METEORITI E IMPATTI

Le meteoriti sono pezzetti del sistema solare che sono caduti sulla Terra. La maggior parte di esse proviene dagli asteroidi: alcune, in particolare, si ritiene siano venute da Vesta. Altre provengono probabilmente dalle comete. Un piccolo numero di meteoriti si sono rivelate essere di origine lunare (15 ritrovamenti) o marziana (13 ritrovamenti).
Una delle meteoriti marziane, conosciuta come ALH84001, è considerata la prova dell'esistenza di una vita primitiva su Marte.
Sebbene le meteoriti possano apparire solo come rocce insignificanti, tuttavia esse sono estremamente importanti poiché le possiamo analizzare con calma nei nostri laboratori. A parte i pochi chilogrammi di rocce lunari raccolti dalle missioni Apollo e Luna, le meteoriti costituiscono la nostra unica testimonianza materiale dell'universo al di fuori della Terra.

Tipi di Meteoriti:
- Ferrose: composte soprattutto di ferro e nichel; sono simili agli asteroidi di tipo M.
- Ferrose-rocciose: composte da una miscela di ferro e materiale roccioso, come gli asteroidi di tipo S.
- Condriti: di gran lunga il maggior numero di meteoriti ricade in questa classe; sono simili per composizione ai mantelli e alle croste dei pianeti terrestri.
- Condriti carbonacee: molto simili per composizione al Sole meno gli elementi volatili; sono simili agli asteroidi di tipo C.
- Acondriti: simili ai basalti terrestri (le meteoriti che si ritengono originarie della Luna e di Marte sono acondriti).

Ogni giorno un gran numero di meteoroidi entra nell'atmosfera terrestre, per un ammontare di parecchie centinaia di tonnellate di materiale. Ma essi sono quasi tutti molto piccoli, solo alcuni milligrammi ciascuno. Soltanto i più grandi riescono a raggiungere la superficie terrestre e diventare così meteoriti. La meteorite più grande che sia mai stata trovata (Hoba, in Namibia) pesa 60 tonnellate.
La velocità media alla quale i meteoroidi entrano nell'atmosfera à compresa tra 10 e 70 km/sec. Ma tutti, eccetto quelli davvero molto grandi, vengono rapidamente rallentati a poche centinaia di chilometri orari dall'attrito con l'atmosfera e colpiscono la superficie terrestre senza molto strepito. Tuttavia i meteoroidi più grandi di alcune centinaia di tonnellate sono rallentati molto poco: solo questi meteoroidi giganti (e fortunatamente rari) producono dei crateri.
Un buon esempio di quello che accade quando un piccolo asteroide colpisce la Terra è il Barringer Crater (alias Meteor Crater) vicino a Winslow, Arizona. Si è formato circa 50.000 anni fa, in seguito all'impatto di una meteorite ferrosa di 30-50 metri di diametro. Il cratere ha un diametro di circa 1.200 metri ed è profondo 200 metri. Fino ad oggi, sulla Terra sono stati identificati 120 crateri da impatto.
Un recente impatto si è verificato nel 1908 in una remota regione disabitata della Siberia occidentale, conosciuta con il nome di Tunguska. Il corpo impattante aveva un diametro di circa 60 metri ed era formato probabilmente da molti pezzi legati debolmente tra loro. Al contrario di quanto è accaduto per il Barringer Crater, l'oggetto di Tunguska si è disintegrato completamente prima di colpire il suolo e perciò non si è formato alcun cratere. Comunque, tutti gli alberi sono stati abbattuti in un'area di 50 chilometri quadrati; il rumore dell'esplosione venne udito quasi da mezzo mondo.
Ci sono probabilmente almeno 1000 asteroidi più grandi di 1 km di diametro che intersecano l'orbita della Terra. In media uno di loro colpisce la Terra ogni 300.000 anni. Gli asteroidi più grandi sono meno numerosi e dunque i relativi impatti meno frequenti, ma talvolta si verificano e le conseguenze sono disastrose.
Probabilmente l'impatto sulla Terra di una cometa o di un asteroide delle dimensioni di Efesto o della SL 9 è stato responsabile dell'estinzione dei dinosauri 65 milioni di anni fa. Esso lasciò un cratere di 180 km, ora sepolto sotto la giungla nei pressi di Chicxulub, nella penisola dello Yucatan (immagini).
Calcoli basati sul numero osservato degli asteroidi suggeriscono che dovremmo aspettarci che circa 3 crateri di 10 km o più di diametro si siano formati sulla Terra ogni milione di anni. Ciò si accorda bene con le rilevazioni geologiche. È più difficile calcolare la frequenza degli impatti più grandi come quello di Chicxulub, ma sembra ragionevole ipotizzarne uno ogni 100 milioni di anni.

 

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