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| MORENO
BACCICHET - Evoluzione del concetto di paesaggio in Italia dalla
fine dell'Ottocento a oggi
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I primi passi nell’800.
La necessità di conservare alcuni paesaggi naturali e culturali
emerse in modo forte in piena età romantica e proprio dall’interno
dei settori intellettualmente più preparati della società
postunitaria.
Molto spesso questa scoperta o riscoperta degli spazi aperti modellati
dagli agenti atmosferici e dall’uomo seguiva i nuovi interessi
scientifici e ludici di una società borghese che si affacciava
all’industrializzazione o di quelle classi che cominciavano a
riscoprire il territorio e i suoi abitanti in una visione bilanciata
tra populismo e scientismo.
Credo che da questo punto di vista l’azione di letterati come
la Percoto o lo stesso Nievo riassuma un atteggiamento di attenzione
al territorio e al popolo minuto che sarà poi ripreso sul finire
dell’800 anche dalla classe politica friulana. Parallelamente
gli Asquini, i Freschi, ecc dimostravano di leggere il territorio e
le sue trasformazioni con una prospettiva esclusivamente economica,
rinunciando persino al confronto, ormai ineludibile, tra campagna e
città, oppure tra attività tradizionali e industrializzazione.
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(intero contributo)
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