
Genesio
Tubino
Comisso en français
Agostino Contò: Comisso en français. Ronzani, 2025
Nonostante la
benevola intercessione di Montale, Larbaud e altri italianisants, Il
porto dell’amore, a differenza dell’opera dell’amico Svevo, mancò di
apparire in traduzione francese, negli anni in cui Comisso viaggiava oltralpe
raccogliendo poi i resoconti giornalistici dei suoi soggiorni parigini nel
volume Questa è Parigi (1931). Lo stesso Crémieux,
letto Gioco d’infanzia, gli scriveva
che, in Francia, già avevano, quanto all’inversion, le opere di Gide e
Proust, così il primo volume da lui firmato ad apparire in francese fu, non
sorprendentemente e durante la guerra (1944), il saggio sugli agenti segreti
veneziani del XVIII secolo.
Solo negli anni
cinquanta, tramite la rivista “Arcadie” del movimento omofilo francese, Comisso
parve ritentare la sorte riannodando i fili di un rapporto editoriale segnato
dall’incomprensione ma cercato e sollecitato anche per sfuggire alla “censura
spagnolesca-pretina” italiana. Eppure ancora nel
1964, a dispetto della raccomandazione di R. Peyrefitte,
Comisso si vide rifiutato da Flammarion “il
bellissimo Cribol”.
Storia di
mancate corrispondenze, almeno dal punto di vista editoriale, perché poi, nei
rapporti personali, lo scrittore trevigiano si mostrò fedele alle amicizie,
incluse quelle dell’impresa fiumana, dove conobbe il belga Léon Kochnitzky, responsabile con Henry Furst
dell’ufficio relazioni pubbliche della Reggenza del Carnaro,
in seguito redattore della parigina “Revue Musicale”
e autore del saggetto storico-umoristico Adolphe Sax and His Saxophone (1949): di lui
Contò ricorda nelle pagine finali i tentativi infruttuosi di far pubblicare
presso Longanesi, anche per interessamento di Comisso, un libro sull’avventura
“giapponese” di Goncarov.