Sorgiam, perenni Nuvole,
la parvenza svelando agile e rorida,
dall'echeggiante Oceano
padre, ai sublimi vertici dei monti
incoronati d'alberi;
e contempliamo gli ultimi orizzonti,
la sacra terra che nutrica i frutti,
il fragor dei santissimi fiumi,
il fremer cupo dei marini flutti.
Che il sole, infaticato occhio dell'Etere,
sfavilla, cinto d'abbaglianti lumi.
Or via, si scuota il pluvio
vel dalle forme eterne,
ed alla terra volgasi
l'occhio che lungi scerne!
(Aristofane, Le Nuvole, trad. di Ettore Romagnoli)

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