Marco Minoletti

Heinrich Goesch, un riformatore sociale in bilico tra teosofia e psicoanalisi

È documentato che una buona fetta di monteveritiani subirono il fascino della Teosofia, a quell'epoca assai in voga. Pare che Annie Besant (1847-1933), stretta collaboratrice della Blavatsky (1831-1891), la più importante occultista del XIX secolo, che nel 1875 aveva fondato la Società Teosofica, si fosse recata a Monte Verità con Krishnamurti, il “Nuovo Messia” elevato dalla Besant al rango di “Maestro Universale”, provocando l'uscita dalla Società di Rudolf Steiner, che darà poi vita alla Società Antroposofica.

A proposito di Steiner Friedrich Glauser nelle sue memorie racconta un curioso aneddoto: “C'è un uomo che abita tra Ronco e Ascona, sulla montagna, si chiama Heinrich Goesch. Prima era con Steiner, ma poi si è distaccato da lui perché Steiner esercita la magia nera”. Il giorno in cui “l'iniziato” Goesch si separò dal gruppo teosofico iniziò a sentirsi male. Rientrato ad Ascona, dopo essersi staccato da Steiner, che allora si trovava a Dornach (Basilea campagna) nel Goetheanum (l'università della scienza dello spirito da lui fondata), rimase – a suo dire – tre giorni privo di sensi. Alcune settimane dopo l'accaduto Goesch – sempre secondo il racconto di Glauser – si trova a Zurigo con la figlioletta di quattro anni. Per strada incontrano Steiner. “Il maestro si ferma, rimprovera Goesch per le sue violente critiche della teosofia. Mentre parla, posa la mano sulla testa della bambina. La piccola si agita, la manina si contrae nella mano del padre. [...] La bambina ha perso la parola, è muta, riesce ad emettere solo un balbettio stentato”.

Il fatto curioso è che Goesch non era un valligiano superstizioso. Una volta completati gli studi di filosofia e di diritto, libero dalla necessità di dover lavorare per guadagnarsi da vivere, risiedeva con il fratello Paul in una villa-castello nella valle dell'Elba. Similmente ai fratelli Schlegel e ai Romantici – secondo Paul Fechter – i due fratelli vivevano all'insegna della poesia, della filosofia, della pittura e delle animate discussioni tra loro e con gli amici. Di diverso avviso era il pittore Richard Seewald, che apparteneva alla stessa cerchia di amici. Tra questi figurano Otto Gross, Erich Mühsam e Leonhard Frank. Secondo quest'ultimo Goesch “era completamente dedito alle forze oscure. Barcollando avanti e indietro tra teosofia e psicoanalisi, distrusse con agilità dialettica e magico incantesimo ogni gerarchia, lasciando i suoi discepoli in mezzo al caos”. Alcuni di loro scelsero il suicidio per sfuggire dal suo dominio fisico e spirituale. Sua moglie infilò la testa nella stufa a gas nel 1932.

Pare che a dare una brusca virata all'iniziale idillio romantico dei novelli fratelli Schlegel fosse stata l'apparizione di Otto Gross a Monte Verità nel 1909. I fratelli Heinrich e Paul furono iniziati da Gross alla nuova dottrina, la psicoanalisi. A subirne l'influsso fu anche la moglie di Heinrich, Gertrud, che oltre all'analisi si dedicò con intensa passione anche all'analista, divenendone l'amante. Quanto al fratello Paul, gli esperimenti con la psicanalisi non ebbero su di lui lo stesso successo e si conclusero con il suo internamento in un ospedale psichiatrico.

Rientrata a Berlino, la coppia Goesch si mise a divulgare tra gli amici e i conoscenti le idee a sostegno della poligamia professate da Otto Gross. Le teorie di Gross iniziarono così a diffondersi anche a Berlino incontrando però la diffidenza non solo da parte del mondo liberale, ma anche e soprattutto degli anarchici. Il loro atteggiamento, come sottolinea Giusi Zanasi, “era forse ancora più chiuso nei confronti dei misteri dell'inconscio: una preclusione ben più grave per Gross che negli anarchici vedeva gli interlocutori privilegiati per il suo progetto di rifunzionamento rivoluzionario delle tesi freudiane”. Nel periodo della Grande Guerra Goesch si trasferì a Dornach, attratto dalle teorie di Steiner, e ne divenne l'assistente. Ma nel 1917 il sodalizio si ruppe e Goesch rientrò ad Ascona dove si mise a lavorare sulla teoria del denaro di Johann Silvio Gesell che nel 1919, su raccomandazione di Erich Mühsam e Gustav Landauer, aveva assunto la carica di Ministro delle finanze della Repubblica di Monaco.

A proposito dell'improvviso interesse di Goesch per Gesell, Erich Müsahm osservò ironicamente:  “Così questo monomaniaco razionalista passando per la psicoanalisi e la teosofia è approdato a Silvio Gesell… Il suo cervello sempre originale avrà escogitato un'acrobazia logica piuttosto divertente”. Nel 1924 Goesch terrà una conferenza a Minusio sull'opera di Gesell.

Nel 1921 i Goesch si erano trasferiti a Berlino con un altro monteveritiano, lo scrittore Bruno Goetz. A Berlino vivono insieme alle famiglie di Paul Flechter e Hans Kollwitz. Il matrimonio dei Goesch è a pezzi. Gertrud si è ormai identificata con le idee di Gross e ama un altro uomo ad Ascona. Improvvisamente però la vita di Heinrich subisce una svolta. Grazie all'interessamento dell'amico Paul Tillich ottiene nel 1928 una cattedra all'Accademia di arti applicate di Dresda. È in buona compagnia, con i pittori Otto Dix, George Grosz e Paul Klee, tra gli altri. Alla cattedra di Dresda e al menage à trois con Tillich e consorte, della quale era tollerato amante, rinunciò dopo un breve periodo di tempo per potersi recare a Moscia, nei pressi di Ascona, ad assistere la figlia, il cui marito, ex amante della moglie Gertrud, era impazzito.

Goesch morì improvvisamente non ancora cinquantenne nel 1930. Käthe Kollwitz, la grafica, pittrice e scultrice, cugina della moglie Gertrud, gli scrisse il necrologio:

“Quest' uomo era brillante, tutti quelli che incrociavano il suo cammino lo sentivano, ma come è potuto succedere che quest'uomo brillante non potesse concentrarsi in un'opera? Una piccola porta sarebbe stata aperta, e i suoi doni gloriosi si sarebbero solidificati. Ora che la sua vita è completa, vedo che il suo significato geniale è stato nel diffondere, nel dare, nel fecondare, nel donare suntuosamente”.