L'ONDA ELETTRICApagina seguente


CARICABATTERIE PER ALCALINE

 

Questo circuito è stato progettato specificamente per ricaricare batterie alcaline. La strana connessione del transistor in ciascun circuito di carica lo porterà ad oscillare, chiuso o aperto, trasferendo in questo modo la carica accumulata nel condensatore alla batteria. Il LED arancione lampeggia circa 5 volte al secondo con una batteria di 1,37V. Lampeggerà più velocemente con una batteria totalmente scarica ma smetterà di lampeggiare quando la batteria sarà completamente carica. Potete lasciare la batteria nel caricatore poiché il caricatore provvederà a mantenere la tensione a circa 1,6V. Per tarare il circuito è necessario collegare una batteria nuova, mai usata, e regolare il trimmer fino a quando si hanno le oscillazioni, Quindi tornare un po' indietro fino a quando non si hanno più oscillazioni e il circuito è pronto. Occorre usare solo i componenti specificati: i transistor, il colore dei LED, la tensione e potenza dei zener concorrono alla tensione finale ai capi della batteria da caricare. E' stato incluso anche un semplice circuito di ricarica a 9V: caricherà la batteria fino a 9,3V per poi mantenerla indefinitivamente: il LED verde è spento durante la carica e sarà completamente acceso quando la batteria sarà vicino alla sua tensione finale.

Un trasformatore da 2,5VA è in grado di alimentare fino a 4 circuiti di carica anche se solo due sono mostrati nello schema. I circuiti sono tutti indipendenti così da minimizzare le reciproche interferenze e non hanno niente in comune tranne il trasformatore, inoltre, per avere un carico bilanciato si è preferito mettere metà dei circuiti su di una semionda e l'altra metà sull'altra semionda. Assicuratevi che i transistor siano del tipo ad alto beta come il BC337-25 o meglio BC337-40. Data la dispersione dei parametri del transistor, potrebbe accadere di non avere l'oscillazione del transistor: in questo caso occorre utilizzare uno zener con una tensione leggermente più alta, per esempio da 7,5V anziché 6,8V oppure utilizzare un led verde al posto di quello arancione.

Tutti i tipi di batterie alcaline da 1,5 nominali possono essere ricaricate: occorre circa un giorno per una batteria di tipo AA o per una da 9V ma servono diversi giorni per una batteria di grande capacità tipo D. Il miglior sistema è quello di non scaricare completamente la batteria ma piuttosto di fornirgli una breve carica ogni tanto anche se questo risulta un po' scomodo. Non ricaricate batterie completamente scariche o batterie che mostrano anche il minimo segno di danno. La miglior ricarica si ottiene quando la batteria è ancora carica al 70%. Più la batteria e lasciata scaricare e meno sarà efficace la ricarica. la tensione sul secondario del trasformatore dovrebbe essere di 9,5Vac per un corretto funzionamento.

Ho provato a ricaricare con successo anche gli accumulatori al NiMH. Sebbene il profilo di carica sia abbastanza diverso dalle batterie alcaline, il circuito sembra funzionare bene anche se è opportuno non lasciare le batterie per sempre nel caricatore a causa della possibilità di sovraccarico specialmente per le batterie più piccole.

Il primario del trasformatore di alimentazione deve essere naturalmente adatto alla tensione di rete: in Italia è di 220-230Vac.


INVERTER DA 5W

 

Un unico transistor è tutto quello che vi serve per questo semplice inverter. Il principale scopo di questo circuito è quello di fornire una corretta alimentazione per tutti i tipi di caricabatterie che normalmente si collegano alla rete come quelli per cellulari, rasoi elettrici, ecc, perfino una lampadina elettronica al neon da 5W ha funzionato regolarmente. Sono stati usati solo componenti facilmente reperibili. Il trasformatore è un comune trasformatore d'alimentazione da 10VA con due secondari da 6 V collegati come mostrati nello schema. La frequenza di funzionamento va da 70 a 190Hz secondo la natura del carico. Questa frequenza è accettabile per la maggior parte dei carichi ma ovviamente non va bene per alimentare dispositivi il cui funzionamento corretto dipende dalla frequenza come orologi e alcuni tipi di piccoli motori elettrici. Il transistor non richiede alcun dissipatore se è montato sulla scatola metallica che contiene l'inverter. La piccola lampadina al neon all'uscita fornirà un'utile indicazione sulla presenza di una tensione pericolosa. E' consigliabile l'aggiunta di un fusibile da 2.5A sulla linea d'ingresso. Il funzionamento è semplice: accendere l'unità e collegare il carico tenendo d'occhio che la lampadina al neon rimanga sempre accesa: certi caricatori di tipo switching richiedono una corrente di picco iniziale che potrebbero apparire come un corto circuito all'uscita e quindi spegnere il neon; in questo caso occorre provare a connettere il carico ripetutamente finché funziona in maniera corretta. Un corto circuito temporaneo all'uscita o un'inversione momentanea della tensione all'ingresso non danneggia l'inverter. L'efficienza non è stato uno dei parametri di progettazione comunque è stata misurata tra il 50 e 60%. L'onda è solo vagamente sinusoidale. Provare a invertire il collegamento di uno degli avvolgimenti a 6V se avete difficoltà a farlo oscillare.

 


TESTER PER ACCUMULATORI

 

Controllare l'accumulatore della macchina dovrebbe essere più facile con questo circuito che misura la resistenza interna dell'accumulatore stesso. Gli impulsi generati dal 555 sono utilizzati per pilotare un carico fittizio e la tensione alternata che si genera ai capi dell'accumulatore fornisce un'indicazione della sua resistenza interna: più bassa è la tensione più è buona la batteria. La tensione alternata viene letta per mezzo di uno strumento digitale connesso all'uscita e in grado di leggere i pochi millivolt generati. Fili separati sono utilizzati per il carico fittizio e per la sezione di misura. I fili devono essere connessi ai rispettivi capi della batteria ma non dovrebbero toccarsi tra di loro. Questo evita delle letture erronee causate dall'imperfetto contatto del carico fittizio. La resistenza interna dipende anche dalla temperatura; questo è il motivo dell'interruttore: hot si applica per una temperatura della batteria (non ambiente) compresa tra 35 e 52 gradi centigradi, normal vale per una temperatura compresa tra 16 and 34 gradi e cold va bene per una temperatura da -4 a 15. Oltre questi limiti la lettura diventa inaffidabile. La resistenza interna dipende anche dalla capacità della batteria. Il potenziometro da 100 ohm seleziona la capacità della batteria: tutto ruotato verso il positivo per batterie da 100Ah e tutto ruotato verso il negativo per batterie da 32Ah. Nel prototipo è stata usata una scala graduata contrassegnata uniformemente da 32 a 100. Questo significa che possiamo misurare batterie con una capacità da 32 a 100Ah. Poiché ci sono anche un certo numero di batterie più piccole da 12V, specialmente per i sistemi di allarme, è stato pensato ad un interruttore che, nella posizione X1, cambia la portata coprendo così il campo da 3,2 a 10Ah. L'unità ha 6 fili che vengono fuori dalla scatola: due per il carico fittizio, due per la sezione di misura e due che vanno allo strumento digitale. Il funzionamento è semplice: fissate la portata, la temperatura e la capacità della batteria, quindi collegate il carico fittizio e i fili della sezione di misura ai capi della batteria e leggete la tensione in alternata: si è al sicuro se si leggono sotto i 10-12mV altrimenti è meglio fare una buona ricarica e se risultano ancora oltre i 10-12mV allora probabilmente avete bisogno di una nuova batteria. Un luminoso LED arancione indica che l'unita è connessa e funzionante.


FUSIBILE ELETTRONICO

 

Protezione contro i corto circuiti e i sovraccarichi sono dati da questo circuito che trova impiego sui tavoli da lavoro nelle scuole tecniche e presso i laboratori dove c'è bisogno di lavorare direttamente con la tensione di rete. Caratteristiche addizionali sono una lampada rossa ben visibile che indica che vi è tensione; un buon isolamento del circuito d'uscita quando il circuito è disattivato, solo alcuni millivolt sono stati misurati senza carico; soglia di corrente regolabile entro un campo limitato e la possibilità di disattivazione remota: i 6V del secondario possono essere portati ovunque, normalmente dove state lavorando, anche lontano dal circuito di protezione. Premendo il pulsante si mette in corto circuito l'avvolgimento bloccando così il funzionamento e la tensione in uscita viene rimossa. Un led è posizionato accanto al pulsante per indicare se il circuito è in funzione o meno. Ulteriori circuiti di blocco remoti possono essere collegati in parallelo se richiesto. Il circuito si disattiva se un corto è applicato all'uscita senza che salti il fusibile, tuttavia il fusibile salta se si attiva il circuito mentre un corto circuito è già presente. Se avete dei dubbi, prima attivate il circuito e poi applicate il carico. Il triac BTB12-600SW è del tipo "snubberless" (cioè non richiede il classico circuito RC di stabilizzazione) mentre il T0805 è un triac standard: si possono usare altri tipi equivalenti ma, per il modo in cui sono pilotati, non si può usare in questo circuito un triac "snubberless" al posto di quello standard e viceversa. L'induttore da 250 μH è realizzato avvolgendo 100 spire di filo smaltato da 1mm su un supporto dal diametro di 27mm e larghezza di 12mm. Il trasformatore di alimentazione è un trasformatore standard con 2 avvolgimenti per il primario collegati in modo tale che il circuito si autoalimenta una volta attivato. E' importante individuare, per motivi di sicurezza, il neutro e la fase (live) e collegarli come indicato. Lo stesso circuito è stato realizzato con un limite di corrente tra 0,1 e 0,3A. In questo caso dovete cambiare il fusibile da 6,3A a 1,5A e la resistenza da 1Ω  a 10Ω. Questa resistenza è del tipo cementato e non del tipo corazzato. Questi ultimi sopportano male il momentaneo forte sovraccarico che ha luogo in caso di corto circuito. La massima tensione di caduta tra entrata e uscita è compresa tra 1V con carico nullo o piccolo e 3.6V con una corrente di 2A.


RELAY AD IMPULSI

 

Questo circuito converte un relay standard in un relay passo-passo detto anche a impulsi: Se si preme il tasto si attiva e se lo si preme di nuovo si disattiva. Per questo scopo occorre un relay con 2 scambi: uno è usato per il circuito stesso ed il secondo è utilizzato per un circuito esterno. Qualche volta è difficile se non impossibile trovare relay ad impulsi, usati talvolta nei cablaggi elettrici, e questa è una possibile soluzione. Il relay usato in questo circuito è di potenza con i contatti da 10A ed una resistenza della bobina di 28Ω. Il circuito non assorbe corrente quando è a riposo ed è possibile scalarlo per circuiti operanti a tensioni più alte. Il relay deve essere sempre di una tensione metà della tensione di alimentazione, nel nostro caso è un relay da 6V per una tensione di alimentazione di 12V. La resistenza in serie con la bobina deve avere una resistenza uguale o leggermente più alta di quella della bobina stessa e l'altra resistenza dovrebbe essere all'incirca il doppio della resistenza della bobina. I condensatori sono tutti da 25V. Il valore dei condensatori dipende dalla resistenza del relay: più è alta la resistenza più è basso il valore dei condensatori. Poiché i condensatori hanno bisogno di un certo tempo per caricarsi o scaricarsi, occorre un intervallo di circa 0,5-1sec tra un operazione e l'altra del pulsante. Un semplice alimentatore non stabilizzato è più che adeguato per alimentare uno o più di questi circuiti. 

 


LED BRILLANTI

Se volete avere un LED  che fa bella figura sul pannello del vostro apparato, potete provare questo accorgimento: passate ripetutamente una carta vetrata fine sulla superficie di qualsiasi LED trasparente e chiaro fino ad avere una

                                                                             superficie biancastra.



 

Altro non c'è da fare e rimane solo da accenderlo e vedere il risultato. Non usate carta vetrata extra fine poiché non incide abbastanza sulla superficie plastica del LED, in altre parole, non va bene la carta vetrata normalmente usata per i metalli. Poiché la differenza con un LED tradizionale era abbastanza vistosa, sono stati fatti alcuni test di





comparazione: le foto 2 e 5 si riferiscono rispettivamente ad un normale LED trasparente, di colore rosso nel nostro test, che illumina frontalmente uno schermo e poi inclinato a circa 60°. I risultati sono stati quelli che ci si aspettava: molto luminoso se visto frontalmente e più debole se visto fuori asse. Lo stesso LED (foto 1 and 4) dopo il "trattamento": è leggermente più debole se visto direttamente di fronte ma è molto più luminoso quando è fuori asse e fornisce un'apparenza globale migliore. Le foto 3 e 6 si riferiscono ad un LED standard a luce diffusa e, da come si può vedere, è nettamente più debole. La parte bianca delle foto è dove la luce è più intensa e con un contenuto alto di raggi infrarossi. Dal momento che molte macchine fotografiche digitali sono molto sensibili ai raggi infrarossi, essi vengono registrati come una macchia bianca. Questo non è propriamente un circuito ma ho pensato di condividerlo e a meno che non necessitiate della piena luminosità frontale di un LED potete usare questo accorgimento con qualsiasi LED trasparente, in particolare con i LED blu dove si ha un effetto molto gradevole. 



 


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