EROS E POESIA

 

del Prof. Nicola Costantino

 

          L’eros produce la dimensione estetica dell’uomo, secondo la visione di Platone espressa soprattutto nel Convito e nel Fedro  e ripresa con originalità interpretativa da Marcuse in Eros e civiltà , là dove l’istinto sensuale viene trasformato in sublimazione liberatoria ed esperienza artistica: “Questa esperienza  che rende all’oggetto la sua libera esistenza, è opera del libero gioco dell’immaginazione. Da questo mutamento radicale dell’atteggiamento verso l’esistenza, risulta una nuova qualità del piacere, generato dalla forma nella quale ora l’oggetto si rivela…Questa è la manifestazione della bellezza…L’ordine della bellezza risulta dall’ordine che governa il gioco dell’immaginazione”.

          Il cambiamento del significato di Eros da Afrodite “ volgare “ ad Afrodite “celeste” e quindi della dialettica del desiderio di bellezza nel passaggio dalla realtà sensibile a quella poetica  e alla stessa capacità di contemplare o produrre il bello, già segnalato da Platone, assume in Marcuse un

valore estetico straordinario nella teoria e pratica dell’arte, la cui verità è la liberazione  della sensualità mediante la riconciliazione con la ragione e l’immaginazione produttiva. Perciò l’arte non può essere imitazione del mondo, ma “disimpegno” dal mondo e suo annullamento nella creazione spirituale del soggetto e nella trasfigurazione ideale della realtà. Per questo motivo il filosofo ateniese condannava l’arte imitativa, perché è un disvalore, mentre esaltava l’arte creativa perché è impulso irresistibile verso la bellezza eterna. Questo impulso è appunto l’Eros, frutto di libertà e ricerca della realtà suprema.

          La poesia è dunque la forma più autentica di liberazione : è il grande linguaggio della comunicazione dell’Eros che stimola e arricchisce l’umanità e ristabilisce i contatti tra l’umano e il divino. Platone stesso fu uno straordinario poeta. La forma dialogica delle sue opere, la sua ironia e la costruzione di miti cui fece ricorso per esprimere la sua dottrina filosofica, mostrano già la poeticità della sua produzione e affidano alla poesia il compito di svelare i segreti dell’uomo e della natura, anche dentro la caverna del mondo, quando la luce diventa fioca e le speranze e le illusioni riemergono dall’oscurità.

           Ho sempre sostenuto che il piacere dell’arte è opposto a quello sessuale, perché lo nega e lo trascende nella ricerca di un piacere più forte connesso alla spiritualità e alla libertà dell’anima, che smonta e ricompone le immagini sensibili nella creazione delle opere artistiche.

          . L’Eros poetico parte dal mondo sensibile ma non vi rimane attaccato, anzi lo trasferisce nello spazio celeste per esprimerlo in modo significativo, con caratteri passionali che appartengono non più alle passioni effimere e volgari, bensì a quelle sostanziali della sublimazione ideale. Un’arte libera  è perciò un aspetto essenziale dell’uomo libero, e può sopravvivere in tutte le circostanze storiche e geografiche, ed è il segno profondo della civiltà liberata.

          L’arte può contenere l’osceno, ma non s’identifica con l’oscenità. Il carattere artistico non può cadere nello squallore, anche quando lo descrive senza compiacersene. La visione estetica è un insieme di segni, immagini e simboli che si riferiscono ad una sfera superiore e trasmettono messaggi non banali, anche se riferibili a realtà quotidiana. La struttura dell’opera, ispirata dall’Eros, solleva dalla contingenza e introduce al mondo del possibile, in cui si alimentano i bisogni più alti dell’uomo e della vita sociale. La poesia non prospera nel mondo volgare ed anzi  rievoca con nostalgia i tempi del mito come simbolo di una dimora che riappare in nuove forme e con nuovo vigore, giacché Eros è amore dell’immortale e generatore di opere nobili: Eros è “qualcosa di mezzo tra mortale e immortale, un  demone grande”( Platone, Convito).