Eric Stark

Itkine

Olivier Barrot Portrait d’Itkine (Gallimard 2024)

Attivo nella Francia degli anni trenta, l’attore e regista d’origine lituana Sylvain Itkine morto ancor giovane, torturato e ucciso nella Lione di Klaus Barbie, lasciò un buon ricordo nei colleghi che, come testimoniano le pagine autobiografiche di Edwige Feuillière o Jean-Louis Barrault, ne apprezzarono la generosità e l’impegno nel rinnovamento di un teatro popolare. È del 1937 il suo allestimento di una serata Jarry, composta da L’oggetto amato e Ubu incatenato, per le cui scene si avvalse di Max Ernst, accompagnandola con un libretto che accoglieva interventi, tra gli altri, di Breton, Eluard, Magritte, Malet, Péret, Man Ray a sottolineare l’attualità del mito Ubu, prototipo moderno dei Dittatori prodigiosamente generati negli anni tra le due guerre: “Le Loro Eccellenze si mettono in posa. Sul piano morale, appetiti, ferocia, cinismo. Su quello fisico, spalle quadrate, volgarità, mascelle” (Maurice Heine). Al cinema apparve in brevi ruoli in film di Ophüls e Gremillon, ma con Jean Renoir lavorò in quattro film, all’ultimo dei quali, La grande illusione, Itkine deve forse una piccola notorietà per l’interpretazione dell’intellettuale cultore di Pindaro e compagno di prigionia di Jean Gabin.

Mobilitato e nel 1940, dopo la “strana guerra”, Itkine raggiunse Marsiglia, riprendendo a far teatro, ma soprattutto organizzando una cooperativa (dedita alla produzione di una proto-barretta energetica di buon successo) in cui poterono trovare occupazione e mezzo di sostentamento parecchi intellettuali e sfollati parigini, tra gli altri, Mouloudji, Jean Malaquais, Gilbert Lely, Sylvia Bataille. Da lì nel ‘43 raggiunse Lione, centro di resistenza della zona non-occupata per, disse, meritarsi il pericolo e non essere passivamente coraggioso. Qui recitò, disciplinatamente insignificante, la propria parte nell’esercito di ombre (evocate da Jean-Pierre Melville nel film del 1969) al servizio della rete d’informazioni antinazista, fino all’agosto del ‘44 quando fu denunciato e arrestato dalla Gestapo.