UN PITTORE CHE PENSA

di Guido Perocco

studioso e storico dell'arte

 

Non è facile incontrare "un pittore che pensa".

La frase sembra buttata giù a caso, è invece frutto di una osservazione acuta e molto meditata di Umberto Boccioni, un pittore che pensava molto. Antonio Boatto dà subito l'impressione d'un pittore che pensa, medita, si strugge, si interroga. Di qui il fascino della sua opera, anche se i soggetti non sono piacevoli, ed anche se qualche opera va fuori dei canoni della bella pittura; stride, anzi, perchè è distratta da qualche cosa d'altro, che urge più forte. C'è un margine di pensiero che illumina l'apparente semplicità e trasparenza delle opere di Antonio Boatto, margine che porta la composizione verso l'astrazione pura, ed il colore ad un risvolto metafisico: un'apparenza che va al di là della realtà. Mi pare che da questi fattori primi ed essenziali provenga il fascino della sua opera, per quella parte di buio che rimane sempre nelle visioni apparentemente più luminose, quel salto al di là della fisica, quando essa appare così razionalmente espressa. Fascino che col tempo si fa più sensibile e più forte per qualcosa che si avvera entro una tematica pittorica, che si rifà, in ultima analisi, a due motivi conduttori ben chiari: quello religioso e quello materno. L'uno e l'altro fanno parte di un intimismo intenso, che si compenetra togliendo i margini al religioso verso qualcosa d'altro, che appartiene ad una angoscia dell'essere, e al materno verso qualcosa d'altro, che appartiene sempre alla donna, alle varie gamme della sua visione. Uno strano espressionismo sta al fondo di questa apparente calma e di questa inquietudine notturna e diurna. Boatto risolve sicuro mediante la sua pittura questa tensione. con un colore che viene imposto non tanto dall'apparenza fisica, quanto dalla liricità delle situazioni, dell'anelito, diremmo meglio, al quale tende ogni composizione. Ed è proprio questo anelito che, in ultima analisi, dà vita e porta ad un fermento questi quadri, che presi a freddo, potrebbero essere visti in modo tanto diverso. L'espressione artistica d'oggi è tutt'altro che monotona: è ricca, va- dell'Università ria, tormentata, piena di spiragli, che dal semplice ci portano al com plesso e dall'aperto al chiuso, al raffinato, al sottile, appena percettibile. Boatto va visto da questi lati opposti, senza timore, perchè l'uno e l'al tro coesistono, si compenetrano e si integrano. Si tratta di un artista autentico.