SCAMBI FLUIDI


Alicia Imperiale, Nuove dimensionalità tensioni superficiali nell'architettura digitale
Testo e Immagine, Collana "La Rivoluzione Informatica”, torino 2001

 

 


Negli ultimi decenni molti pensatori e teorici hanno contribuito all’importante ruolo assunto
dalla dicotomia bidimensionalità-superficie. L’autrice Alicia Imperiale mette in evidenza la definizione dei due termini per arrivare a scoprire le emanazioni di superfici nel campo dell'architettura esaminando il lavoro di alcuni artisti ed evidenziando e teorie su come quest'ultimi affrontano il problema della bidimensionalità e superficie.Il termine bidimensionalità viene inteso come un foglio di carta o uno schermo su cui viene progettata la futura architettura ,mentre il termine superficie indica tutte le situazioni che si affrontano quando l'architettura deve essere costruita, ovvero quando passa dalla bidimensionalità, piattezza dello spazio, alla tridimensionalità ,profondità dello spazio.
Siamo di fronte ad un passaggio dal semplice al complesso da due a tre dimensioni.
Tutto ciò avviene attraverso un adattamento del livello di informazioni, in funzione del computer. La creazione di superfici complesse non è concepibile senza l'utilizzo di software quali Maya e Alias programmi che ci conducono al passaggio tra livelli di più alte complessità delle superfici. Concetti di complessità,fluidità,flussi, non potrebbero essere compresi se non con il loro impiego. Ciò implica uno spostamento da una forma stabile tra superficie e profondità, verso una maggiore oscillazione della relazione dei due termini. Fredic Jameson, critico americano,mette in rapporto la concezione modernista della profondità, opponendola a quella postmodernista che si ferma al significato letterale della parola, ma allo stesso tempo facendo in modo che quest'ultima acquisti nuovi significati. Jameson asserisce che la profondità è sostituita dalla superficie o meglio da superfici plurali.I problemi che riguardano la bidimensionalità non risultano superficiali,è come parlare della pelle del corpo umano e l'interiorità. Parlando della pelle di Mark Taylor, essa non è solo un tessuto che divide il fuori dal dentro,ma dal termine stesso di tessuto, si può comprendere che è formata da strati intrecciati, connessi.La pelle è considerata come la membrana filtro tra la parte interna e e la parte esterna si scivola dall'esterno verso l'interno e viceversa.Diventa importante la perdita della distinzione tra interno e esterno. Si ha la creazione di forme che vanno verso la Blob architettura dove la rapida diffusione nell'uso del computer permette di creare forme complesse. Alice Imperiale esamina architetti come Lynn, Van Berkel & Bos, Nox, che hanno contribuito a creare una tendenza.L'architettura diviene evolutiva, dinamica, non è più statica ed immodificabile, una volta progettata è sempre in continua mutazione.I progetti di Lynn ad esmpio assumono diverse configurazioni spaziali in funzione dei differenti usi. L’ idea di architettura in continua evoluzione è stata battezzata da Lynn ,blob. Non bisogna confondere il buon disegno con la forma complessa ne dividere l'architettura di superficie curve e l'architettura di superfici piane,ma distinguere diversi livelli di lettura concettuale e formale.E’ cambiato il rapporto uomo-computer, rivisitato il mondo dell'informatica sfociando in una nuova generazione di pacchetti applicativi.E’ da evitare una fenditura fra lo spazio virtuale e lo spazio costruito reale, è bene integrare la tecnologia alla pratica ,senza però considerare lo spazio virtuale come non soggetto a regole e lo spazio reale incapace di assorbire le potenzialità del mondo della virtualità.Si tende ancora alla stabilità della forma ma grazie a programmi di animazione la tendenza si sta dirigendo verso rappresentazioni più fluide e libere.
Grande lotta?

 

© barbara di cintio