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  La storia della mia Sertum 

Nel 1970....erano i primi di febbraio (... che freddo ragazzi!!!!), avevo poco più di vent'anni, e durante il rientro di uno dei miei giri con la moto da cross (allora avevo un Gilera Giubileo-98 super-elaborato con il quale, ogni tanto, giravo per boschi e montagne attorno a Lecco) trovai questa moto, con un nome per me allora completamente  sconosciuto, sola soletta e abbandonata in un viottolo della campagna, appoggiata ad un muretto in mezzo alle vigne, esposta a tutte le intemperie, estate ed inverno ... sole, acqua, neve, tivano e breva tutti i giorni dell'anno ed era un bel mucchio di ruggine .... ma mi innamorai subito del suo  serbatoio, anche se arrugginito, per la sua forma strana.... "vecchiotto".... filante.... a goccia totalmente diverso da quello delle altre moto .... e me lo immaginai subito brillante di cromo e di scritte d'oro .... e anche la linea del telaio, con quel manubrio basso... quasi dritto.....tipo "sport"...... Insomma bellissima!!!!! Trovai il proprietario, che era di quella zona, il quale mi disse che la moto era "regolare", e che doveva avere da qualche parte anche i documenti (libretto di circolazione e foglio complementare) la targa invece era ancora attaccata alla moto ...Mi accordai subito per acquistarla per 15 mila lire!!!...e mi disse anche che se avessi portato una batteria nuova (6 volts), della benzina, dell'olio motore e due candele nuove, molto probabilmente la moto sarebbe anche partita, anche grazie alla bella discesa che aveva davanti.  

.....e così fu!!!!!... olio, batteria, candele e benzina per cominciare, poi la discesa fece il resto del miracolo.... 

 VA...VA...VA...VA...VUUMMMMMMMMMMMAAAA!!!!!!!!!!!...PR.PR..PR...PR

una fumata ..!!!! ...immensa ..!!!!.... prima nera .... poi grigia .... infine bianca, ma il motore girava .... piano ...prendeva pochi giri .... tendeva a grippare .... si "induriva" .... ma girava!!!!!  senza spegnere il motore  (....dove avrei ritrovato un'altra discesa così miracolosa????...), riuscii a portarla nel giardino di un amico, il Peppo, (.... quasi 15 km praticamente senza freni!!!!) dove dentro una serra per i fiori, su un tavolone di legno, iniziammo a smontarla: di irrecuperabile c'era solo la sella di pelle, o quello che ne rimaneva, tutto il resto, anche se quasi tutto da restaurare, era abbastanza integro, al punto di riuscire a capire come era fatto per poterlo eventualmente rifare. Dopo aver smontato tutto, fino all'ultimo bullone, avevamo una quantità infinita di pezzi, ben allineati su un altro tavolo: la carrozzeria (..targa, parafanghi, serbatoio, fanale anteriore e posteriore, manubrio e sella), il telaio con il suo forcellone, le ruote (smontati i copertoni, i raggi, i mozzi e i freni), le sospensioni posteriori (a molle e ammortizzatori idraulici ad olio), la forcella anteriore (a molle e ammortizzatori idraulici ad olio), il motore, e l'impianto elettrico costituito dalla matassa di fili elettrici di collegamento dei vari componenti (faro anteriore, chiave di accensione, fanale posteriore con luce di posizione e di stop, batteria, dinamo, clacson e interruttori vari).  ...a quel punto affrontammo il motore...si ...è proprio il caso di dire che lo affrontammo, perchè da solo pesava almeno 80 chili....prova tu a spostarlo da solo!!!!!..... una volta tolta la testata, che essendo a valvole laterali, per la precisione sul davanti del fronte marcia, è solo un coperchio piatto come per i due tempi, smontato il gruppo selettore marce e pedivella avviamento motore, che è esterno a destra, smontato il gruppo distribuzione albero a cammes con pompa olio, che è nel carterino esterno a destra, tolto il gruppo cilindri-valvole e pistoni, la dinamo, il gruppo frizione e rinvio albero motore, che è nel carterino esterno a sinistra, si riuscì ad aprire il carter motore come un guscio e smontare così l'albero motore, che aveva tre supporti di banco, due laterali ed uno centrale, tutti a cuscinetti a rulli, i due colli d'oca con le bielle e i due alberi del cambio marce.

I pistoni, belli grippati, poco dopo partirono assieme ai cilindri e alla guarnizione di rame della testata per la fabbrica Asso per essere rifatti sul modello dei vecchi, ed  i cilindri per essere alesati e rettificati a dovere sulla base della misura dei nuovi pistoni e delle relative nuove fasce elastiche. All'albero motore, che era abbastanza in ordine, furono cambiati i cuscinetti di banco e dei colli d'oca delle bielle nonché i cuscinetti in testa di biella..... neanche a dire che in quel occasione dovemmo fabbricarci tutta una serie di estrattori ad hoc, sopratutto per rimuovere i cuscinetti a sfera dalle loro sedi nel carter motore. Ci furono due casi in cui dovemmo far "riboccolare" da un'officina di rettifica le sedi del cuscinetto perchè essendosi grippati, si erano messi a girare anche gli anelli esterni del cuscinetto, "spanando" completamente la loro sede nel carter. Il cambio era abbastanza in ordine, nel senso che non presentava particolari usure negli ingranaggi dell'albero primario e dell'albero secondario, mentre l'ingranaggio selettore, quello che "cambia le marce" ingaggiando i due alberi scorrendo su una brocciatura, scorreva bello libero e senza particolare gioco.  I ferodi a tassello della frizione (4 dischi) presentavano ancora un bello spessore (almeno 3 mm)....... Le valvole invece erano un vero disastro!!!!  le valvole di scarico presentavano entrambe sulla battuta di sede una corrosione irrecuperabile, non altrettanto l'incasso delle sedi  (....molto meglio così anche perchè non erano mai state rettificate e quindi c'era abbastanza materiale per la rettifica), mentre le valvole di carico erano quasi perfette....la piacevole sorpresa era che sia la geometria e le misure, sia il materiale delle valvole di carico erano gli stessi delle valvole di scarico, e quindi perfettamente intercambiabili. Per sostituire le valvole di carico un vecchio meccanico, che ci seguiva "da lontano" nella nostra avventura (... era la nostra prima moto ed il nostro primo motore!!!!) ci suggerì di controllare se le valvole di carico del motore Alfa Romeo 1600 (... quelle al sodio!!!) avevano le stesse misure (diametro e lunghezza gambo e diametro della valvola), perchè secondo lui potevano andare.   .... e così fu....tranne che le valvole Alfa Romeo avevano la sede di blocco del bicchierino molle con un profilo diverso..... per fortuna però più piccola di quelle Sertum e quindi, montate su una rettifica a smeriglio, furono allargate e adattate a misura dei fermi della Sertum.  Ritornato dopo 15 giorni il gruppo cilindri-valvole con la nuova guarnizione in rame della testata, con i nuovi pistoni e le nuove fasce elastiche, (tra l'altro i nuovi pistoni non avevano più la seconda sede della seconda fascia raschia-olio che in origine era posizionata alla fine del pistone), i cilindri furono mandati all'officina di rettifica per rifare le sedi delle valvole e cambiare anche le guide-valvola perchè fuori tolleranza. A quel punto fu possibile rimontare le valvole con le loro molle, i bicchierini ferma-molle con i fermi dei bicchierini perfettamente ingaggiati nelle loro nuove sedi; nell'attesa della consegna dei nuovi pistoni dalla Asso, avevamo fatto controllare dall'officina di rettifica l'allineamento dell'albero motore e serrare i bulloni degli attacchi conici degli alberi di manovella; successivamente quindi rimontammo l'albero motore sui nuovi cuscinetti di banco,  i due alberi del cambio e richiuso il carter motore. Montammo i nuovi pistoni con le nuove fasce elastiche sulle bielle, il gruppo cilindri-valvole infilandoci i pistoni, il carterino destro con la distribuzione a ingranaggi dell'albero a cammes, utilizzando le marcature di sincronismo sugli ingranaggi che avevamo annotato prima di smontarli, la pompa dell'olio ed il carterino sinistro con il gruppo frizione con il suo rinvio parastrappi sull'albero motore. Per la registrazione dei giochi delle valvole ci basammo sulle misure della cinquecento Fiat : 0,25 mm per il carico e 0,30 mm per lo scarico....ci andò bene!!!!  Le varie guarnizioni dei carter furono ricavate da fogli di carta per guarnizione e con..... mastice  a fiumi....

Durante tutte queste lavorazioni meccaniche le parti di carrozzeria erano state affidate ad un carrozziere per essere sistemate e verniciate a fuoco di un bel nero brillante.  Il serbatoio della benzina, dopo essere stato pulito dalla ruggine all'interno, il faro, i cerchioni delle ruote, le fodere della forcella anteriore, la pedivella di avviamento, il pedale del cambio e vari rinvii del selettore, più una miriade di pezzi e pezzettini, bulloni e bulloncini, staffe e staffette, furono invece portati ad una officina di cromatura che ce li riconsegnò indietro dopo 15 giorni, praticamente assieme ai parafanghi, telaio, forcellone e gli altri pezzi dalla carrozzeria. Un'altra officina rifaceva i ferodi delle ceppi dei freni. Con il motore completamente rimontato, cominciammo a rimontare tutta la moto e a rifare tutto l'impianto elettrico ex-novo basandoci sul vecchio schema di cablaggio.  A quell'epoca non trovammo chi ci poteva rifare le marmitte di scarico e i relativi tubi di scarico, per cui rimontammo quelli vecchi...... certo con quel po' po' di cromature, i vecchi tubi e le vecchie marmitte non ci facevano certo una belle figura, però nell'insieme non si notavano troppo.

Tempo totale di lavorazione, naturalmente NON a tempo pieno, a volte qualche ora il pomeriggio, a volte la sera, a volte niente, a volte tutto il giorno, sempre il sabato e la domenica, però sempre in due e compresi i tempi delle varie officine e carrozzeria, circa 4 mesi.

Non credo di potermi dimenticare l'emozione provata il giorno (..ai primi di giugno...) che il motore ripartì con un rombo di tuono!!!!! (....per forza ...mancavano le marmitte!!!!)  e la solita fumata... questa volta però solo bianca!!!!  .... per circa 1 mese ho girato senza sella, con una coperta di lana arrotolata e fissata con fil di ferro al posto della sella....non potevo tenerla ferma!!!!  poi al negozio ricambi moto arrivò un bella sella tipo Alcione Guzzi, che ancora è quella montata, e anche un bel sellino posteriore per il trasporto della morosa (...la Paola…lo zainetto....romana "de Roma" !!!).

La Sertum divenne il mio principale, e col tempo unico, mezzo di trasporto: all'epoca facevo l'università a Milano, il venerdì sera tornavo a Lecco ed il lunedì mattina o la domenica sera tornavo a Milano dove mi scorazzava da casa all'università, dagli amici .... al cinema ... estate e inverno,.... si vede che allora non pativo troppo il freddo, anche se qualche volta abbiamo (io e la Sertum) preso oltre l'acqua anche la neve!!  Nel 1972 mi trasferii a Roma dove dovevo completare gli studi universitari (…e devo dirlo …anche perché c’era sempre la morosa sul sellino posteriore!!!!) e naturalmente mi sono portato bagagli appresso la Sertum. Nel 1973 mi laureo, ...nel 1975, dopo il militare, lavoro in una grande azienda di Roma, e mi sposo la Paola. Vi chiederete cosa c'entra questo .....  c'entra!!! ... c'entra!!!!  perchè intanto in tutti quegli anni la Sertum continua a scorazzare per le vie e per le piazze di Roma e circondario ...per i Castelli!!! (…sempre con lo zainetto sul sellino posteriore !!!!), nel frattempo il Comune di Lecco mi "sfratta" e sono obbligato a prendere la residenza di Roma....e per NON cambiare la targa ...che è una "CO-antica", (allora con il cambio di residenza era obbligatorio il cambio della targa), faccio un passaggio di proprietà della Sertum a mia sorella che ovviamente risiede a Lecco, felicemente sposata e senza nessuna voglia di cambiare città.  Comunque,...scorazza oggi e ...scorazza domani ….il tempo passa e nel 1978 nasce il primo figlio, Luigi e nel 1980 il secondo, Andrea (... poi basta...)  A quel punto e con due figli piccoli, io dico che la moto ti può solo servire se vuoi scappare, bello lontano da casa!!!!!.... ed allora, (siamo nel 1981) con la morte nel cuore e per non rivedere la Sertum (purtroppo non avevo garage allora!!!) un'altra volta appoggiata ad un muretto, esposta a tutte le intemperie estate inverno, l'ho smontata completamente e messi tutti i pezzi (qualche centinaio..!!!!) in 4 casse di legno, che ci hanno puntualmente seguito nei nostri tre traslochi di casa.