La coppa Hindenburg

Al termine delle regate olimpiche nella baia di Kiel fu disputata un'altra serie di regate per l'assegnazione della coppa Hindenburg a cui partecipavano gli equipaggi della marina militare delle nazioni del Brasile, Danimarca, Francia, Gran Bretagna, Italia, Jugoslavia, Olanda, Svezia, USA ed Uruguay.
Al timone di Italia fu collocato il guardiamarina Agostino Straulino e con lui Luigi de Manincor, Paolo Marsi, Carlo Mantegazzini, Carlo Strena e G.B. Franchini. In questa occasione Italia si classifico al secondo posto.

Dopo le regate olimpiche (1937 - 1970)

L'Italia partecipò ad altre regate sparse per la penisola ma ben presto la Reale Federazione Italiana della Vela ne propose, già a partire dal dicembre 1937, la vendita per un prezzo che si aggirava sulle 100.000 lire.
Nel febbraio 1938 lo yacht passa nelle mani di Angelo Rizzoli editore facoltoso di Milano. Grazie a questo evento l'Italia riprende a gareggiare fra gli 8 metri come Bona ed Orietta.
Nel 1939 grande sfilata di barche. A Genova gareggiano numerosi otto metri per le assegnazioni della Coppa Duca degli Abruzzi, Coppa Rylard e la Coppa Caterina Pozzani.

Yacht in gara

Molte altre competizioni veliche si disputarono negli anni seguenti finché la l'obbiettivo non si sposto a Napoli. Negli anni cinquanta i migliori scafi costruiti in Italia si concentrarono nelle mani dei circoli napoletani.
Il Circolo Nautico acquista l'olimpica Italia che viene affidata al timoniere Renato Cosentino. Il Circolo Nautico Posillipo propone invece Bona alla guida di Vittorio Postiglione, Miranda III passa al Reale Yacht Club Canottieri Savoia che acquisterà anche altri otto metri come Aria e Licea. Orietta al Circolo Canottieri Napoli ed il Circolo del Remo e della Vela Italiana si presenta con Sylphea III.
In questo clima per molti anni si gareggiò con queste splendide imbarcazioni in lungo ed in largo per il golfo partenopeo.