
Karel Capek
Lettere dall'Italia 1923
[Dopo una corsa in treno sottoterra] sono arrivato a Genova e ho
scoperto un posto di colline meravigliose che conferiscono alle vie genovesi un
andamento inusualmente capriccioso; scendi nella speranza che giù in fondo
troverai il mare e trovi una salita
che ti propone un'ascesa problematica. Per il resto, scalinate, ascensori,
funicolari, tunnel, e viadotti, poi un agglomerato di palazzi che invece di
cortili e giardini hanno porticati e scaloni che conducono su o giù, una
specialità di Genova, e infine al porto, un porto enorme, effervescente,
congestionato, e degno d'ammirazione, di cui non ci si sazia né con la vista da
vicino né dall'alto di Castelletto. E' come una stalla sovraffollata dove
mucche di legno e ferro muggendo si danno segnali, scaricano acqua, ruminano
ferro e carbone, si spintonano, s'annusano, si sfiancano, s'impongono e danno
la precedenza; ci sono mucche transoceaniche, rosse e nere, stipate fino a
scoppiare, e grandi, bellissimi velieri, e poi tafani a vapore che ronzano intorno
a quei grossi bovini, e panciuti rimorchiatori come scrofe sonnacchiose,
scialuppe-moscerini, pescherecci, bianchi vaporetti scintillanti d'ottone,
ciminiere, alberi, pennoni, un confuso groviglio d'alberi e sartiame, un porto
ricco e primitivo, opulento e medievale come l'Italia intera. E adesso,
perdonatemi questo mio poco sapere di Genova; mi ha sconcertato quel suo
panorama portuale, e so solo che le guardie indossano lunghi caffetani e invece di manganelli portano
bastoni, che su Genova pende una cattiva reputazione storica e in luogo dei
cieli ci sono file di panni stesi; le vie sono così strette che un uomo con un
cesto in testa deve gridare affinché gli altri passanti gli sgombrino il
cammino. E questi palazzi marmorei, che si chiamino Doria, Balbi o Cambiaso,
oggi sono tutti occupati da banche; ma non starò a far le mie considerazioni su
questa diffusa situazione; destino simile attende di certo le stesse chiese:
dietro gli altari siederanno tesorieri e loro procuratori, l'altar maggiore
toccherà al vicedirettore, e il direttore capo siederà ancora più in alto...