BoBotto
Tempo al tempo
Robert Silverberg: TIME AND TIME AGAIN. Urania Mondadori,
2026
Confidando in una data
conveniente, per il 2026 “Urania” reca in copertina un triangolo rosso che
annuncia il centenario della fantascienza. Se la data è di comodo, affonda
tuttavia in una tradizione che, prescindendo da Luciano di Samosata e Jules
Verne, è tanto cara agli appassionati di questa narrativa quanto in fin dei
conti plausibile. Nel 1926 venne infatti fondata dal pioniere Hugo Gernsback la rivista “Amazing Stories” che diede il via
alla stabilizzazione del genere e alla dedizione del suo pubblico. A gennaio, il
primo volume di questa celebrazione è stata una collezione di racconti (sedici
per la precisione) che un classico conclamato come Robert Silverberg
(nato per altro nel gennaio del 1935) ha riservato al tema di viaggi e
scansioni temporali.
Sullo stesso concetto la
produzione letteraria di Silverberg non è casuale.
Nel 1968, per esempio, aveva pubblicato The Masks
of Time (in Italia nel catalogo Fanucci con copertina di Karel Thole) che il collega scrittore Algis
Budrys – ben noto anche come critico non solo come
narratore – gli dedicò prontamente una recensione su “Galaxy”
quando era diretta (con positive ricadute sulla reputazione del genere) da Frederik Pohl. Il romanzo nella
scheda editoriale della prima edizione Ballantine era
così descritto: “L'anno è il 1999. Il secolo sta per cambiare. Il mondo civile
è prospero ma teso dalla paura per la possibilità ancora esistente di una guerra
globale, mentre nell'ampia area chiamata "sottosviluppata" c'è una
convinzione isterica che il mondo finirà con l'arrivo del nuovo secolo. In questa
situazione esplosiva una creatura che si fa chiamare Vornam-19 sostiene di
essere un visitatore di 1000 anni nel futuro... Il mondo sarebbe maturo, per un
segno, un presagio, un nuovo culto, ma nessuno si rende conto di cosa sia esattamente
Vornaa-19…". I governi gli danno credito convinti che possa costituire una
distrazione di massa rispetto ai diffusi movimenti anarcoidi e millennaristici. Un docente di fisica e i suoi allievi
decidono di avvicinarlo ma sorgono complicazioni di tipo sessuale (l’essere
gode di un pronunciato ascendente sulle donne) e anche omosessuale fino
all’alba del nuovo millennio che si aprirà senza particolari convulsioni. Da
notare che Vornam-19
si era concretizzato la sera di Natale del 1998 sulla scalinata
romana di Trinità dei Monti.
Tornando al pratico
centenario, la raccolta celebrativa nel numero 1746 di “Urania” Time and Tim Again
(pubblicata in origine da Three Rooms Press nel 2018) non è soltanto un’ordinaria antologia d’autore, ma
è lo stesso autore che rimarca - un po’ commento un po’ autobiografia letteraria
– sviluppo e indirizzi della sua propria visione nell’introduzione generale e
in quella a ogni singolo racconto, rivelando influenze ricevute dalla letteratura
complessiva (da Conrad a Nabokov attraverso Wells, ecc. ecc.) e da quella di
genere (Lovecraft, Padgett, Van Vogt, Heinlein, Asimov, ecc.ecc.)
rievocando con affetto l’impressione che gli fece il romanzo Prima dell’Alba di John Taine
(pseudonimo del matematico Eric Temple Bell) “che mi
riportò indietro a una delle ossessioni della mia infanzia, il mondo scomparso
dei dinosauri”.