SAVE THE LAST DANCE

L' unica persona di cui hai bisogno è te stesso

 

Già, questa frase lapidaria lascia interdetto lo spettatore, poi con la prima scena, il dubbio che il film di fronte al quale ci si trova non è quello che ci si può aspettare logora dentro...

La storia tratta di due ragazzi che si innamorano e che devono lottare contro i pregiudizi della gente, per vivere il loro amore, il tutto condito da un bel po' di danza.

Il film si apre con una ragazza triste sul treno, il perché è presto scoperto: i fotogrammi della sua audizione si alternano a quelli del drammatico incidente della madre. Sara, la protagonista, al suo arrivo presso il padre, mette le sue scarpette da punta in una scatola sul ripiano più alto, intenzionata a non indossarle mai più. Quel drammatico incidente ha segnato la sua ultima danza...

La vita per Sara che viveva solo della danza, è piuttosto dura: il cambio della scuola, dove lei è l'unica bianca, senza amici, casa nuova ecc... ma nonostante lei fugga, la danza è lì, ad accompagnarla in ogni suo movimento, nel modo in cui cammina, si siede, insomma in ogni singolo gesto. Gli occhi luccicanti di Sara e la sua abilità di fronte all'asse di equilibrio, sono decisamente eloquenti, ha una grazia ed una sicurezza che mancano alle altre ragazze. Ma ahimè, quel sospirato grand jeté liberatorio, per lei, ed anche per lo spettatore, non si decide a giungere. Ma... lo sguardo di Sara di fronte al balletto ci lascia ben sperare: beata, persa, felice, riesce a vivere quello che i ballerini rappresentano sulla scena.

Sara si ostina a rifiutare la danza, che però, riesce a insinuarsi di nuovo nella sua vita, entrando dalla finestra: Sara affascinata dall'hip hop comincia a "prendere alcune lezioni". Sebbene le prime volte si presenti impacciata, a causa del suo rifiuto di danzare, quando si lascia andare riesce ad imparare molto in fretta e ad acquisire una grande abilità.

Un film davvero molto bello, anzi, a livello di danza e qualità di danza, è molto meglio di Billy Elliott, anche se in quest'ultimo, è ovvio che la danza è solo un pretesto per dar vita al film e non è l'interprete principale. Molto ben azzeccata è anche l'idea della storia d'amore fra la bianca ed il ragazzo di colore, a prova che anche oggi certi pregiudizi sono ancora ben vivi; a rincarare la dose è anche il linguaggio piuttosto colorito che accompagna il film. Sara, costretta dai pregiudizi a lasciare l'amore si trova a fronteggiare l'audizione, spietatissima, come sempre, da sola, solo lei e la sua danza. A questo punto Sara ha bisogno di tutta la volontà ed il coraggio per affrontare quella dura prova in un momento per lei non facile, ecco perché la frase lapidaria della locandina: ciò che vuoi ti aiuta a superare tutto e quello che Sara vuole davvero è danzare.

Lo spettatore entra nel film, soffre con Sara, questo suo desiderio di reprimere la danza fa soffocare e il grand jeté che chiude la performance dell'audizione è davvero una liberazione, non solo per Sara ma anche per il pubblico in sala.

Standing ovation per la controfigura di Julia Stiles, che da prova di possedere davvero un'ottima tecnica, requisito fondamentale per entrare alla Juliard!!!

Ultima nota: la colonna sonora è un vero brivido e lo spettatore si rende conto che il film non era quello che si aspettava, semplicemente perché è anche meglio!!!

E per chi ne vuole sapere di più...

www.savethelastdance.com

 

 

 

pagina curata da Sara Buratto