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MONTESILVANO |
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ODE AL
CHIETINO
Oh
chietino, dopo tanto
hai la tua soddisfazione.
Da
30 anni rosicavi
senza
pace o remissione.
Te
ne stavi sconsolato
dallo scalo a filippone
passeggiando nella villa
del paese camomilla.
La
tristezza ti assaliva
per il tempo invan trascorso
nella noia piu' profonda,
corso,piazza,piazza e corso.
Miserevole esistenza
ogni giorno e' sempre uguale
se la
vita scorre piatta
e
le cose vanno male.
Quando il tempo non ti passa
nel grigiore piu' totale
non c'e' ormai nessun rimedio
e
cammini a coccia bassa!!!
Tu
la gioia non sai cos'e'
il
sorriso non conosci
oh
chietino miserabile
e'
per questo che ti angosci.
Della terra non sapevi
le
dolcezze che procura
la
tua vita era un disastro
Oh
matrigna la natura
che ti volle cittadino
di
chi un tempo fu teate
ma
per forza del destino
or
le cose son cambiate.
Ora sei solo chitino,
senza vanto e senza gloria,
perche' ad altri e' riservato
il
futuro della storia.
Questo tu non lo sopporti
e
l'ividia ti divora
ma
dovresti pur saperlo
il
progresso ormai t'ignora.
Ora sei solo chitino
in
Abruzzo il piu' sfigato
triste solo e senza vita
compatito ed ignorato.
Anche chi come e' pur giusto
ti
dovrebbe star vicino
ha
abbracciato con amore
la
bandiera col delfino.
E da
Francavilla a Ortona
da San
Salvo a Sambuceto
tu non
trovi una persona
che vi
stimi,anche per sbaglio
perche'
siete solamente
dilettanti allo sbaraglio.
Ma anche
tanti tuoi paesani
meno
ottusi ed invidiosi
ricalavano dal colle
in
quegli anni assai gloriosi
non
perdendo l'occasione
tutti
fieri ed orgogliosi
di
tradire i neromerdi
e tifare
il Galeone
Ora dici che di Achille
tu
sei il figlio prediletto
ma
il tuo caro genitore
assistendo al tuo declino
da
laggiu',dall'oltretotomba
ti
ripudia con livore
e
imprecando e bestemmiando
si
rivolta nella tomba.
Tu
ci chiami pesciarolo
ma
la cosa a noi ci piace
noi ti siamo superiori
e
per questo non hai pace
Puoi chiamarci come vuoi
ma
non hai nessun appiglio
e
percio' caro chitino
senti questo mio consiglio.
Senza boria o presunzione,
te
lo dico con affetto,
come fosse padre a figlio:
taci e Portaci Rispetto.
Quando il Sabato ricali
e
abbandoni
il tuo paesello
ti
rivesti da cafone
e
ti metti pure "il gello".
La
citta' ti piace tanto
pero' tu
ti trovi male
perche'
non sei abituato
al suo
ritmo assai vitale.
E
ti trovi un po' a disagio
provocando grandi ingorghi,
abituato
al tuo trattore,
e
guidando troppo adagio.
Poi di sera che figura,
senza aver battuto un chiodo,
tu
mi intasi il lungomare
per cercare almeno il modo
di
sconfiggere l'arsura,
e
ridurre il tuo divario
in
spasmodica ricerca
di
un amore mercenario
A
Pescara c'e'anche questo
e oltre
a questo c'e' di tutto.
Qui c'e' vita c'e' speranza
ogni voglia e' garantita
in
qualsiasi circostanza
Ma
nessuna ti si caca
il
bottone non si attacca
pure oggi e' andata buca
e la
voglia non si placa.
E
facendoti idee strane
con lo sguardo da arrapato
metti mano al portafoglio
e
te ne vai con le puttane.
Ed e'
questa la tua sorte
stare
sempre tra i perdenti
ieri
oggi e poi domani
tu lo
prendi mbacc ai denti.
Ora hai
vinto una partita
e'
arrivato il tuo momento
la
rivalsa di una vita
dopo
anni di tormento.
Ma
vedrai non e' finita
la
realta' non e' cambiata,
la tua
vita non migliora,
ed il
calcio non riscatta
l'esistenza disgraziata.
E'
rimasta molto indietro
la
citta' a te tanto cara
e la
gente ti domanda:
<<Ma e'
Provincia di Pescara?>>
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