In primo piano due alberi di nocciolo
intrecciati e con radici su uno sfondo azzurro. A coronamento tre
stelle d'argento a 6 punte. Ornamenti dello stemma fronde legate da un
nodo d'argento e azzurro con cocche e nastri.
Lo stemma di Volano fu
riconosciuto ufficialmente il 15 maggio 1931.
Il territorio di Volano conobbe i primi
insediamenti umani nel Mesolitico (8000-4500 a.C.), come testimoniano
le tre sepolture di giovani rinvenute in località "Paludei". Fu
abitata intensamente nel Neolitico e nel periodo del Bronzo antico
(1800-1600 a.C.) e Bronzo medio (1600-1300) cui dovrebbero risalire
alcuni frammenti ceramici rinvenuti rispettivamente poco a sud del
dosso Destor e sul dosso "di Gorga". Nei primi secoli dopo Cristo il
territorio venne romanizzato. I resti di un edificio risalente al
III-IV secolo d.C. (tegole, coppi e peso per telaio con marchio
impresso) sono venuti alla luce alla periferia nord del paese,
nell'area verde antistante la chiesa di S. Rocco.
All'anno 590 dovrebbe risalire la prima testimonianza documentaria
dell'esistenza dei Volano, se il paese coincidesse con quel "Volaenes"
indicato da paolo Diacono (lo storico dei Longobardi) come uno dei
villaggi distrutti dai Franchi nel corso di una loro scorreria nella
Val lagarina longobarda.
Il periodo medioevale di Volano è caratterizzato dall'organizzazione
territoriale sulla base delle tre istituzioni fondamentali: la pieve,
la comunità e la giurisdizione feudale, organizzazione che viene a
definirsi stabilmente nel '200, anno in cui troviamo nominata la
libera comunità di Volano, la pieve di S. Maria e la giurisdizione di
Castel Beseno in cui è inserito politicamente il territorio di Volano.
Nel secolo successivo il feudo di Beseno venne acquisito dalla
famiglia Castelbarco, che governò su Volano fino al 1439, quando il
paese si consegnò al leone di S. Marco della Repubblica di Venezia.
Sconfitta Venezia alla Ghiara d'Adda (1508), l'Austria occupò la Valle
Lagarina, formando sulla sinistra Adige una Pretura comprendente i
paesi del vecchio distretto veneziano, facente capo a Rovereto, nella
quale venne inserito anche Volano che divenne così suddito immediato
dell'Impero (poi di fatto della Contea del Tirolo). Dopo le brevi
parentesi del regno bavarese (1806-1810) e del regno d'Italia di
Napoleone (1810-1815), dopo il Congresso di Vienna il comune di Volano
tornò all'Austria, per rimanervi fino alla conclusione della Prima
Guerra mondiale, quando venne annesso al Regno d'Italia.
Il comune di Volano (Trento) è situato sulla sponda sinistra del
fiume Adige, a nord di Rovereto, nel cuore della Vallagarina..
Il suo territorio si sviluppa per quasi undici chilometri quadrati dal
fondovalle (180 m.s.l.m.) alla sommità del monte Finonchio (1603
m.s.l.m.). Il paese è concentrato nell'abitato del fondovalle,
organizzato sui fianchi dell'antica strada romana e poi via imperiale
che collegava Rovereto con Trento e per esteso l'Italia al mondo
tedesco.
L'ambiente del fondovalle e della prima fascia collinare è
dominato da intense coltivazioni a vigneto e a frutteto (mele). Ai
margini dei terreni coltivati e delle abitazioni, attorno ai tre-quattrocento metri sul livello del mare, inizia la vegetazione
spontanea, costituita da bosco ceduo in cui prevalgono le essenze del
frassino, nocciolo, carpino, rovere. Il sottobosco è fitto di cespugli
di corniolo, rosa canina, biancospino. Verso i mille metri compaiono
il faggio, la betulla e il larice. Tra i 1400 e i 1600 metri si trova
l'ampia area prativa di Malga Finonchio un tempo fortemente dedita
all'alpeggio.
Molto ricca la flora minore, sia di fiori che di frutti selvatici. A
partire dai 700 metri di quota si ha una buona presenza di funghi. La
fauna selvatica della zona è costituita da lepri (rare), caprioli,
scoiattoli e ghiri, volpi, tassi e fagiani. Sulle balze rocciose del
cengio rosso, negli utlimi anni ha trovato il suo habitat una nutrita
colonia di camosci.
tratto da
www.trentinoshop.com
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