Vladimir Nabokov

(1899-1977)


Parla, ricordo
Speak, memory
1966 Mondadori


(L'arte del problema) e' un'arte bellissima, complessa e sterile, legata alle comuni forme del gioco solo come, ad esempio, le proprieta' di una sfera vengono sfruttate sia dal giocoliere nell'escogitare una nuova esibizione, sia dal giocatore di tennis nel vincere un torneo.

In effetti, quasi tutti i giocatori di scacchi - tanto i dilettanti quanto i maestri - si interessano solo blandamente a questi enigmi particolarissimi, fantasiosi ed eleganti, e per quanto possano apprezzare un problema di difficile soluzione, rimarrebbero completamete sconcertati se si chiedesse loro di escogitarne uno.


L'inventare una composizione di scacchi di questo genere implica una ispirazione di natura quasi musicale, quasi poetica o, per essere del tutto esatti, poetico-matematica. Molto spesso, nelle amichevoli ore intermedie della giornata, ai margini di qualche occupazione banale, mella scia oziosa di una riflessione fuggevole, provavo senza alcun preavviso uno spasimo di acuto piacere mentale mentre il bocciolo di un problema scacchistico si apriva improvvisamente e prorompente dal mio cervello, promettendomi una notte di fatiche e di felicita' ...
Un conto e' concepire il tema conduttore di una composizione e tutt'altra e' costruirlo. La tensione mentale diviene formidabile; l'elemento tempo scompare del tutto dalla coscienza; la mano che edifica brancola nella scatola in cerca di una pedina, e la prende, mentre la mente continua ad escogitare sulla necessita' di una finta o di un tappabuco, e quando il pugno si apre, un'ora intera, forse, e' trascorsa, ha ridotto in cenere l'incandescente attivita' mentale di colui che pensava.