Arthur Schopenhauer

La vita è una cosa spiacevole, e io mi sono proposto di passare la mia vita riflettendoci sopra. Il mondo è una nostra rappresentazione. L'amore autentico è sempre compassione; e ogni amore che non sia compassione è egoismo.
Nelle persone di capacità limitata la modestia è semplice onestà. Ma in chi ne possiede un grande talento è ipocrisia. Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri. Per non diventare molto infelici, il mezzo più sicuro è di non pretendere di essere felici.
Predicare la morale è facile, il difficile è diffonderla. La gloria la si deve acquistare, l'onore basta non perderlo. Le persone comuni mirano soltanto a passare il tempo, chi ha un po' d'ingegno ... a utilizzarlo.
Il destino mescola le carte e noi giochiamo. La solitudine rende oggettivi, la compagnia sempre soggettivi. La malvagità, si dice, si sconta nell'altro mondo; ma la stupidità in questo.
Perdonare e dimenticare vuol dire gettare dalla finestra una preziosa esperienza già fatta. Per sapere quanta felicità una persona può ricevere nella vita, basta sapere quanto è capace di darne. Ciò che nella vita mi ha sempre ostacolato è stata la mia incapacità, anche in vecchiaia, di farmi un'idea autentica della meschinità e della bassessa degli uomini.
Ciò che rende tanto felice il primo quarto della vita è che ci dedichiamo più a conoscere che a volere. Che i vermi roderanno il mio corpo è un pensiero che posso sopportare; ma che i professori di filosofia rodano la mia filosofia è un'idea che mi fa venire i brividi. Si può essere saggio solo alla condizione di vivere in un mondo di stolti.
La lontananza rimpicciolisce gli oggetti agli occhi, li ingrandisce al pensiero. Dovunque e comunque si manifesti l'eccellenza, subito la generale mediocrità si allea e congiura per soffocarla. E' profondamente stolto respingere da sé una buona ora presente o guastarsela di proposito col rammarico del passato o l'ansia del futuro.



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