Sir Robert Falcon Scott

 

 

WILSON grande amico di Scott nonché compagno di avventura e di sventura fece questi disegni durante le loro missioni in Antartide. I suoi timori che la luce artificiale sfalsasse i colori si dimostrarono infondati: l'occhio e la memoria non lo tradirono e i disegni risultarono perfetti.

 

ERANO CINQUE GLI UOMINI CHE CON SCOTT DOPO AVER RAGGIUNTO IL POLO SUD ED AVER COSTATATO DI ESSERE STATI PRECEDUTI DA AMUNDSEN TROVARONO LA MORTE SULLA VIA DEL RITORNO.

AD APPENA 17 CHILOMETRI DALL'ULTIMO CAMPO DI RIFORNIMENTI MORIRONO NELLA TENDA INSIEME AL LORO CAPITANO: HENRY BOWERS, EDWARD WILSON.

EDGAR EVANS MORI' IL 18 FEBBRAIO 1912 CON LE MANI CONGELATE, DOPO AVER DATO TUTTE LE SUE ENERGIE CONTINUANDO A TRAINARE LA SLITTA COME TUTTI GLI ALTRI FINO AL COLLASSO AVVENUTO INTORNO AL 84° PARALLELO. NEI DIARI NESSUNO DEI COMPAGNI HA LASCIATO SCRITTO SE E COME ABBIANO SEPOLTO IL CADAVERE.

LAWRENCE OATES (UFFICIALE DI CAVALLERIA) MORI' IL 16 O IL 17 MARZO 1912. ERA SFINITO, CHIESE AI COMPAGNI DI ANDARSENE E DI LASCIARLO NEL SUO SACCO A PELO. RIUSCIRONO A PERSUADERLO A RIPARTIRE E IL "SOLDATO" ARRANCO' CORAGGIOSAMENTE, CLAUDICANDO PER TUTTO IL GIORNO. MA ALLA SERA ERA IN CONDIZIONI COSI' PIETOSE CHE NESSUNO EBBE DUBBI SULL'APPROSSIMARSI DELLA FINE. ECCO IL RACCONTO DEL CAPITANO SCOTT SCRITTO NEL DIARIO:
Se questo verrà ritrovato, voglio che siano noti tali fatti. L'ultimo pensiero di Oates è stato per sua madre, ma il penultimo è andato al suo reggimento, che sarebbe stato fiero del suo coraggio di fronte alla morte. Noi siamo stati testimoni di quel coraggio. Ha sopportato dolori atroci per settimane senza un lamento ... Non ha rinunciato, non ha voluto rinunciare, alla speranza fino all'ultimo. Aveva un animo impavido. E questa è stata la sua fine. L'altra notte ha chiuso gli occhi sperando di non aprirli più, ma al mattino si è svegliato ... ieri mattina. Ha detto: "Esco e forse starò via per qualche tempo". E' uscito nella tormenta e da allora non l'abbiamo più visto ... sapevamo che il povero Oates andava incontro alla morte, ma pur avendo tentato di dissuaderlo, eravamo consci che il suo era il gesto di un uomo coraggioso e di un gentiluomo inglese. Speriamo tutti di affrontare la nostra fine con lo stesso spirito e certo la fine non è lontana.
DA GIORNI OATES LASCIAVA IL SUO PIEDE CONGELATO FUORI DAL SACCO A PELO PERCHE' NON GLI SI SCONGELASSE E PROCURASSE COSI' DOLORI ATROCI.
IL 17 MARZO ERA IL SUO COMPLEANNO. AVEVA 32 ANNI.

INUTILE PARLARE DELLE SOFFERENZE E DEI RESTANTI GIORNI CHE IL CAPITANO ROBERT FALCON SCOTT TRASCORSE INSIEME A HENRY BOWERS E EDWARD WILSON.
L'ULTIMA ANNOTAZIONE NEL SUO DIARIO VERGATA CON MANO TREMANTE IL 29 MARZO 1912 E' UN'APPELLO: "Per amor di Dio abbiate cura delle nostre famiglie".
LASCIO' ANCHE IL VIGOROSO "MESSAGGIO AL PUBBLICO": "Se fossimo vissuti, avrei avuto cose da raccontare sull'ardimento, l'abnegazione e il coraggio dei miei compagni che avrebbero commosso il cuore di ogni inglese. Queste rozze note e i nostri corpi senza vita dovranno narrare la nostra storia".