Mazzini” segue la rotta Rio de la Nata - fiume Parana Guazù - isola di Viscaino - fiume Paranà Ibicuj - fiume Gualeguaj.

 

26 giugno

Nella città di Gualeguaj viene operato dal dottor Rammon e curato in casa del dottor Andreu dove resta convalescente fino a dicembre con l’obbligo delle autorità brasiliane di restare in città.

 

1838

gennaio

Nel tentativo di fuggire da Gualeguaj viene catturato dopo 138 chilometri e rinchiuso nella prigione di Paranà (Bojada).

 

febbraio

Rilasciato riprende la crociera corsara. Risale il fiume Paranà fino alla città omonima - Rosario - San Nicolas.

 

marzo

A Montevideo è ospite della famiglia Pesante. Prosegue a cavallo per Piratini.

 

30 aprile

Insieme a Bento Goncalves prende parte al vittorioso combattimento terrestre di Rio Pardo, e in data 1 settembre viene nominato tenente capitano comandante della Marina della Repubblica del Rio Grande.

 

4 settembre

Cattura la sumaca (tipo di nave) brasiliana “Mineira” e ne dà comunicazione scritta al Presidente Goncalves.

La provincia di Corrientes si era staccata dalla confederazione argentina e aveva stipulato una alleanza con l’Uruguay non contro l’Argentina ma contro il presidente De Rosas.

 

1839

5 luglio

Appronta a Camaquam nella laguna, due grosse lance la “Seival” e la “Farroupilha”, risale il fiume Capivari, applica alle lance le ruote e con 25 coppie di buoi per ognuna risale l’alveo secco del fiume, supera un colle raggiunge il lago Tramandaj.

 

13 luglio

Riprende in mare la guerra corsara.

 

15 luglio

Alle foci del fiume Ararangua nei pressi di Capo Bom ((Jaguaruna) a sud del Capo di S.Marta, è collo da una terribile tempesta e fa naufragio con la “Farranpilha” (detta anche “Rio Pardo”).

 

l6 luglio

Via terra  raggiunge Tubarao.

 

22 luglio

Con la “Seival” partecipa alla conquista di Nunes Teirxeira e della città di Laguna. Incontra Anita.

Continua la guerra corsara.

 

20 ottobre

Inizia a convivere con Anna (detta Anita) Maria de Jesus Ribeiro da Silva, di anni 18, vedova.

 

4 novembre

Dopo uno scontro navale a Imbituba è costretto a rifugiarsi in Laguna.

 

15 novembre

Al comando di sei piccole navi sostiene uno scontro a Intarni a 16 chilometri a nord di Laguna. Anita è con lui.

Le truppe imperiali brasiliane riconquistano Laguna. Garibaldi e Anita si ritirano via terra per Ararangua - Torres - Santa Victoria sul fiume Pelatos - Capo de Mortaudade sul Rio Marombas - Forcuilhas a sud di Ciaitibanos - Lages (14 dicembre).

 

1840

12 gennaio

Combattimento notturno a Forcuilhas a sud di Curitibanos - Lages - Vacarios - Caxias - Viamas - Villa Setembrina - Campo di Malacore a 18 km a sud di porto Alegre (occupato dai brasiliani).

 

4 agosto

Garibaldi con regolare decreto è dichiarato cittadino del Perù.

 

3 maggio

Prende parte alla battaglia di Taguari (Porto Alegre ovest) - combattimento di Piriheirinho (10 km da Taguari) per l’ultima volta insieme a Bento Goncalves - Villa Setembrina (già Leopoldo Viamao) - Sao Simao.

 

16 luglio

Tenta la conquista della fortezza di Jan Josè do Norde vicino alla città di Rio Grande do Sul.

 

16 settembre

Nasce il figlio Menotti Domingos in casa Costa a Sao Simao.

L’esercito della Repubblica del Rio Grande si sta dissolvendo. Garibaldi e Anita con il permesso di Concalves si ritirano attraverso il Mato Grosso verso Montevideo.

 

1841

15 marzo

Raggiungono San Gabriel dove possono sostare.

 

17 giugno

Sono a Montevideo dove per vivere Garibaldi si dedica al commercio e all’insegnamento della matematica. Riceve la notizia della morte a Nizza del padre Domenico.

 

1842

Nel 1828 era terminata la guerra tra Brasile e Argentina per il possesso dell’Uruguay e questo era diventato indipendente con capitale Montevideo. I contrasti erano però continuati. 11 presidente dell’Uruguay Fructuoso Rivera, sostenuto da una flotta anglo-francese, combatteva contro i generali Oribe, Echague e Urquiza sostenuti dal presidente argentino Rosas.

La flotta argentina che dominava il mare era comandata dall’ammiraglio irlandese Guillermo Brown. Il Brasile e la Repubblica del Rio Grande faranno pace ufficialmente solo nel 1845.

 

1 febbraio

Garibaldi in Montevideo si pone al servizio dei presidente Rivera e viene nominato Colonnello di Marina.

 

26 marzo

Nella chiesa di San Francesco in Montevideo viene celebrato il matrimonio fra Giuseppe e Anita

(altra data: 16 giugno).

 

23 giugno

Garibaldi inizia una spedizione navale sul Paranà con tre navi: la corvetta “Costitucion” armata di 18 cannoni, Il brigantino “Pereira” con 2 pezzi da 18, il “Procida” una goletta-trasporto dotata di 5 pezzi.

La spedizione ha lo scopo di raggiungere Corrientes (a 800 lan) per rianimare la guerra contro Oribe.

L’ammiraglio Brown inizia il suo inseguimento.

 

15 agosto

A Costa Brava si ha uno scontro navale tra la debole flotta di Garibaldi e la superiore flotta di Brown e un combattimento terrestre tra marinai sbarcati da Garibaldi, comandati dal maggiore Pedro Rodriguez e soldati di Brown.

 

17 ago.

Garibaldi ordina di far saltare le navi superstiti e si ritira via terra su Corrientes. Per ordine del presidente Rivera marcia su San Francesco. Chiamato a Montevideo dal colonnello Pacheco y Obes, ripiega su Salto - Paysandu - Carmelo - Montevideo.

 

1843

febbraio

Assume in Montevideo il comando della “Legione italiana” che adotta occasionalmente e per una conveniente fornitura, la camicia rossa, e mantiene il comando della improvvisata e debole flotta uruguayana, dopo la nomina a capo della “Division oriental de Marina”.

Prende parte così alla difesa di Montevideo dagli argentini e dai reparti uruguayani loro alleati.

 

28 marzo

Combattimento del Cerro e vittoria di Garibaldi.

 

10 aprile

Il governo autorizza ufficialmente la costituzione della “Legione italiana” che il 2 luglio riceve la bandiera, dono delle signore di Montevideo con una cerimonia domenicale nella piazza principale della città.

 

agosto

Cinquanta volontari italiani con gli ufficiali Latini e Ferretti disertano e passano con gli argentini. Continua la difesa di Montevideo, mentre il presidente Riveira è impegnato a nord del Paese.

 

1844

23 aprile

Altro combattimento vittorioso al Cerro.

 

1845

La flotta anglo-francese sconfigge la flotta argentina e libera Montevideo.

Il governo affida a Garibaldi una spedizione offensiva verso l’interno per riprendere l’iniziativa, riorganizzare l’esercito di Rivera sconfitto da Oribe.

 

22 febbraio

Nasce Teresita Garibaldi.

 

6 settembre

Garibaldi lascia Montevideo, risale il fiume Uruguay con 15 navi, legni minori, la Legione italiana, 100 cavall, 200 uruguayani comandati dal col. Battle e due pezzi da 4.

 

19 settembre

E’ a Fray Bentos - Paissandù.

 

6 ottobre

Raggiunge Hervidero dove sconfigge un reparto di argentini comandati dal generale Gazzon.

 

3 novembre

Occupa la cittadina di Salto a 500 chilometri da Montevideo.

 

1846

8 febbraio

Battaglia di S.Antonio.

 

l6 febbraio

Il generale Pacheco y Obes insignito dal governo nomina Garibaldi generale comandante di tutte le forze di difesa.

 

10 marzo

Garibaldi rifiuta il grado e resta colonnello comandante della Legione italiana.

 

4 settembre

Rientra a Montevideo richiamato dal governo. A Montevideo arriva dall’Italia Giacomo Medici.

 

1847

Garibaldi continua a dirigere la difesa di Montevideo ma è amareggiato per le rivalità interne dei capi uruguayani.

 

novembre

Nasce il secondogenito Ricciotti.

 

Dicembre

La moglie Anita parte per l’Italia con i figli, precedendo la partenza del marito.

 

1848

L’anno 1848 è l’anno delle rivoluzioni: in gennaio in Sicilia, in febbraio in Francia, nel mese di marzo a Vienna, Praga, Berlino, Budapest.

Nel lombardo-veneto, Venezia e Milano insorgono in marzo contro gli austriaci.

 

14 gennaio

Insurrezioni a Palermo e a Messina.

A Montevideo giungono notizie sulla situazione in Europa e in Italia. Lettere dall’Italia continuano a sollecitare la presenza di Garibaldi.

23 febbraio

Garibaldi invia in Italia Giacomo Medici con il compito di prendere contatto con i patrioti italiani, preparare il suo sbarco in un porto toscano, approntare armi e mezzi.

Viene eletto membro dell’”Assemblea dei notabili” dell’Uruguay in Montevideo quale rappresentante (deputato) di S.Antonio del Salto.

 

15 aprile

Garibaldi salpa da Montevideo per Nizza con la nave “Bifronte” ribattezzata “Speranza” con 65 o forse 85 volontari, con armi, munizioni e viveri dono del governo della città.

 

21 giugno

Sbarca a Nizza verso le ore 11; i volontari indossano la camicia rossa e i pantaloni bianchi.

Da Nizza, sempre preceduto dalla sua fama, Garibaldi si porta a Genova con 150 volontari. Mentre si trovava in alto mare, il 23 marzo il Piemonte aveva dichiarato guerra all’ Austria e aveva iniziato le operazioni.

Il 23 marzo l’esercito piemontese passava il confine del Ticino, entrava in Milano e proseguiva verso il Mincio mentre l’esercito austriaco si ritirava nelle fortezze del quadrilatero.

Dopo alcuni successi iniziali, i piemontesi venivano sconfitti a Custoza il 25 luglio, costretti alla ritirata e a firmare l’armistizio (9 agosto).

 

4 luglio

Garibaldi lascia Genova e il 7 luglio si presenta al Quartier Generale piemontese a Roverbella (Mantova) e offre a Re Carlo Alberto il suo servizio e quello dei suoi 168 volontari. Deluso dalla fredda accoglienza e dalle parole evasive viene inviato a Torino al Ministero della guerra, via Milano.

 

10 luglio

Ricevuto in Torino dal Ministro degli Interni vede rifiutata la sua offerta.

 

14 luglio

A Milano il Governo provvisorio sorto dall’insurrezione contro gli austriaci accetta la sua offerta e lo nomina Maggior Generale con l’incarico di reclutare e organizzare i volontari, il cui primo battaglione formato nella casenna S.Franceseo, è denominato “Anzani”.

 

29 luglio

L’esercito piemontese, sconfitto il 25 luglio a Custoza, è in ritirata.

Garibaldi riceve l’ordine di portarsi a Bergamo per difendere la città e proteggere la ritirata piemontese.

 

31 luglio

Con 1.500 volontari Garibaldi arriva a Bergamo poi su ordine ripiega su Pontida - Brivio - Merate.

 

5 agosto

Alle ore 10 è a Monza con 5.000 volontari tra i quali Giuseppe Mazzini.

 

6 agosto

All’alba di quella domenica è a Como. Molti volontari ritornano alle loro case. Mazzini e i suoi riparano in Svizzera. Milano è occupata dagli austriaci. Garibaldi continua la ritirata su Sesto Calende.

 

10 agosto

Passa il confine del Ticino e ripara in Casteletto Ticino.

 

13 agosto

Con un proclama dichiara di voler continuare la guerra dopo aver appreso che il Re Carlo Alberto, il 9 agosto, ha deciso per l’armistizio. Il giorno dopo raggiunge Arona dove si imbarca su due piroscafi e sbarca a Luino con 200 volontari.

 

15 agosto

Battaglia di Luino.

 

17-27 agosto

Conduce la guerriglia contro gli austriaci nella provincia di Varese. Ridotto a pochi volontari, non sostenuto adeguatamente dalle popolazioni, sconfitto dagli austriaci, si ritira verso la Svizzera. (Il 19 agosto entra in Varese)

 

28 agosto

E’ a Agno, in Svizzera, ospite in casa Vicari; da Lugano prosegue per Nizza.

 

10 settembre

Arriva a Nizza presso la famiglia in casa Desideri.

Dal sud, nel frattempo, giungono notizie di scontri (15 luglio a Napoli), di sommosse in Sicilia e di dure repressioni.

 

24 ottobre

Con 77 volontari e con Anita salpa da Genova con il vapore francese “Pharamond” diretto in Sicilia dove è stato invocato dai capi della rivolta.

 

25 ottobre

Nella sosta a Livorno in seguito a successive confuse notizie, decide di andare in soccorso di Venezia che ancora resiste all’assedio austriaco. Aniita ritorna a Nizza.

 

9 novembre

Con 350 volontari raggiunge il passo della Futa ma è fermato da truppe pontificie e costretto a riparare in Bologna.

 

18 novembre

E’ a Ravenna con i sui volontari, dove intende imbarcarsi per Venezia ma gli giunge notizia che il giorno 15 in Roma è scoppiata la rivoluzione; decide allora per Roma.

 

28 novembre

Lascia Ravenna dopo aver organizzato 521 volontari e marcia verso Roma via Forlì - Cesena.

Precede il Corpo dei volontari e per Ancona - Macerata - Perugia - Temi - in canozza si porta a Roma.

 

12 dicembre

Alle ore 8 è a Roma. Dal governo prov viene nominato Tenente Colonnello del Corpo Volontario e riceve l’ordine di tenersi per il momento fuori dalla città.

 

21 dicembre

Lascia Roma e si ricongiunge alla sua Legione che nel frattempo ha raggiunto Foligno. Prosegue per Tolentino.

 

1849

1 gennaio

Alle ore 12 i garibaldini sostano a Macerata.

 

20 gennaio

La Legione riprende la marcia su Foligno mentre Garibaldi ispeziona il confine con il Regno di Napoli per Ascoli - Norcia - Rieti.

 

30 gennaio

Garibaldi da Rieti continua le ricognizioni del confine.

Il 9 febbraio, presente Garibaldi deputato di Macerata (21 gennaio), viene proclamata la Repubblica Romana retta dal triumvirato Mazzini - Saffi – Armellini.

 

26 febbraio

I volontari che per primi hanno raggiunto Rieti sono 1.264.

Anche Anita è a Rieti.

Contingenti napoletani, dopo aver domato le rivolte di Palermo e Catania, sono in marcia verso Roma.

Dal nord giungono brutte notizie .Il 23 marzo l’esercito piemontese, che aveva ripreso la guerra contro l’Austria subisce una grave sconfitta e il 30 marzo Brescia si arrende dopo una accanita resistenza. Il 24 marzo un Corpo di spedizione francese sbarca a Civitavecchia.

 

3 aprile

I garibaldini lasciano Rieti. Affluiscono altri volontari.

 

23 aprile

Garibaldi viene nominato Generale di Brigata. Da Anagni parte per Roma mentre Mita ritorna a Nizza. La legione entra in Roma (27 aprile).

 

28 aprile

Dopo la rivista in Piazza San Pietro, i garibaldini si schierano a difesa sul fronte Porta Portese - Gianicolo - porta San Pancrazio, con base in Trastevere.

 

30 aprile

Primo contatto vittorioso con i reparti francesi. Garibaldi pone il suo Quartier Generale a villa Orsini.

Nel frattempo il Re Ferdinando con 11.000 soldati ha raggiunto la zona di Velletri.

Garibaldi riceve l’ordine di fermare i borbonici.

 

4 magggio

Con 2.500 volontari lascia Roma. A Palestrina scontro vittorioso (9 maggio) con i borbonici e rientro a Roma.

 

16 maggio

Riprendono le operazioni sotto il comando del gen. Roselli capo dell’esercito della Repubblica Romana.

 

19 maggio

Battaglia e vittoria di Velletri. I borbonici si ritirano verso Napoli, inseguiti fino a Frosinone (23 maggio) e oltre.

Ma i francesi stanno per riprendere l’offensiva e Garibaldi riceve l’ordine di rientrare.

 

31 maggio

La legione è in Roma e rioccupa il suo fronte. Il primo giugno il gen. Oudinot, comandante del Corpo di Spedizione francese, comunica al governo di Roma che la tregua è da considerarsi finita e che non avrebbe attaccato prima di lunedì 4 giugno.

 

2 giugno

Il gen. Roselli affida a Garibaldi la difesa della destra del Tevere.

 

3-30 giugno

Battaglia del Gianicolo per la difesa di Roma.

 

2 luglio

Il Governo della Repubblica romana decide per la resa.

Garibaldi alle ore 17 parla ai suoi volontari raccolti in piazza San Pietro e alle ore 19 con Anita, seguito da 4.700 garibaldini esce da porta San Giovanni. I francesi entrano in Roma (3 luglio). La ritirata da Roma prosegue lungo l’itinerario Tivoli - Temi - Todi - Orvieto - Arezzo - Macerata.

 

31 luglio

Entra nella Repubblica di San Marino dopo aver congedato quasi tutti gli ultimi 1.500 volontari.

 

1 agosto

Prosegue fino a Cesenatico, dove il 3 agosto con 185 volontari e con Mita si imbarca su 13 bragozzi per raggiungere Venezia. Attaccato da navi austriache prende terra a Magnavacca alle ore 7. Otto barche e 162 volontari vengono catturati dagli austriaci. Prosegue la ritirata.

 

4 agosto

Alle 19.45 nella fattoria Guiccioli in Mandriole muore la moglie Anita.

 

5 agosto

Continua la fuga ricercato da austriaci, francesi, borbonici e spagnoli, per Forlì - passo della Futa -Prato - Empoli - Poggibonsi - Volterra- Massa - Scalino dove alle ore 10 si imbarca per l’isola d’Elba.

 

5 settembre

E’ a Portovenere - Chiavari; dopo due giorni raggiunge Genova sorvegliato ospite del palazzo del Governatore militare.

 

13 settembre

Via mare ha il permesso di compiere una breve visita a Nizza.

 

14 settembre

Arrestato per ”ingresso illegale nel Regno di Sardegna” ha l’obbligo di recarsi in esilio.

 

16 settembre

Parte per Tunisi - Gibilterra - Tangeri con il vapore “Tripoli”,; non avendo ottenuto il permesso di sbarcare a Tunisi si reca a Cagliari.

 

25 settembre

A mezzogiorno è a La Maddalena ospite del comandante militare tenente Falchi.

 

24 ottobre

Con il brigantino Colombo salpa per Tangeri.

 

1850

12 giugno

Garibaldi da Tangeri parte per l’Inghilterra; dal 13 al 15 sosta a Gibilterra e il 22 sbarca a Liverpool dove alloggia all’Hotel Waterloo.

 

27 giugno

Salpa per New York dove arriva il 30 luglio con il piroscafo Waterloo.

 

4 agosto

Domenica 4 agosto, completato il prescritto periodo di quarantena, trascorso a Staten Island, Garibaldi sbarca a Manhattan e in carrozza prosegue per Hastings Village a 15 chilometri a nord di New York, ospite di amici.

Dopo 15 giorni di sosta al Pavillon Hotel, si trasferisce a Irving Place in una casa di affitto di proprietà Pastacaldi.

 

1 ottobre

Si sposta in casa Max Maretzeck, affittata da lui e da Meucci, nel villaggio di Clifton a Staten Island.

Qui trova lavoro prima nel salumificio di un certo Bovi e poi nella fabbrica di candele impiantata da Meucci.

 

Novembre

Salpa da New York per un viaggio a Savannah (USA) - Avana (Cuba) - Changres (Panama). Ritorna e riparte nuovamente per New York.

 

1851

28 aprile

Salpa da New York - Changres (Panama) - fino S.Juan del Norte (Nicaragua) - Granada (Lago Nicaragua) - San Carlos (23 maggio) - Granada - Masaja - Rivas - Leon - San Miguel (EI Salvador) - Changres (3 settembre) - Istmo di Panama (a piedi) - Panama - Guajaquil (Equador) - Paitè (Perù) - Callao (Perù 5 ottobre) - Lima (Perù).

 

15 ottobre

Garibaldi assume il comando del veliero “Carmen” dopo aver conseguito dalla capitaneria di porto Callao il grado di 2° Capitano di Altura, e il 31 ottobre parte per Pisco, sito di fronte alle isole Chincha a 300 chilometri a sud di Callao per caricare guano; il 9 novembre sosta a Pisco e dall’11 al 21 novembre è alle isole.

 

24 novembre

Torna a Callao.

 

1852

10 gennaio

Parte diretto in Cina con la “Carmen” che batte bandiera peruviana.

Dopo 93 giorni di navigazione attraversa il Pacifico, passa vicino alle isole Hawaii e per lo stretto di Luzon tra Formosa e le Filippine.

 

13 aprile

Arriva a Hong-Kong.

Lascia qui la nave e in vaporetto lungo il fiume Pearl raggiunge Canton e quindi Whampoa. Non trovando da vendere il carico, il 24 è di nuovo a Hong-Kong da dove la nave salpa per Amoj, città di 200 mila abitanti, situata a ben 500 miglia a nord.

Nel viaggio la “Carmen” sosta per lavori di riparazione alle vele nell’isola di Namoa. Ad Amoj sosta daI 15 maggio al 2 giugno. Il 15 giugno è di nuovo a Whampoa, il porto di Canton.

 

8 luglio

La “Carmen” salpa per Manila che raggiunge il giorno 28

 

3 settembre

Tornato a Whampoa, Garibaldi lascia definitivamente la Cina con un carico di merci varie e con un gruppo di emigranti cinesi.

Il  percorso seguito fu: costa occidentale del Borneo - stretto di Lambok - stretto di Bass tra Australia e Tasmania - isole Hunter nello stretto di Bass (sosta) - Stanley (sosta) - Stretto di Cook (Nuova Zelanda).

 

1853

24 gennaio

La “Carmen” getta l’ancora a Callao dove Garibaldi è ospite in casa Michele Canessa.

 

25 marzo

La “Carmen” è a Valparaiso per caricare minerale di rame, da qui parte il 10 aprile. A Islaj, nel Perù meridionale, carica il 25 maggio lana e legname dopo aver toccato Coqumbo - Huasco - Herradero. Il 25 maggio 1853 Garibaldi salpa da Islaj per Boston dove arriva il 6 settembre 1853 via Capo Horn circumnavigando l’America Latina.

Da Boston Garibaldi raggiunge New York in treno e ritorna venerdì 23 settembre. Ai primi di novembre lascia il comando della “Carmen”.

Risiede a Baltimora e visita Washington.

 

1854

16 gennaio

Al comando della nave “The Commonwealth”, battente bandiera americana, con un capitano di bandiera e un carico di grano, Garibaldi salpa per Baltimora e l’11 febbraio ormeggia al West Indian Dock di Londra.

Il 17 marzo è a Tjnemouth e a New Castle per imbarcare carbone; il 20 è a Shields Harbour; visita Blajdon 6 chilometri a ovest di New Castle e il 14 parte per Genova via Londra.

 

7 magggio

Garibaldi è a Genova ospite di Paolo Angier.

 

1855

8 agosto

Con patente il Re nomina Garibaldi Capitano di 1a  classe di lungo corso della marina mercantile.

 

29 dicembre

Tratta l’acquisto di alcuni terreni nell’isola di Caprera.

 

1856

gennaio

Va in Inghilterra a visitare la fidanzata Emma Roberts e il figlio Ricciotti.

 

13 marzo

Ritorna a Nizza.

 

13 agosto

Visita il conte Camillo Benso di Cavour.

 

1857

Riceve a Caprera la visita di Maria Esperanza Schwarz

 

1858

dicembre

Una seconda volta è a colloquio con Cavour.

 

20 dicembre

A Genova ospite di amici chiede al musicante Mercantini un inno, che verrà suonato per la prima volta il 31 dicembre in casa Camozzi a Genova (assente Garibaldi).

 

1959

2 marzo

Parte da Caprera per Genova con il piroscafo “San Giorgio” convocato dal Re a Torino.

 

17 marzo

Riceve la nomina a Maggior Generale comandante del corpo dei “Cacciatori delle Alpi”, con decreto firmato poi l’11 giugno.

Il 26 aprile 1’Austria dichiara guerra al Piemonte in aiuto del quale interviene la Francia.

Il  29 aprile l’esercito austriaco passa il confine del Ticino.

 

7 aprile

Garibaldi ispeziona a Savigliano (Cuneo) il Deposito dei “Cacciatori delle Alpi”, ritorna a Torino e poi si trasferisce a Casale Monferrato.

 

7 maggio

Passa il Po e muove in ricognizione con il Re verso Vercelli.

 

8 maggio

Ricevuti gli ordini si trasferisce con i suoi Cacciatori da Casale a S. Germano, poi in treno a Biella da dove i 3.000 volontari proseguono a piedi su Gattinara - Romagnano - Borgomanero – Arona - Castelletto Ticino.

 

23 maggio

Passa il confine del Ticino a Sesto Calende e prosegue l’avanzata.

 

26 maggio

Vittorioso scontro a Varese con un reparto austriaco. Prosegue per Como, ritorna a Varese minacciato dal nemico e ancora ritorna a Como.

 

6 giugno

A Magenta i franco-piemontesi sconfiggono l’esercito austriaco.

Garibaldi prosegue per Lecco - Bergamo.

 

8 giugno

Entra in Bergamo mentre Vittorio Emanuele II e Napoleone III entrano in Milano.

 

10 giugno

A Milano Garibaldi riceve la medaglia d’oro al valor militare per le vittoriose operazioni militari condotte e la nomina a Grande Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia.

 

13 giugno

Garibaldi è a Brescia e prosegue la marcia.

 

15 giugno

Battaglia di Tre Ponti.

 

18 giugno

Da Salò, secondo gli ordini marcia su Bergamo - Lecco - risale il lago di Como e sbarca a Colico - Sondrio - Edolo - Lovere sul lago d’Iseo.

La seconda guerra di indipendenza si conclude l’11 luglio con la vittoria franco-piemontese e il 9 novembre la Lombardia entra a far parte del Regno di Vittorio Emanuele II.

 

10 agosto

A Bergamo lascia il Comando dei Cacciatori e rientra a Genova, da qui Garibaldi raggiunge Modena dove assume il vice comando dell’ “Esercito collegato dell’Italia Centrale”.

 

15 settembre

Come Maggior Generale a Firenze prende il comando della Divisione Toscana (11° dell’Esercito regolare) costituita dai Governi provvisori della Toscana, Romagna, Parma e Modena (Lega dell’Italia Centrale), costituiti dopo l’insurrezione contro i loro sovrani. Pone il suo Q.G. a Cattolica.

 

16 novembre

A Torino lascia l’incarico su richiesta del Re per motivi di opportunità politica.

 

28 novembre

Dopo una breve visita a Nizza e a Genova, si reca a Fino Comasco, ospite di casa Raimondi.

 

1860

24 gennaio

Sposa Giuseppina Raimondi ma torna immediatamente a Caprera.

 

2 aprile

Partecipa a Torino alla inaugurazione del Parlamento, battendosi contro la cessione alla Francia di Nizza e Savoia quale compenso per la guerra del 1859 e per avere libertà d’azione nel resto dell’Italia (Roma esclusa).

Il 15 aprile Nizza e Savoia votano per l’annessione alla Francia.

 

13 aprile

Amareggiato Garibaldi ritorna a Genova dove apprende che il giorno 4 Palermoo è insorta e la rivolta dilaga per la Sicilia contro il Re Francesco II.

 

15 aprile

Garibaldi è a Quarto di Genova dove fissa il suo Quartier Generale deciso a organizzare e condurre una spedizione in Sicilia.

 

5 maggio

Con due piroscafi e 1.087 volontari salpa da Quarto.

 

7 maggio

A Talamone per rifornimenti vari. Garibaldi invia verso l’interno una colonna diveniva di 60 volontari guidati da Zambianchi.

 

9 maggio

Parte da Talamone.

 

11 maggio

Poco dopo mezzogiorno i garibaldini sbarcano a Marsala.

Per Salemi, dove viene proclamata la dittatura, procede verso Calatafini.

 

15 maggio

Battaglia di Calatafini.

 

27 maggio

Entrata in Palermo, dopo accesi scontri con le truppe borboniche.

Continua lo sbarco di altri volontari in varie località e l’arrivo di volontari da vari punti della Sicilia.

 

17 luglio

Battaglia di Milazzo.

 

25 luglio

Assedio della cittadella di Messina (che si arrende il 12 marzo del 1861).

 

7 agosto

Partenza da Torre del Faro del primo gruppo di volontari per la Calabria.

 

19 agosto

Sbarco di Garibaldi a Melito e successiva avanzata trionfale verso Napoli via Reggio Calabria - Cosenza - Sapri - Salerno.

 

6 settembre

Entrata a Salerno. Alle ore 13.30 del giorno dopo entrata in Napoli.

 

19 settembre

L’esercito borbonico è concentrato a Capua e i volontari garibaldini a Caserta.

 

1-2 ottobre

Battaglia del Volturno.

 

26 ottobre

Incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele a Vairano - Teano.

 

7 novembre

Il Re e Garibaldi entrano ufficialmente in Napoli.

 

9 novembre

Alle ore 2 Garibaldi si imbarca sulla nave “Washington” che alle 9 salpa per Caprera.

 

1861

Il Governo italiano manifesta in ogni occasione la sua intransigenza sul problema di Venezia e di Roma, ma la situazione si fa sempre più critica per i contrasti con la Francia garante del territorio pontificio, per l’intensificazione della guerriglia legittimista nel vecchio regno di Napoli, per il duro atteggiamento del Papato, per l’ostilità austriaca e per le legittime aspirazioni dei patrioti italiani. Garibaldi soggiorna a Caprera.

 

1862

Nel marzo Garibaldi inizia un lungo viaggio nell’Italia settentrionale quale vice presidente della Società del Tiro a segno con lo scopo di sensibilizzare la opinione pubblica sul problema di Roma.

In giugno è nuovamente a Caprera.

 

9 marzo

Fonda a Genova la “Società emancipatrice” riunendo diverse associazioni.

 

27 giugno

Garibaldi lascia Caprera per la Sicilia con l’intenzione di marciare poi su Roma.

 

28 giugno

Sbarca a Palermo.

 

9 luglio

E’ in marcia su Corleone - Caltanissetta - Enna - Catania, che lascia il 23 agosto e con 3.000 volontari sbarca a Melito in Calabria.

 

28 agosto

Per evitare lo scontro con i regolari che hanno l’ordine di fermarlo, si porta sull’Aspromonte dove i volontari vengono dispersi e lui stesso viene ferito ad un piede.

 

2 settembre

Garibaldi giunge a La Spezia prigioniero.

 

7 novembre

E’ a Livorno e prosegue per Pisa dove viene operato al piede e gli viene estratta la pallottola (dottor Zanetti)

 

21 dicembre

Garibaldi è di nuovo a Caprera.

 

1863

Garibaldi convalescente riposa a Caprera. Il 21 dicembre si dimette da deputato di Napoli per protesta contro il modo in cui il governo tratta la Sicilia. I giornali che pubblicano la lettera di Garibaldi vengono sequestrati.

 

1864

19 marzo

Parte da Caprera con la nave “La Valletta” per compiere un viaggio in Inghilterra.

 

23 marzo

Sbarca a Malta - La Valletta e prende alloggio all’Hotel Imperial in via S.Lucia n. 134.

 

24 marzo

Lascia Malta con il “Repon” per Gibilterra dove resta a bordo, il 27 prosegue.

 

3-19 aprile

Arriva alle ore 14 a Southampton con il Repon, in carrozza si reca a Town -Hall.

Sbarca a Cowes (isola di Wight) e si reca a Brook House, ospite dell’On. Seely per otto giorni. Il 7 aprrile è all’isola di Wight e Brook - House, visita Freshwater e Tennyson. Visita Portsmouth a bordo della “Fire Queen” e Gosport. Da Southampton arriva a Londra via Chapham, alla stazione di Nine Elms, prosegue in carrozza. Alle 20.30, arriva alla Stafford House (oggi Lancaster House), dove resterà fino al giorno 19, percorrendo Wandsworth Road - Westminster Bridge - Parliament Street - Trafalgar Square. Il 21 aprile visita Chiswich (sobborgo di Londra dove è ospite del conte di Devonshire), Stansfeld, Chesheomlace, Woolwich (Aisemale a est di Londra), Londra. Si reca a Bedford in treno, St.Pancras, Southwark. Il 16 aprile è a Sydenham a 6 chilometri sud di Londra. Compie una visita a Teddington (Londra). Ancora a Sydenham, è ospite dell’On. Seely in Hyde Park al n. 20 di Prince’s Gate.

 

20 aprile

Riceve alla Guildhall la cittadinanza onoraria di Londra. Visita a Chiswich la tomba del Foscolo. Alle ore 15 del giorno 22 parte per Cliveden nel Buchingham Shire ospite in casa Sutherland – visita Windsor.

 

25 aprile

Visita Eton. Passa da Cliveden e con il vapore “Udine” va a Weymouth poi a Exeter e a Plymouth.

Si reca in Cornovaglia al parco di Penquite vicino a Fancy ospite in casa del Col. Peard, suo vecchio ufficiale. Parte da Penquite e alle 9 del giorno 27 è a Fowey da dove salpa con la Udine e va a Saint Mowes, rimanendo a bordo. Salpa da Saint Mowes diretto a Caprera, dove arriva il 9 maggio.

 

1865

Garibaldi rimane a Caprera, il 12 novembre rifiuta l’elezione a deputato di Corleto (Basilicata).

 

1866

Il 16 giugno la Prussia inizia le operazioni di guerra contro gli Stati vassalli dell’Austria e quindi contro questa. L’Italia alleata della Prussia entra in guerra il 19 giugno contro l’Austria.

 

11 giugno

Garibaldi assume in Como il comando del Corpo dei Volontari con il grado di generale di Divisione.

Proveniente da Caprera era sbarcato a Genova e in treno si era recato a Milano.

 

11-28 giugno

In varie località lombarde organizza i suoi volontari e il 26 pone il suo Quartier Generale a Lonato (Brescia). Il 29 giugno l’esercito italiano è gravemente sconfitto a Custoza.

 

3 luglio

Durante l’offensiva verso Trento nel combattimento di nome Suello, Garibaldi viene ferito. A Sadowa l’Austria viene sconfitta dalla Prussia.

 

20 luglio

I Cacciatori garibaldini dilagano nelle Alpi. La flotta italiana viene sconfitta a Lissa.

 

21 luglio

Battaglia di Bezzecca (Trento).

 

9 agosto

In previsione della firma dell’armistizio, Garibaldi riceve l’ordine di cessare le attività e contrariato risponde con una sola parola “obbedisco”. L’ armistizio viene poi firmato il 13 agosto. Il  giorno dopo lascia il comando dei Cacciatori e il 12 è a Brescia dove il giorno 23 scioglie il Corpo dei volontari.

 

30 settembre

Da Brescia raggiunge Livorno e si imbarca per Caprera sul vapore “Lombardia”. 11 3 ottobre viene firmata la pace di Vienna e il Veneto ceduto a Napoleone III è consegnato all’Italia.

 

1867

Nel 1867 le relazioni tra lo Stato italiano e quello della Chiesa subiscono un ulteriore peggioramento e tale da convincere di non poter risolvere la questione romana con trattative amichevoli. D’altra parte, per non provocare la Francia, l’intervento dell’esercito regolare era una eventualità al momento da escludere.

Garibaldi si convince della possibilità di intervenire con i suoi volontari dopo le entusiastiche accoglienze avute ovunque e dopo i suoi successi nella guerra del 1866.

 

21 febbraio

Partito da Caprera raggiunge Firenze e inizia un lungo viaggio in Italia settentrionale. Tra le principali località visita Ferrara, Padova, Venezia, Treviso, Udine, Pordenone, Belluno, Vicenza, Verona, Mantova, Alessandria, Asti, Parma.

 

10 agosto

E’ a Siena e comincia a preparare la sua spedizione per marciare su Roma.

 

27 agosto

E’ a Terni vicino alla frontiera pontificia.

 

9 settembre

Partecipa a Ginevra al Congresso della pace, del quale è presidente onorario. Per Domodossola - Belgirate sul lago Maggiore, il 17 settembre raggiunge Firenze. Fonda la “Lega internazionale della Pace e della Libertà”.

 

24 settembre

Proveniente da Arezzo, viene all’alba arrestato a Sinalunga (Siena) e tradotto ad Alessandria dove arriva alle 21.40

Viene poi relegato a Caprera.

 

16 ottobre

Fugge da Caprera deciso a raggiungere i suoi volontari che hanno iniziato l’invasione dello Stato della Chiesa, muovendo da varie direzioni.

 

19 ottobre

Sbarca a Vada vicino a Livorno e prosegue per Pisa-Firenze.

 

22 ottobre

Parla al popolo a Firenze e in treno va a Perugia-Terni.

Raggiunge Rieti e il 24 ottobre passa il confine a Passo Corese.

 

26 ottobre

Dopo tre ore di combattimento con i suoi volontari occupa Monterotondo.

L’esercito pontificio si sta riorganizzando a Roma e a Civitavecchia dove si è ritirato in seguito all’invasione dei garibaldini.

 

29 ottobre

Pone il suo Quartier Generale a Castelgiubileo. Nello stesso giorno inizia a Civitavecchia lo sbarco del Corpo di spedizione francese.

 

31 ottobre

Per la mancata insurrezione di Roma, si ritira a Monterotondo.

 

3 novembre

L’esercito pontificio e quello francese lasciano Roma diretti a Mentana - Monterotondo.

 

3 novembre

Battaglia di Mentana.

 

4 novembre

Garibaldi sconfitto ripassa il confine a Passo Corese e si ritira per Rieti - Terni - Perugia - Arezzo.

A Figline VaI d’Arno (Arezzo) viene arrestato e trasferito a La Spezia.

 

26 novembre

A Firenze viene lasciato libero con l’impegno di tornare a Caprera dove sbarca alle ore 20 del giorno dopo.

 

1868

Garibaldi risiede a Caprera da dove mantiene una fitta corrispondenza e dove continua a ricevere visite. In ottobre è in vivace contrasto con Giuseppe Mazzini. In dicembre rifiuta l’elezione a deputato di Ozieri.

 

1869

10 luglio

Nasce Rosita, figlia di Ganbaldi e di Francesca Armosino.

Continua la vita di Caprera.

 

1870

Il 19 luglio la Francia dichiara guerra alla Prussia. Dopo la sconfitta di Napoleone III, il 4 settembre viene proclamata la Repubblica,; Parigi viene assediata.

In Italia, dopo un ultimo fallito tentativo di Vittorio Emanuele di risolvere pacificamente il problema di Roma, l’esercito italiano occupa la città.

 

Il 6 ottobre 1870 alle ore 9 Garibaldi parte da Caprera con il piroscafo “Ville de Paris” e sbarca a  Marsiglia alle 21 del giorno 7. Offre il suo aiuto alla giovane repubblica e il giorno 11 novembre è nominato generale comandante dei volontari e dei “franchi tiratori”

 

1870-1871

Dal 9 ottobre 1870 al 31 gennaio 1871 (resa della Francia), Garibaldi come comandante dell’Armata dei Vosgi prende parte alle operazioni di guerra.

 

1871-1882

Il 12 febbraio 1871 Garibaldi lascia il comando e raggiunge Bordeaux. Viene eletto Deputato di Parigi, Digione, Nizza e Algeri. Il  13 si dimette e raggiunge Marsiglia dove il 15 si imbarca per Caprera.

Dal 15 febbraio 1871 Garibaldi risiede a Caprera da dove segue attivamente la situazione italiana ed europea e tiene una fitta corrispondenza. Nel 1872 muore Giuseppe Mazzini e Garibaldi scrive “Dietro il feretro del Grande Italiano sventoli la bandiera dei Mille”.

Il 23 aprile del 1873 nasce Manlio Garibaldi. Il 2 marzo 1874 aderisce alla ‘Lega internazionale della pace e della libertà”.

Il 6 gennaio 1875 Garibaldi rifiuta il “Dono nazionale”. 11 25 gennaio è in visita a Civitavecchia - Roma - Frascati - Velletri. Interviene ai lavori della Camera.

Il 27 giugno viene approvata una Legge per un Dono nazionale a favore di Garibaldi.

Il giorno Il agosto ritorna a Caprera ma il 27 ottobre è ancora a Roma. Nel novembre del 1876 è a Caprera. Nell’aprile del 1879 fonda la “Lega per la democrazia”.

Il 14 gennaio del 1880 Garibaldi ottiene l’annullamento del suo matrimonio con la marchesa Raimondi celebrato a Como il 24 gennaio 1860; il 26 gennaio sposa Francesca Armosino.

Il 3 novembre 1889 in Milano Garibaldi assiste alla inaugurazione del monumento dei caduti di Mentana. Nel luglio 1881, sentendosi vicino alla fine, detta le sue ultime volontà.

Nel gennaio 1882 compie l’ultimo viaggio a Napoli e in Sicilia e il 17 aprile ritorna a Caprera col “Cristoforo Colombo”.

Giuseppe Garibaldi morì nella sua casa di Caprera alle 18.22 di venerdì 3 giugno del 1882 all’età di 75 anni e venne sepolto contrariamente alla sua volontà di essere cremato.

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