"Il Settimo Sigillo"
di Ingmar Bergman (1956)

"E quando l'agnello aprì il settimo sigillo, si fece nel cielo un
silenzio di circa mezz'ora. E vidi i sette angeli che stavano dinanzi a Dio,
e furon loro date sette trombe
E il primo angelo diede fiato alla tromba,
e ne venne grandine e fuoco misto a sangue e furono gettati sopra la terra,
e la terza parte della terra fu arsa, e la terza parte degli alberi fu arsa,
e fu arsa tutta l'erba verdeggiante. E il secondo angelo diede fiato alla tromba
e una specie di grande montagna di fuoco ardente fu gettata dal mare, e la terza
parte del mare diventò sangue
E il terzo angelo diede fiato alla
sua tromba. E dal cielo cadde una stella grande, ardente come la fiaccola
La stella si chiamava Assenzio
"
Siamo presumibilmente nel XIV secolo, Antonius Block sta ritornando col suo scudiero dalla crociata in Terra Santa ed incontra un personaggio alquanto misterioso: ha il volto estremamente pallido ed è vestito di un mantello e di un cappuccio scuri.
"Chi sei?", gli chiede il cavaliere.
E il personaggio risponde: "Sono la morte."
La Morte è venuta a prendere il cavaliere, ma in cambio di una partita a scacchi questi riesce ad ottenere una dilazione al compimento del suo destino.
La Morte giocherà come le si addice con i pezzi neri, e perciò il cavaliere avrà il vantaggio della mossa.